mercoledì 17 novembre 2010
Good morning, Alife
Egregio Signor Sindaco F.F.,
come Lei ben sa, il Revisore dei conti ha presentato un Referto in cui mette in evidenzia alcune irregolarità nella gestione amministrativa del Comune. Il Referto è stato inviato a Lei, in quanto Sindaco F.F. e Presidente del Consiglio comunale, per il competente controllo politico.
«Al riguardo, si prega di far conoscere, con urgenza, le iniziative adottate o che si intendono adottare per rimuovere le criticità rilevate» dal Revisore «nella gestione finanziaria e contabile» del Comune.
Se le dicessi io quelle parole, avrebbero vita giusto il tempo di leggerle: è dall’8 novembre del resto che chiedo luce e trasparenza sulla questione del Referto e del Revisore.
Se la facessi io quella domanda, «con urgenza», al Sindaco F.F., di sicuro non riceverei alcuna risposta: vedi, per esempio, la lunghissima attesa all’Interrogazione sullo Staff!
Ma quelle parole, pesanti e gravose di responsabilità, non le ho pronunciate io. Come pure quella domanda, altrettanto piena di responsabilità, non l’ho fatta io. Con richiesta di risposta «urgente», l’interrogativo è stato posto dal Prefetto di Caserta al Sindaco F.F.. Il tutto è contenuto in una lettera inviata, appunto, al Sindaco F.F. lo scorso mese di ottobre: esattamente un mese prima del Consiglio comunale di nomina del Revisore dei conti.
Non so se e che cosa abbia risposto il Sindaco F.F. alla richiesta del Prefetto. E sono molto curioso di saperlo. Un nuovo tassello, dunque, a questo misterioso mosaico su irregolarità contabili e criticità finanziarie; su Referti e Revisore dei conti. Un nuovo tassello che ripropone, con voce più alta, gli stessi interrogativi: perché il Sindaco F.F. non ha informato i consiglieri comunali del referto? E perché aspetta tanto a farlo?
Visto che ho parlato del Prefetto, devo dirvi un’altra cosa.
Come scrivevo nel Good morning di lunedì, si sa che il Revisore ha presentato il Referto il 20 maggio 2010. Nove giorni prima, cioè l’11 maggio 2010, ho ricevuto dal Prefetto una nota (protocollo n. 10000/2010) indirizzata al Sindaco F. F. e al Revisore dei conti del Comune di Alife (a me è arrivata per conoscenza).
Questo l’oggetto della nota: «Rendiconto anno 2008 – Richiesta intervento per controllo contabile ai fini dell’accertamento di eventuali responsabilità a carico dell’Amministrazione».
E questo il brevissimo contenuto: «Con nota del 9 gennaio che ad ogni buon fine si allega il consigliere comunale Daniele Cirioli ha evidenziato alcune irregolarità sull’atto adottato relativamente al rendiconto anno 2008. Al riguardo si pregano le SS. LL. far pervenire notizie in merito a quanto rappresentato.»
Credo che il Referto del Revisore sia scaturito anche, o soprattutto, da questa formale richiesta del Prefetto....dopo 2 anni dal 2008, il principale periodo contabile incriminato.
Buona giornata.
Ciao, Daniele.
lunedì 15 novembre 2010
Good morning, Alife
Avete letto i quotidiani in questi giorni? Ci sono, dunque, belle a grosse novità.
Mi riferisco ancora al tema del Revisore dei conti, tema su cui la Gazzetta di Caserta ci ha scritto sabato (Gestione dell’Ente/ il revisore dei conti ha smascherato i furbi); BuongiornoCaserta ieri (Masullo: «I miei compensi sono in regola»); e il Corriere di Caserta….tace.
Gli articoli sono delle repliche alla “questione” che ha preso inizio lunedì scorso, quando ho presentato al Comune un esposto per l’annullamento in autotutela della Delibera del Consiglio Comunale del 4 novembre scorso di nomina del Revisore. Senza stare a riassumere la vicenda (chi vuole può leggersi le…. puntate precedenti nei Good morning), ricordo soltanto che in quell’esposto al Comune, tra l’altro:
- ho lamentato che il Revisore, nel passato triennio, ha preso più compensi del dovuto;
- ho evidenziato che, da una dichiarazione del Revisore, si capisce dell’esistenza di un Suo Referto al Consiglio comunale, il quale tuttavia non è stato mai notificato ai Consiglieri (almeno al sottoscritto). Per cui chiedevo chiarimenti: o il Referto non c’è mai stato o il Referto è stato accantonato ….perchè?
