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lunedì 9 novembre 2009

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

Il Corriere di Caserta in edicola stamattina riporta una di quelle che, in gergo, si chiamano notizie-non-notizie.
Il titolo: «Servizio mensa, in crescita le adesioni»; l’occhiello: «Volantini contro la refezione, Giammatteo: non corrispondono al vero».


“Caspita!”, mi sono detto. “E che cosa altro è successo! Dei volantini?”. Leggo l’articolo tutto d’un colpo, curioso di capire le due novità annunciate dal titolo e dall’occhiello, ossia: 1) la crescita delle adesioni; 2) i volantini contro la refezione.
Ma arrivo alla fine e….. dove stanno le notizie? Sorpresa: non ci sono!
Ecco, appunto come dicevo: è una notizia-non-notizia. Vale a dire: scriviamo qualcosa, mettiamoci una foto e il gioco è fatto!
Ed infatti, le poche, scarne, insufficienti e per niente argomentante informazioni che si riescono a cogliere sono queste:
1) «a distanza di circa due settimane dall’avvio dell’importante iniziativa…… sono quasi 400 gli alunni…. che quotidianamente usufruiscono della mensa»;
2) «nonostante le sterili polemiche delle settimane scorse ed il tentativo di screditare il servizio…. le mamme hanno apprezzato la decisione del Comune di affidarsi…..»;
3) «la dichiarazione dell’Assessore Giammatteo che dice: “l’alta partecipazione degli alunni alla mensa ed il rispetto dei tempi fissati dall’amministrazione siano la migliore risposta a quanti hanno cercato, in maniera pedestre, di incutere ingiustificate preoccupazioni e timori tra i genitori degli studenti, distribuendo volantini che vanno al di fuori della realtà dei fatti».

Permettetemi, ma avrei delle obiezioni da sollevare:
1) che cosa significa «quasi 400»? 320, 280, 420 o quanto? (Ricordo ai più “cattivi” come me, che “400” è la previsione del numero di pasti quotidiani contenuta nel Bando di affidamento del servizio mensa);
2) «le sterili polemiche delle settimane scorse, etc. etc.». Chiedo: quali sono queste polemiche?
3) «la risposta a quanti hanno cercato, in maniera pedestre, di incutere ingiustificate preoccupazioni e timori, etc. ». Chiedo (soprattutto all’Assessore): a cosa vi state riferendo? A quali volantini fate richiamo?

Lo so: sono obiezioni che non verranno mai chiarite. Come le domande: non riceveranno mai una risposta. Eppure – questo è quello che a me dispiace maggiormente – quell’articolo avrà l’effetto di snaturare sensibilmente la verità in chi lo legge (e poi mi vengono a parlare di libertà di stampa!!!!).
Un esempio per tutto. Quel «quasi 400» può significare 280 alunni o anche 450 alunni: l’articolista aveva il dovere di precisare il numero esatto, altrimenti il Capo redattore del quotidiano era tenuto a non passare l’articolo: il «quasi» non esiste nel vocabolario del giornalista. Insomma: quanti sono gli alunni che usufruiscono del servizio Mensa? Non si sa. La sottile verità di questo articolo è che proprio questo è quello che interessava a loro!!! E’ proprio questo, cioè, il fine dell’articolista, del quotidiano e – visto che c’è la sua foto – anche dell’Assessore (e quindi dell’Amministrazione comunale con il Sindaco in testa, altrimenti certe “notizie” non verrebbero autorizzate alla pubblicazione oppure verrebbero corrette o smentite: tutto per rispettare chi legge, cioè i Cittadini). Loro invece puntavano a che la gente andasse a leggere che sono “quasi 400”: nulla di più! Ecco come si aggiusta la verità: non negando né dicendo, ma lasciando immaginare.