L’articolo di sabato della Gazzetta di Caserta si basa tutto sul secondo dei due punti precedenti (sul Referto, cioè). Nulla dice (non accenna nemmeno), invece, sul primo punto (i compensi maggiorati che il Revisore avrebbe intascato). L’articolo è tutta opera del Giornalista, poiché non riporta alcuna dichiarazione degli interessati (il virgolettato, tanto per intenderci). Dunque, quando sabato ho letto questo articolo – credo sia successo anche a Voi – alla fine sono rimasto con il mio interrogativo di partenza: «Ma il Revisore, quei compensi in più, li ha presi? Si o no?»
L’articolo di ieri di BuongiornoCaserta dà qualche informazione in più. Soprattutto affronta entrambe le questioni, cioè sia quella dei compensi che quella del Referto. E’ costruito su dichiarazioni dirette di alcuni degli Interessati, ossia del Sindaco F.F. (nella veste di Presidente del Consiglio Comunale) e del Revisore dei conti. Dunque, sulla base di queste dichiarazioni, credo sia possibile farsi una “propria” idea sulla questione, nel disperato tentativo di ricerca della verità.
Faccio, allora, qualche considerazione “a voce alta”, come si usa dire, sull’articolo di BuongiornoCaserta.
La prima importante novità – sottolineo: importante novità – è questa: il Referto del Revisore esiste per davvero. Ci credo perché lo fa capire il Sindaco F.F. nelle sue dichiarazioni (altrettanto interessanti) che, almeno fino ad ora, non sono state smentite. Ecco la dichiarazione del Sindaco F.F.: «Io mi sono attivata nel senso che ho chiesto ai dirigenti di relazionarmi sul contenuto del Referto, circa le presunte mancanze, che tra le altre cose conteneva fatti pregressi rilevati solo allora». Premetto che non ancora sono venuto in possesso del Referto. Ciò che più mi ha incuriosito è l’ultima parte della dichiarazione del Sindaco F.F., cioè che il Referto «conteneva fatti pregressi rilevati solo allora». Pare che il Sindaco F.F. faccia capire che il Revisore denunci dei fatti vecchi, cioè successi tanto tempo prima.....Quanto siano "pregressi", cioè vecchi, non ho idea (non ancora ho ricevuto il Referto, come detto). E' ben noto, invece, che la data in cui vengono dichiarati dal Revisore è il 20 maggio 2010 (questa la data recata dal Referto).
Dal mio punto di vista, allora, ho fatto questa considerazione: il 20 maggio 2010 significa 5 mesi dopo il 29 dicembre 2009, la data in cui si tenne il Consiglio comunale sul Rendiconto 2008 con le “arringhe” di ViviAlife. Se il Referto davvero contiene una denuncia relativa agli stessi fatti evidenziati sul Rendiconto 2008 (fatti tipo banane, etc. su cui sta indagando la Guardia di Finanza), allora pure a me viene spontaneo chiedermi: «perché il Revisore ha aspettato il 20 maggio 2010 per fare Referto al Consiglio comunale?». «Perché il Revisore non ha fatto Referto durante l’anno 2008 così da chiarire prima le presunta irregolarità, poi messe in evidenza da ViviAlife in sede di approvazione del Rendiconto 2008?» «Perché il Revisore ha dato parere positivo al Rendiconto 2008?».
Per la verità, mi sono fatte mille altre domande….. ma lasciamo perdere per evitare che la vicenda assuma un tono troppo personale, tra me e il Revisore. Questo non va affatto bene! Qui non si tratta di capire di “chi” sia il merito o la colpa (dipende dai punti di vista) dell’inchiesta della Guardia di Finanza. Qui si tratta di cambiare un Paese – Alife – che ha tutti i sintomi di una società morta e seppellita! Sia merito (o colpa) del Revisore o di Vivi Alife o di entrambi non ha importanza: ciò che conta è che su ogni presunta irregolarità venga fatta subito luce e data la massima trasparenza.
(Tra amici, però, devo dirvi che su una cosa non riesco a trovare spiegazione: perché il Revisore non ha mai perso occasione per attaccare me e ViviAlife? Vi ricordate quanti "apprezzamenti" a proposito della mia opposizione alla vendita degli immobili comunali?)
La dichiarazione del Sindaco F.F. prosegue: «Mi è arrivata solo la relazione della Corbi e ho scritto agli organi superiori». Qui sono solo parzialmente d’accordo con il Sindaco F.F.. Bene ha fatto a “chiedere relazioni ai Funzionari”; altrettanto ottima è stata la soluzione di “scrivere agli organi superiori”. Ma resta una pecca fondamentale: quella di non aver convocato immediatamente il Consiglio comunale per una discussione aperta sul Referto del Revisore. Se davvero il Referto è indirizzato al Presidente del Consiglio comunale, il Sindaco F.F. (che è anche il Presidente del Consiglio comunale) non poteva non notificare il Referto a tutti i Consiglieri. Di Maggioranza e di Minoranza. Il fatto che non vi abbia provveduto (è sempre in tempo per farlo!) fa nascere qualche dubbio, tipo «perché il Sindaco ha tenuto nascosto (ai Consiglieri) il Referto?» E poi non riesco a spiegarmi un’altra cosa. Ben più importante! Perché il Revisore non ha provveduto personalmente (tramite il Protocollo del Comune, come faccio anch’io) a notificare il Referto ai singoli Consiglieri, una volta che ha visto passare un mese, e poi due mesi, e poi tre mesi senza che ciò venisse fatto dal Sindaco F.F.?
Questa è una spiegazione che bisogna dare ai Cittadini di Alife. E’ una spiegazione che devono dare, insieme, sia il Sindaco F.F. che il Revisore dei conti.
La seconda novità – meno importante, per la verità – è questa: il Revisore non ammette e non smentisce di avere preso compensi più di quanto gli spettavano. Ecco cosa ha detto a BuongiornoCaserta: «Ho dichiarato io stesso a fine triennio, più proroga quanto percepito sulla base della Delibera di nomina in cui era stabilita la sola tariffa per fascia demografica. Tale importo è la base di calcolo di alcune maggiorazioni obbligatorie e facoltative previste; ho garantito numerosi adempimenti non previsti nell’elenco tassativo del Tuel ma imposto da leggi recenti; ho fatturato tutto così come in Bilancio esistevano ed erano noti previsioni ed impegni; prima del Consiglio ho sottoposto quesito all’Ordine dei commercialisti per la verifica di congruità del percepito e a percepirsi».
Questa dichiarazione non riesce a muovermi di un centimetro dalla mia posizione.
Il Revisore afferma «ho garantito numerosi adempimenti non previsti nell’elenco tassativo del Tuel ma imposto da leggi recenti». Il Revisore dovrebbe sapere che, quando la Legge ha imposto un nuovo adempimento a carico dei Revisori, non ha detto che per il nuovo adempimento bisognava aumentare il compenso: se la Legge non l’ha detto, non si può fare. Se a Lui non conveniva più lavorare per quel compenso, poteva dimettersi!!!
L’affermazione più grave (a mio parere) è quando dice: «ho fatturato tutto così come in Bilancio esistevano ed erano noti previsioni ed impegni». Se è così, allora il Revisore deve spiegare anche sulla base di “che cosa” (Una Determina? Un ordine di un Assessore? Un ordine del Sindaco? Un ordine di un Funzionario? Che cosa?) è stato aumentata la previsione di spesa in Bilancio rispetto a quanto autorizzato dalla Delibera del Consiglio Comunale n. 11 del 9 agosto 2007.
Ciao, Daniele.
martedì 9 novembre 2010
Good morning, Alife
Sono arrivati un po’ di commenti al Good morning, Alife di ieri che chiedono chiarimenti.
Provo a rispondere.
Anonimo ha detto... (9 novembre)
Posso solo dirti GRAZIE di tutto...
Credo di aver capito chi ha scritto questo commento: davvero gli ho fatto un bel favore!!!! Ora può dire: avevo ragione io!!! Ahhh…………. se potesse svelare la Sua identità….Chissà che ridere…..