La cosa più semplice che avrebbe potuto/dovuto fare l’articolista (ah! dimenticavo: sì, è sempre lui: il Portavoce del Comune di Alife) era quella di chiedere questo numero all’Assessore Giammatteo. E non bisognava scomodarsi più di tanto, visto che l’Assessore ha rilasciato una dichiarazione (quindi vuol dire che si sono sentiti: o no?) e anche una sua foto!. O forse – mi viene un sospetto – l’Assessore non è a conoscenza dei numeri sulla Mensa?

Il mio dubbio resta comunque un altro: gli articoli sul Corriere di Caserta hanno una “frequenza”, cioè vengono pubblicati «quasi» ogni 30 giorni. Non ci credete? Facciamo insieme un piccolo esercizio di confronto: vi riporto parte dell’articolo del 17 ottobre del Corriere di Caserta, sempre relativo al servizio mensa di Alife e parte dell’articolo di oggi:

  • 17 ottobre – Sindaco e Assessore Giammatteo sottolineavano: «l’altissima partecipazione di alunni alla mensa ed il rispetto dei tempi fissati dall’amministrazione siano la migliore risposta agli attacchi. ».
  • 9 novembre – Giammatteo sottolinea «l’alta partecipazione degli alunni alla mensa ed il rispetto dei tempi fissati dall’amministrazione siano la migliore risposta a quanti hanno cercato, » etc. etc..

Qui due sono le cose: o l’Assessore Giammatteo, fatta una dichiarazione, la va ripetendo a iosa (non credo però, conoscendo Angelo) oppure è il Corriere di Caserta che periodicamente, modificando un aggettivo o una foto ci ripete le stesse cose. Nell’uno e nell’altro caso, la preoccupazione resta la stessa: Signori miei e come stiamo messi male!

Non mi resta che salutarvi.
Buona giornata.
Ciao, Daniele

PS
Rispondo ai tanti che mi chiedono: no, ad oggi non ho ancora ricevuto le risposte alle interrogazioni.

martedì 3 novembre 2009

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

Stamattina c’è il mercato ad Alife….ma parliamo di Mensa!
Non mi data colpe, per favore, se torno su questo argomento. Lo faccio perché sono provocato. Sì, sono provocato dall’articolo pubblicato oggi dalla Gazzetta di Caserta con il titolo:
Mensa a scuola, fondi per i meno abbienti
e con occhiello:
Alife. Sugli scudi Maddalena Di Muccio”.

E’ una notizia-bomba, quello che dice l’articolo almeno nell’attacco :
«Il Vice-Sindaco di Alife Maddalena Di Muccio unitamente all’Assessore Tartaglia ha messo a disposizione i buoni mensa per tutti i bambini delle scuole di Alife».
Apro parentesi: l’attacco di un articolo, per definizione, riassume la notizia che viene poi sviluppata nello scritto. Chiusa parentesi.
Signore e Signori, possiamo rivolgerci al Vice Sindaco (o all’Assessore Tartaglia) per ricevere i buoni mensa per i nostri figli…. ma gratis o a pagamento? L’articolo non lo specifica, ma lo lascia intendere su quanto dice immediatamente dopo:
«La number two in più è andata anche in incontro a tutte le giovani madri e famiglie disagiate privilegiandole e mettendo a disposizione dei fondi riservati a tale fascia debole».
Ah, ora si capisce meglio…. O forse no! Insomma, qual è la notizia? Io non l’ho capita, tuttavia mi sforzo e vi dico quello che riesco a percepire. Secondo me (con il beneficio d’inventario) i due componenti della Giunta Iannelli stanno mettendo su qualche misura a favore delle famiglie per alleviare il carico della spesa dei buoni mensa. Se è così, sono veramente curioso di sapere come si stanno organizzando.
Parlo da genitore, non da Consigliere comunale. Quando sono andato a comprare i buoni mensa per i miei figli, sul Comune, ho chiesto chiarimenti sulle modalità di pagamento e sulla previsione di eventuali criteri per la riduzione del prezzo. La risposta (?!?!) è stata: se volete, allegate all’istanza di richiesta del blocchetto buoni mensa un modello Isee; poi sarà il Sindaco a decidere a chi dare un’eventuale riduzione! «Ho capito!?!?», è stata la mia risposta. E non ho allegato alcun modello Isee.