Anonimo ha detto... (9 novembre)
Scusa ma se la nomina del revisore avviene con voto segreto come fai a dire chi ha votato Masullo e chi no? In teoria i voti potrebbero non essere quelli che tu presumi che siano. Del resto anche tu hai partecipato alla votazione.
Giustissima osservazione: come faccio a capire che è stata la Maggioranza a volere Masullo? E come faccio a capire che la Minoranza non voleva Masullo?
Ad Alife si direbbe…’nci vo a zenchera ‘ppè nduvinà! Ma voglio essere più esaustivo, provando a rispondere con un ragionamento logico.
Dunque:
- Masullo ha ricevuto 10 voti;
- Martino ha ricevuto 5 voti;
- Totale voti: 15
- Voti della Maggioranza: 10
- Voti della Minoranza: 5 (compreso il mio)
- Pongo, per ipotesi (?!?!?), che il sottoscritto sappia a chi ha votato (salvo errori e/o omissioni…….). Diciamo: non ha votato Masullo!
- Allora, Masullo ha dovuto necessariamente ricevere “almeno 6 voti” dalla Maggioranza per raggiungere i 10 complessivi.
- Giusto? Di conseguenza posso affermare che è stata la Maggioranza a “volere” Masullo.
Più di questo discorso logico, però, c’è dell’altro che convince – stavolta senza "se" e senza "ma" – che sia stata la Maggioranza, e non la Minoranza, a votare Masullo. PERCHE’ L’HA DETTO GIANNI MAROTTA!!! Su quello che dice Lui…..ci si può mettere la mano sul fuoco! (E’ un modo di dire: peggio per Voi se lo fate!!!). Gianni Marotta lo ha detto espressamente nell’articolo del 6 novembre. In quell’articolo, peraltro, Gianni Marotta afferma che il “capogruppo di Vivi Alife Daniele Cirioli” si è “stranamente astenuto sulla dichiarazione di immediata eseguibilità della delibera approvata quasi all’unanimità”. Oh, ma non gli sfugge nulla! In effetti, davvero “stranamente” mi sono astenuto sull'immediata eseguibilità della nomina del Revisore…… Gianni Marotta, adesso ti è chiaro perché mi sono astenuto? Esattooooooo: perché vorrei che non venisse proprio data eseguibilità a quel voto!!!!
Anonimo ha detto... (9 novembre)
Compenso al Revisore. Ci potresti dire, più semplicemente, quanto il Comune ha sborsato per il Revisore e quanto avrebbe dovuto sborsare? E quindi la differenza tra i due importi?
Nulla è certo, ma si tratta di supposizioni che meritano il dovuto riscontro negli atti ufficiali del Comune. Mi limito a riportarvi i dati dichiarati dallo stesso Revisore, con l’avvertenza – è un’altra mia supposizione – che, almeno sulla mia calcolatrice, i conti non tornano del tutto.
- Per ogni annualità il Revisore dice di avere ricevuto euro 16.240,26 tutto compreso: Iva, contributo cassa professionale e ritenuta Irpef (16,240,26 è il “lordo” di euro 12.992,21);
- Nonostante affermi di “aver percepito” quell’importo annuo, per ciascuna annualità, il Revisore fa poi alcuni calcoli per dire da dove deriva quell’importo. Ma – qui la sorpresa – fatti quei calcoli, il Revisore afferma che deve ancora avere più di 500 euro a saldo per il compenso.
Lo so che è difficile seguire il discorso: Vi giuro, però, che sto facendo di tutto per semplificarlo.
Fermiamoci ancora sui numeri.
- Per ogni annualità, il Revisore dice di avere ricevuto euro 16.240,26 (tutto compreso: Iva, contributo cassa professionale e ritenuta Irpef);
- Per ogni annualità, il Revisore dice che quell’importo (16.240,26) deriva da una serie di calcoli che alla fine danno questo risultato: euro 13.161,72.
- Pertanto, il Revisore dice che c’è una differenza di compenso a Lui spettante di 529,43 euro.
Se, senza svenire o rompere il monitore del computer, siete riusciti di arrivare a leggere fin qui….non chiedetemi da dove e come arrivano quei numeri perché ho una sola risposta: non lo so! E perciò ho chiesto chiarimenti.