Ma continuiamo con l’articolo.
«Un esempio unico quello di Lady Di Muccio di cui ne sta parlando tutto il Matese» – (oggi guarderò il Tg di Rai3: magari darà un servizio su questa storia!) – «poiché un progetto del genere dai tempi di Carlo Sarro non si vedeva più».
Eh no. Qui dovete aiutarmi, vi supplico. Spiegatemi per favore l’abbinamento: mensa-Di Muccio-Sarro.

Andiamo avanti:
«Grazie a Di Muccio quindi anche i giovani di Alife che sono uguali agli altri bambini possono avere il diritto di studiare e andare a scuola».
(………….) Aiutooooooo, mi sento male! Capite: giovani uguale ai bambini….. etc. etc. diritto… etc. etc. ….mi viene da piangere!
Forza Daniele – mi son detto; cerca di arrivare alla fine dell’articolo.

Facciamolo insieme lo sforzo: recuperiamo le forze e andiamo avanti.
«Non esitano le autorità della città di Rainulfo a complimentarsi con la vice di Iannelli, anche lo stesso primo cittadino è rimasto a bocca aperta del progetto complimentandosi con la sua vice oltre a tutte le autorità alifane».
Sì, è scritto proprio così: il nostro Sindaco è rimasto a bocca aperta! Avrei voluto vederlo. Ci credete voi?

Ma aspettate… come si dice… dulcis in fundo.
Ed infatti leggete come chiude l’articolo:
«Anche il Parroco del Capitolo della Cattedrale di Santa Maria Assunta Mons. Domenico La Cerra, che da sempre è vicino ai cittadini meno fortunati si è complimentato dopo la predica domenicale con Di Muccio».
XXXXXXXXXXXXXXXXXXXX (Vedi Nota 1)

Finiamola qui. Finiamola con una domanda (che non avrà mai risposta): ma in tutta questa storia, l’Assessore alla P.I che fa? Sta soltanto a guardare? Boh!

E’ il caso di suggerirvi una buona lettura, adesso. Che credo sicuramente condividerete con me.

Non mi resta che salutarvi.
Buona giornata.
Ciao, Daniele


Nota 1 – La parte è stata omessa per evitare incidenti diplomatici



Articolo tratto dal Sole 24 Ore di Domenica 18 ottobre 2009
NON SOLO FINANZA
Educazione disastrata la peggiore delle crisi
di Moisés Naím (Traduzione di Graziella Filipuzzi)

In questi giorni si sente parlare quasi esclusivamente di denaro: fallimenti, salvataggi finanziari e crisi monopolizzano le conversazioni in tutto il mondo. Sebbene questo atteggiamento sia logico, è salutare di tanto in tanto cambiare argomento. Parliamo, per esempio, dell'altra crisi mondiale le cui ripercussioni sono come quelle originate dal crollo della finanza, ovvero la crisi dell'istruzione. In quasi tutti i paesi, la gente ritiene che il proprio sistema educativo sia oltremodo carente. E le statistiche lo confermano. Negli Stati Uniti, ad esempio, tra il 1980 e il 2005, la spesa pubblica per ogni studente di scuola elementare e secondaria aumentò del 73%, così come a crescere fu il numero di insegnanti, riducendo drasticamente il numero di allievi seguiti da ogni docente. Inoltre, sono state attuate diverse iniziative volte a migliorare l'insegnamento.Niente ha funzionato. In quel quarto di secolo, i risultati delle valutazioni sostenute dagli studenti non sono migliorati. I giudizi ottenuti nelle prove di lettura da parte degli studenti di 9, 13 e 17 anni nel 2005 sono stati gli stessi del 1980. Quelli di matematica sono saliti leggermente, ma non in maniera degna di nota. In una conferenza rivolta ai governatori del proprio paese, Bill Gates dichiarò di «essere sbigottito e di vergognarsi» del livello di istruzione superiore e proseguì affermando che «le nostre scuole sono un fallimento, piene di difetti e arretrate. Solo un terzo dei diplomati sono abbastanza preparati per diventare cittadini, lavoratori e studenti universitari».Lo stesso succede in altri paesi. Nello stesso periodo quasi tutti gli stati più ricchi hanno aumentato notevolmente la spesa destinata all'istruzione, e non soltanto hanno fallito nell'impresa di migliorare il sistema, ma in alcuni casi si sono verificate significative involuzioni. Tra il 2000 e il 2006 il rendimento nell'area della lettura da parte degli studenti delle scuole superiori ha subito un notevole passo indietro, tra gli altri, in Spagna, Giappone, Norvegia, Italia, Francia e Russia. I risultati nel campo della matematica sono peggiorati in Francia, Giappone, Belgio ed altri paesi sviluppati, mentre Finlandia e Corea del Sud sono le nazioni che hanno raggiunto i migliori risultati.Inoltre, in contrasto con quanto si verifica negli Stati Uniti, dove l'istruzione superiore d'eccellenza continua a essere di primo livello, in Europa sono poche le università che si collocano tra le migliori. Quest'anno, ad esempio, nella classifica redatta dall'ateneo di Shanghai, solo tre università francesi sono state incluse tra le cento migliori al mondo. Non sono presenti università spagnole o italiane.Se l'istruzione nei paesi ricchi è in crisi, è un disastro in quelli meno sviluppati. In questi ultimi, come nel primo caso, una fetta considerevole del bilancio dello stato è assegnata al settore, senza notevoli miglioramenti nella qualità della formazione. Anche i paesi che hanno raggiunto risultati di successo in altri settori falliscono in ambito educativo. Il Cile, uno dei paesi in via di sviluppo più promettenti al mondo, ha dedicato risorse e attenzione all'istruzione, ma la preparazione degli studenti non ha ottenuto miglioramenti di rilievo. Il grande paradosso in tutto ciò è che "l'istruzione" rappresenta la soluzione offerta in risposta a quasi tutti i problemi che affliggono il mondo. Dalla povertà alla violenza urbana, dalle guerre alla corruzione, a emergere è sempre la stessa soluzione: istruzione, istruzione e più istruzione. Ovunque si vada, un numero infinito di candidati a cariche pubbliche promette di agire quale il presidente (o il governatore o il sindaco) "dell'istruzione". Nonostante il consenso raggiunto rispetto alla questione, la priorità di cui gode e le risorse a essa assegnate, la crisi educativa mondiale non si arresta.Nessuno sa esattamente come agire. Più computer in classe? Stipendi più alti ai docenti? Classi meno numerose? Autonomia dell'istruzione? Centralizzazione? Aumento degli incentivi affinché si stimoli la concorrenza tra scuole e insegnanti? Più risorse destinate al sistema educativo? Ogni strada è stata percorsa, senza raggiungere risultati significativi. Gli studenti di Singapore, ad esempio, sono tra i migliori al mondo. Singapore è uno dei paesi ricchi dove meno risorse vengono destinate all'educazione primaria. Cosa significa tutto ciò? Che la crisi dell'istruzione di cui parliamo è grave anche se non smettiamo di parlare di quella finanziaria. Trovare rimedi alla crisi formativa è altrettanto importante che uscire da questa crisi finanziaria. Nel frattempo, mentre cerchiamo le soluzioni per l'istruzione, non ci resta che pregare che le soluzioni alla crisi finanziaria siano più efficaci di quelle che il mondo ha finora proposto per la sua crisi educativa.

venerdì 23 ottobre 2009

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

No, non mi sono dimenticato dell’appuntamento quotidiano. Semplicemente, stamattina la solita “chiacchierata” l’ho voluta estendere a tutti gli alifani, anche a quelli che non hanno dimestichezza con computer ed internet. Alle ore 12 (o poco dopo), sono stati affissi dei manifesti per le strade della Città. Di seguito vi riporto il testo.

E’ fine settimana, finalmente!
Domani sera non dimenticate di cambiare gli orologi: bisogna passare un’ora indietro.