A mio modesto parere (l’ho scritto nell’esposto), seguendo i calcoli del Revisore risulta che Egli dovrebbe restituire al Comune euro 3.078,54 (invece di essere a credito di 529,43 euro). Inoltre, sempre a mio parere, tutte queste cifre non servono a nulla perché l’unica cifra “giusta ed esatta” è quella prevista dalla Legge: ossia il compenso fissato dalla delibera n. 11/2007 del Consiglio comunale. E per quanto è dato di capire dalla relazione del Revisore, il compenso autorizzato dal Consiglio comunale sarebbe di euro 8.099,52 all’anno.
Ho avuto ragione a chiedere chiarimenti?
Vi dico francamente come la penso: se anche i conti del Comune sono stati fatti e vagliati allo stesso modo…. si salvi chi può!!!!
Buona giornata.
Ciao, Daniele.
lunedì 8 novembre 2010
Good morning, Alife
Mettetevi comodi, ché il discorso di oggi è lungo.
Argomento: l’elezione (anzi la riconferma) del Revisore dei conti.
Stamattina ho presentato un esposto al Segretario (e Direttore generale) del Comune di Alife e al Prefetto di Caserta, per ottenere la sospensione in via cautelativa dell’elezione del Revisore dei conti avvenuta il 4 novembre scorso. Con lo stesso esposto ho chiesto pure l’avvio delle dovute indagini finalizzate ad appurare se è vero, come sembrerebbe da atti d’Ufficio del Comune, che nel triennio scorso il Revisore abbia ricevuto compensi in misura superiore a quelli dovuti per Legge. Ho fatto questo perché – mi pare ovvio – laddove questo fatto (sul compenso) dovesse essere accertato per vero, ci sarebbe più di un motivo per delegittimare l’elezione del Revisore (che è lo stesso del passato triennio).
Pensate: se dovesse risultare vero che il Revisore ha incassato un compenso più alto del dovuto, paradossalmente ci troveremo di fronte al caso in cui Chi avrebbe dovuto effettuare i controlli contabili (cioè il Revisore dei conti) non s’è accorto né ravveduto di incassare un compenso diverso e, soprattutto, più alto di quanto gli era dovuto.
Ripeto che, per ora, sono solo ipotesi. Ma a garanzia di ogni più completa trasparenza e legalità – specialmente a favore dei Cittadini di Alife – ho preso l’iniziativa di far presente questi fatti all’Amministrazione esortandola a dare ogni dovuto chiarimento.
E’ una storia che ha dell’assurdo. Prende il via il 23 settembre scorso. Infatti, l’atto d’Ufficio al quale faccio riferimento è datato ed è stato protocollato al Comune di Alife il 23 settembre. Metto in evidenzia una sola questione, quella che a me sembra la più incredibile di tutta la storia. Chi ha voglia (e tempo) può leggersi i dettagli dell’esposto, che pubblico integralmente in coda.
Questa la questione: il Revisore dichiara di aver prodotto un “referto al Consiglio comunale sul controllo di gestione”. Il “referto” a cui si riferisce il Revisore è un atto dovuto per Legge (articolo 235 del Tuel) in una sola e specifica ipotesi: quando “rilevi gravi irregolarità di gestione”. Quindi, secondo la dichiarazione del Revisore, Egli avrebbe avvertito il Consiglio comunale che sul Comune c’erano delle gravi irregolarità. Vi lascio immaginare il mio stupore: io non ho mai ricevuto quel referto! Allora ho fatto due ipotesi: 1) o il referto non c’è mai stato, oppure 2) il referto è stato tenuto segreto e non comunicato né notificato ai Consiglieri comunali nè mai portato all'attenzione del Consiglio comunale. Nell’uno e nell’altro caso, ci troviamo di fronte ad una situazione amministrativa a dire....... poco “irregolare”? (?!?!?).