Buona giornata e buon weekend.
A lunedì mattina (salvo notizie urgenti!).
Ciao, Daniele




Ma il fine giustifica i mezzi?

Il Saggio dice che un indizio è un indizio, due indizi sono due indizi, tre indizi sono una prova. La mensa scolastica di Alife allora ci consegna la prova del fatto di ritrovarci – ahimè! – amministrati da una Maggioranza dedita solo al bene dei propri adepti: di “alcuni”, ma non di “tutti” i cittadini.

Il primo indizio è la costituzione ad hoc di una società cooperativa, quella che è poi uscita vincitrice dalla gara di appalto per il servizio di refezione scolastica. Era il 28 luglio 2009, prendeva la denominazione di Allipharum Service con attività, tra l’altro, della «gestione di punti di ristoro, mense pubbliche e private, ed altro».
Il secondo indizio è la delibera della Giunta comunale del 12 agosto 2009 che approva gli indirizzi per l’affidamento degli appalti con prerogativa del ricorso alle cooperative e loro consorzi, per favorire la promozione umana e l’integrazione delle persone svantaggiate.
Il terzo indizio è il Bando di gara per l’affidamento del servizio mensa scolastica: pubblicato il 21 settembre 2009, si rivolgeva esclusivamente alle cooperative.
Non serve scomodare un Giudice per intessere a mosaico questi indizi in una prova. Prova in cui chiaro non è soltanto l’obiettivo, ma soprattutto la strategia operativa.

Una buona iniziativa, tutto sommato. Lo dico senza reticenza, aggiungendo che sono il primo a rallegrarmi del fatto che siano delle Mamme di Alife a far da mangiare ai nostri figli. Tre, cinque o forse anche nove Donne che si prenderanno cura dei nostri bambini, garantendo loro soprattutto un’amorevole familiarità durante la pausa pranzo delle ore scolastiche.

Questo, però, non può e non deve far passare in secondo ordine l’attenzione e la premura verso il resto delle Mamme e delle Donne di Alife (e, perché no, anche degli Uomini). Anche loro, probabilmente, avrebbero voluto e/o potuto entrare in gioco; ma gli è stato negato questo diritto tenendo opportunamente riservate le intenzioni degli Amministratori: perché non è stato pubblicizzato per tempo il proposito di volere affidare a una cooperativa locale il servizio mensa scolastica? Farlo, sì che avrebbe garantito pari opportunità a tutti i cittadini di organizzarsi in cooperativa e di partecipare alla gara di appalto.

Ho posto una domanda anche a titolo del manifesto. E’ rivolta al Sindaco e all’Assessore alla P.I.: ma il fine giustifica i mezzi? Prima di rispondere, però, abbiano l’accortezza di precisare qual è stato il vero fine perseguito in questa storia: una buona ristorazione degli alunni, l’integrazione delle persone svantaggiate o, piuttosto, il favoritismo verso una parte dei cittadini? Seguendo il Saggio il loro fine sembrerebbe l’ultimo. Appare più che mai opportuno dunque, che spieghino – non a me – ma a tutti i cittadini in che modo la gestione di questo appalto mensa abbia preservato e difeso gli interessi di tutta la cittadinanza.

venerdì 9 ottobre 2009

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

Siamo a fine settimana, finalmente! Vi parlo di mensa (accidenti!!).

Ieri si è svolta la gara per l’affidamento della refezione scolastica. Sì, la gara è stata portata avanti e a termine nonostante la grave irregolarità contenuta nel bando, che può compromettere tutto.
Per chi non ne fosse al corrente, faccio un piccolo riepilogo delle puntate precedenti. La questione è questa: il bando di gara per l’affidamento dell’appalto del servizio di mensa scolastica contiene una errore: non prevede la data di decorrenza né quella di scadenza dell’appalto. O meglio: le contempla ma sono errate, in quanto si riferiscono all’anno scorso (precisamente è indicato come data di avvio il 19 novembre 2008 e come termine il 31 agosto 2009). Di tale errore – alla faccia delle “competenze” di cui si è andata vantando in campagna elettorale la Lista Toro per Alife, proprio in confronto a noi di Vivi Alife – ne abbiamo dato notizia con dei semplici manifestini affissi presso i plessi scolastici, a firma di Vivi Alife e Leali per Alife (è tra le notizie di questo blog). Quell’errore non è cosa da poco: una regolare procedura avrebbe richiesto l’integrazione del bando (anche una semplice errata corrige), la sua pubblicazione e quindi una riapertura dei termini di partecipazione alla gara che avrebbe fatto slittare un po’ in avanti l’avvio della mensa scolastica.
Arriviamo a oggi: l’Amministrazione comunale ha ritenuto di andare avanti nonostante l’errore. Bene. Voglio però fare l’avvocato del diavolo: cosa succede se l’azienda che non si è aggiudicata il bando, pur avendo proposto un ribasso maggiore (leggi più avanti) fa ricorso? (Senza considerare che – secondo quanto ci risulta – su quel bando sembrerebbe mancare pure il parere favorevole (obbligatorio e preventivo) del settore Finanziario). Potrebbe succedere che oggi si dà l'appalto alla ditta vincente e domani bisognerà risarcire quella che l'ha perso. Con quali soldi? Con i soldi dei cittadini, ovviamente.
Insomma: una babele. Ma dico: è mai possibile che ad Alife non si possa mai fare una cosa secondo i principi della legge? Boh!

La gara ha visto partecipare soltanto due imprese, entrambe società cooperative:
1) Allipharum Service, con sede in via Campisi 7 ad Alife (CE);
2) Ristoro della Gardernia, con sede in via Padre Salvatore Mazzocca 65 ad Alvignano.
L’Allipharum ha offerto un ribasso dell’1,7% (riduzione di euro 0,05 a pasto); dunque il prezzo per pasto scende da 2,93 euro (è quello proposto dall’Amministrazione) a euro 2,88 (Iva esclusa).
Il Ristoro della Gardenia ha offerto un ribasso dell’8,19% (riduzione di euro 0,24 a pasto); dunque il prezzo per pasto scende da 2,93 euro a euro 2,69 (Iva esclusa).
Alla fine non è prevalso il criterio dell’offerta economica più vantaggiosa, e la gara di appalto è stata vinta da Allipharum.

Mi fa piacere: saranno delle mamme di Alife a far da mangiare ai nostri figli.

Ma “chi” è questa società Allipharum? E’ stata costituita il 28 luglio 2009. Ha un Consiglio di Amministrazione composto da Puca Stefania, Mastrangelo Anna Maria e Iameo Matilde. Ha un Collegio Sindacale composto da Trivellone Giacomo (Presidente), Natale Paolino (Sindaco effettivo), Izzo Vincenzina (Sindaco effettivo), Bloisi Luciano (Sindaco supplente) e Rossetti Francesco (Sindaco supplente).

Non mi resta che salutarvi.
Prima voglio farvi una preghiera: aiutatemi a diffondere questo blog tra gli alifani, soprattutto tra i giovani e comunque tra tutti quelli che hanno il collegamento ad internet. E’ un modo facile, veloce ed economico (specie per me) per tenermi in contatto con Voi, per informarVi e farVi sentire più partecipi dell’amministrazione comunale e delle sorti della nostra società. Ditelo in silenzio, con un sms, fatelo senza farvi vededere....insomma agite come volete ma, per favore, date a chi potete l'indirizzo web di questo blog. Grazie di cuore.
Buona giornata e buon weekend. A lunedì mattina (salvo notizie urgenti!).
Ciao, Daniele

venerdì 2 ottobre 2009

A proposito di Mensa e delle dichiarazioni del Sindaco e dell'Assessore

Breve riflessione sulle dichiarazioni del Sindaco e dell'Assessore P.I.
apparse su BuongiornoCaserta del 2 ottobre.