Dai chiarimenti che ho chiesto, mi aspetto una sola risposta per rasserenare l’atmosfera: che ogni mio dubbio sollevato nell’esposto è già stato verificato in quei giorni che vanno dal 23 settembre fino al 3 novembre; non solo. Ma anche che ogni mio dubbio è stato verificato come “insussistente”, così da giustificare il perché, durante il Consiglio comunale, nessuno abbia sollevato eccezione di legittimità alla riconferma del Revisore dei conti. Io ci credo poco..... e questo è davvero brutto per Alife (ahimè!). Infatti, se dovesse venir fuori il contrario, e cioè che nessuno sul Comune ha dato una lettura a quel documento.... beh, in tal caso….. non saprei che dirvi: facciamoci il segno di croce e preghiamo: “che Iddio ce la mandi buona!!!!”.
Fino a quando resisterò, mi chiedevo stamattina mentre mi sbarbavo? Non lo so.
Certo che la situazione è gravissima. E’ gravissima perché non c’è motivo valido per giustificare il voto, compatto, di questa Maggioranza per la riconferma del vecchio Revisore. Ho passato il fine settimana a rifletterci su. Tutti i consiglieri di Maggioranza sanno che, se ci sono indagini in corso sul Comune di Alife, questo non è stato per l’intraprendenza del Revisore dei conti, ma per quella di un Consigliere comunale. Alcuni consiglieri di Maggioranza, inoltre, sapevano dei dubbi relativi al compenso del Revisore per il passato triennio. Eppure…. Eppure sono arrivati in Consiglio comunale e che cosa hanno fatto? Hanno voluto la riconferma del Revisore dei conti!!!!
Mi aiutate a dare una risposta a questi interrogativi, per favore?
1) Perché la Maggioranza ha voluto la riconferma del vecchio Revisore dei conti?
2) Perché il voto di riconferma del vecchio Revisore ha favorito anche il rientro di un Consigliere “dissidente”?
La Maggioranza aveva l’opportunità di dimostrare la discontinuità con il passato, ma non l’ha fatto. Ed ha perso un’occasione d’oro.
Adesso è diventata ancora meno credibile e affidabile.
Buona giornata.
Ciao, Daniele.
Oggetto: Invito alla sospensione, in via cautelativa, della Deliberazione del Consiglio comunale del 4 novembre 2010 relativa alla nomina del Revisore dei conti per il triennio 2010/2012
Gentilissimo Signor Segretario/Direttore Generale,
1. lo scorso 4 novembre si è tenuto il Consiglio comunale – da Lei verbalizzato nelle precipue funzioni di Segretario comunale – per deliberare la nomina del nuovo Revisore dei conti del Comune.
2. La riunione del Consiglio comunale, introdotta dal Presidente con la lettura della proposta di Deliberazione, ha visto eleggere il nuovo Revisore, con votazione segreta, nella persona del dr. Mauro Masullo, già titolare dello stesso incarico nell’ultimo triennio.
3. In apertura dei lavori, c’è stato modo per ricordare che la procedura di nomina del Revisore ha preso avvio, giustamente, con Avviso pubblico. Ed è stato altresì evidenziato che, senza alcun effetto vincolante per la decisione del Consiglio comunale, l’Avviso indicava altri requisiti e titoli professionali in aggiunta a quelli di Legge. Ciò lascia supporre – e chiedo conferma – che gli Uffici abbiano attivato un regolare procedimento amministrativo, in merito alla raccolta delle candidature e alla valutazione della eleggibilità dei relativi Professionisti.
4. Le chiedo: è stata valutata compiutamente la posizione della candidatura del dr. Masullo? Qual è stato il giudizio finale? Le pongo queste domande, nonostante le risposte siano ricavabili dai lavori svolti il 4 novembre dal Consiglio comunale: poiché alla proclamazione dell’elezione non è stato sollevato alcun rilievo, deve ritenersi che la nomina sia avvenuta in piena legittimità. Peraltro, la Deliberazione di nomina è stata posta pure al voto del Consiglio comunale, ex articolo 56 del Regolamento del Consiglio comunale, per “essere dichiarata immediatamente eseguibile”, con questo lasciando intendere non necessario nemmeno il controllo di legittimità ex post dell’Eletto.
5. Le pongo queste domande perché, da atti di Ufficio, ho avuto modo di riscontrare la possibilità di rilevare delle presunte gravi irregolarità a carico del dr. Masullo, commesse in veste di Revisore dei conti durante il passato triennio. Irregolarità che, se venissero per vero accertate, oltre che potenzialmente legittimanti una procedura di revoca (ex art. 235 del Tuel), potrebbero anche seriamente inficiare il rapporto da instaurarsi tra il Comune di Alife, e in particolare il Consiglio comunale, e il neo Revisore dei conti. Trattandosi di mere supposizioni e non spettando al sottoscritto i compiti di valutazione e di apprezzamento né dell’esistenza e né della gravità dei fatti, rimetto a Lei la questione nei termini e nelle circostanze che provo meglio a specificare.
6. In atti di Ufficio (protocollo n. 10880 del Comune di Alife) risulta che in data 23 settembre u.s. il dr. Masullo ha depositato una “nota esplicativa delle tariffe applicate” (termine “tariffe” da intendersi quale “compenso” riconosciuto al Revisore), a conclusione del mandato triennale. La nota, avente stessa data del 23 settembre, è indirizzata al Comune di Alife – Area Finanziaria, nonché per conoscenza «a chiunque ne faccia richiesta, allusione o uso strumentale delegittimante».
7. In esordio, il dr. Masullo afferma (riporto lo scritto testuale):
«Il compenso dei revisori, ex art. 241 D.Lgs 267/2000 (TUEL) comma 1 è da aggiornarsi a cura del Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero dell’Economia, “triennalmente”. L’ultimo aggiornamento è avvenuto nel 2005, in data precedente la legge finanziaria 2007 che prevede la sostituzione del collegio dei revisori con il revisore unico per gli enti dai 5000 ai 15.000 abitanti. Al compenso base vanno sommate, secondo quanto promanante dagli stessi Ministeri, le maggiorazioni:
· Obbligatoria del 10% in relazione alla spesa corrente pro-capite dell’Ente;
· Obbligatoria del 10% in relazione alla spesa per investimenti pro-capite dell’Ente;
· Facoltativa del 20% in relazione alle ulteriori funzioni».
8. In merito, evidenzio che la norma cui si riferisce il dr. Masullo (articolo 241 del Tuel) non fissa “il” compenso spettante al Revisore, ma “il limite massimo del compenso base annuo lordo” che è possibile (è cioè una facoltà) riconoscere al Revisore. Infatti, il Tuel attribuisce al Consiglio comunale la facoltà di fissare liberamente il compenso del Revisore, con la stessa Deliberazione di nomina. Tale libertà (di fissare il compenso) non è piena, trovando limitazione negli importi massimi fissati dalla Legge. Ciò significa, allora, che il compenso del Revisore viene quantificato dal Consiglio comunale in un importo che “non deve” eccedere i limiti fissati dal Dm 20 maggio 2005 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 128 del 4 giugno 2005).
9. La nota del dr. Masullo prosegue affermando (riporto lo scritto testuale):
«Tra le ulteriori funzioni svolte durante il triennio, escluse dalle attività indicate nell’articolo 239 D. Lgs. 267/2000, si rammentano a titolo non esaustivo,
· collaborazione nella stesura di atti complessi;
· indagini patrimoniali
· studio sulle alienazioni immobiliari
· assistenza nella definizione dell’esposizione finanziaria vs. commissariato di governo per emergenza rifiuti.»
10. L’affermazione del dr. Masullo, evidentemente, fa riferimento all’articolo 241, comma 2, del Tuel il quale stabilisce che il compenso del Revisore può essere aumentato dall’Ente locale fino al limite massimo del 20% in relazione alle ulteriori funzioni assegnate rispetto a quelle indicate nell’articolo 239 del medesimo Tuel. Il Revisore, infatti, una volta nominato, è tenuto a svolgere gli specifici compiti individuati dall’articolo 239 del Tuel; qualora, oltre questi, gli vengano affidate altre funzioni, il Consiglio comunale “può” (attenzione: è ancora una facoltà) aumentare il compenso “fino al limite massimo del 20%”. Le “ulteriori funzioni” cui si riferisce il Tuel devono comunque risultare da uno specifico atto d’incarico del Consiglio comunale ovvero, ai sensi del comma 6 dell’articolo 239 del Tuel, devono essere previste dallo Statuto del Comune.