“Posizione esagerata”… “iniziativa davvero poco propositiva” …. “iniziativa che getta allarmismo tra le famiglie”. Grazie, grazie di tutti questi complimenti. Al Sindaco e all’Assessore.
Quanto al fatto che “si tratta di un evidente errore di battitura”, come afferma l’Assessore, beh!, condivido pienamente. Ma questo non dobbiamo saperlo io e l’Assessore, ma le imprese che vorrebbero partecipare al bando di gara. E potrebbe essere necessario anche spiegarlo a un eventuale giudice adito per le controversie sulla stessa gara. A proposito, una curiosità: ma quali sono le reali date di decorrenza e di fine appalto?

Condivido poi l’iniziativa intrapresa dal Sindaco di introdurre una cooperativa per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Condivido a patto, però, di non mettere in secondo piano il vero fine dell’operazione Mensa scolastica, che è quello di “garantire il servizio di mensa ai nostri figli, quindi alle famiglie”. I pericoli di certe avventure sono dietro l’angolo. Allo stesso modo si pensò, a livello statale, governativo, tanti anni fa: invece di un solo insegnante mettiamone tre, anzi quattro! Così i posti di lavoro aumentano e la disoccupazione diminuisce. Fu un’intuizione perfetta. Ma oggi paghiamo lo scotto di una spesa pubblica insopportabile e di una istruzione – le scuole – che, tutto sommato, non è certo migliorata. Anzi.

L'articolo di BuongiornoCaserta del 2 ottobre 2009


L'articolo della Gazzetta di Caserta del 1° ottobre 2009


L'articolo di BuongiornoCaserta del 1° ottobre 2009


mercoledì 30 settembre 2009

Stavo bene, ma per stare meglio.....

Riporto l' "Avviso-Appello" che stamattina è stato affisso presso i plessi scolastici di Alife. Ringrazio l'appoggio ricevuto dal Gruppo Leali per Alife, sperando anche per il futuro in un continuo e proficuo lavoro in collaborazione.


MENSA SCOLASTICA IN ALTO MARE

Carissimi Genitori,
incrociamo le dita e speriamo che la mensa riesca a partire prima di Natale! La storia che si ripete da anni – la scuola, cioè, che avvia le lezioni e l’amministrazione comunale che si presenta impreparata al servizio mensa – sembra si voglia ripetere anche quest’anno.
La campanella di inizio anno scolastico è suonata il 14 settembre, ma per l’avvio del servizio di refezione bisognerà aspettare il 19 ottobre. Così, per lo meno, siamo stati avvisati dalla Dirigente dell’Istituto Comprensivo, che ha spiegato il rinvio del tempo pieno “per motivi organizzativi”.
Ma c’è un problema nel Bando di appalto per l’affidamento del servizio che potrebbe annullare tale programmazione e rinviare ulteriormente l’inizio della mensa scolastica. Al punto 11 si stabilisce che:
«La decorrenza iniziale è il 19/11/08 (…….),
mentre la scadenza sarà data dal termine dell’anno scolastico 2008/2009».
Come si vede, le date indicate non sono esatte: si fa riferimento al 19 novembre dell’anno scorso (il 2008) e alla chiusura dell’anno scolastico 2008/2009, che è appena terminato il 31 agosto 2009.
Sono inesattezze che possono compromettere lo svolgimento della gara di appalto. C’è bisogno, quindi, di una correzione del Bando, il che significa far ripartire i termini per la presentazione delle domande con scivolamento in avanti di tutte le altre scadenze per l’espletamento della gara e, in ultimo, quella dell’avvio del servizio di refezione scolastica.
Ci appelliamo al Sindaco e all’Assessore competente affinché pongano in atto i dovuti accorgimenti per accelerare l’avvio della mensa scolastica, ed affinché disguidi del genere non abbiano più a verificarsi nel futuro.

Daniele Cirioli
Consigliere comunale – Gruppo: Vivi Alife

Sottoscrivono l’Appello i Consiglieri del Gruppo
Leali per Alife: Alfonso Santagata, Isabella Luigi,
Emilio Del Giudice, Giuseppe Santagata