11. La nota del dr. Masullo prosegue affermando (riporto lo scritto testuale):
«Oltre la innegabile presenza giornaliera presso i diversi uffici dell’Ente al fine di operare, per quanto umanamente possibile, un controllo complessivo sulla gestione, tradotto inevitabilmente – in tempi tutt’altro che sospetti, in un referto agli organi giurisdizionali, oltre che al Consiglio (ex art. 235 D. Lgs 267/2000 per gravi irregolarità)»
12. Rilevo qui un’affermazione molto importante e celante presunte gravi responsabilità a carico degli Uffici Comunali, del Presidente del Consiglio comunale e della Sua persona in qualità di Segretario/Direttore generale. Mi spiego. Il dr. Masullo afferma di aver “tradotto” le sue attività di controllo complessivo sulla gestione «…in un referto… al Consiglio (ex art. 235 D. Lgs 267/2000 per gravi irregolarità)». Deve trattarsi, evidentemente, dell’obbligo sancito dal Tuel all’articolo 239 (e non all’art. 235 indicato dal dr. Masullo) in virtù del quale, infatti, l’Organo di revisione deve svolgere “referto all’organo consiliare su gravi irregolarità di gestione…”. Le posso garantire di non aver mai ricevuto il referto di cui il dr. Masullo fa menzione. Due le ipotesi, dunque: 1) o il referto non c’è mai stato (e, dunque, il Revisore Masullo non starebbe dicendo il vero) oppure 2) al referto non è stato garantito il completamento del procedimento amministrativo che lo avrebbe portato almeno a essere comunicato/notificato ai Consiglieri comunali (e, dunque, in tal caso, sarebbe anche Lei chiamata in causa, quale responsabile, del procedimento amministrativo). E’ ovvio che queste mie considerazioni sono solo delle supposizioni che necessitano del riscontro negli atti. Pertanto, attesa la gravità dei fatti dichiarati dal dr. Masullo, Le chiedo di chiarire ogni dubbio e di prendere, eventualmente, ogni dovuto provvedimento del caso.
13. La nota del dr. Masullo prosegue affermando (riporto lo scritto testuale):
«Tanto premesso, verificato che almeno in parte, sovviene la Tariffa professionale Dottori Commercialisti in vigore ex D.P.R. n. 645/94 (– è di questi giorni la pubblicazione della nuova Tariffa con incrementi di almeno il 50%), la quale alla Sezione V, art. 38 pure afferma che al Dottore Commercialista, revisore di Enti pubblici, “qualora l’incarico comporti particolari difficoltà, o nel caso di unico revisore, agli onorari massimi di cui ai commi 2 e 3 dell’art. 37 può essere applicata una maggiorazione non superiore al 100%”. Inoltre, per analogia, l’art. 37 di detta Tariffa stabilisce che “i compensi del presente articolo sono aumentati fino ad un massimo del 100% in tutti quei casi in cui il collegio” (o Revisore unico) “è chiamato a svolgere specifici nuovi adempimenti in forma di norme di legge entrate in vigore successivamente all’approvazione della presente tariffa)”;»
14. Quanto afferma il dr. Masullo non sembra corrispondere al vero. Per due motivi. Primo motivo: non esiste una norma di Legge che autorizzi il ricorso alla Tariffa professionale dei Dottori commercialisti per fissare il compenso del Revisore dei conti di un Comune. Secondo motivo: la norma citata dal dr. Masullo (articolo 38 del Dpr n. 645/94) non riguarda un “Ente locale” qual è il Comune, ma un “Ente pubblico”. Dunque affermazioni fuorvianti. A maggior rigore, riporto il testo dell’articolo 38 della vigente Tariffa dei Dottori commercialisti (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 242 del 15 ottobre 2010) che comunque non risulta modificato rispetto alla versione ex Dpr n. 645/1994:
Articolo 38
Funzione di revisore in enti pubblici
1. Al professionista, revisore in enti pubblici, per i quali non sia prevista un’apposita tariffa, spettano gli onorari previsti all’articolo precedente per i sindaci di società, commisurati rispettivamente:
a) alle entrate degli enti anziché ai componenti positivi di reddito;
b) al fondo di dotazione anziché al patrimonio netto;
c) al fondo di dotazione anziché al capitale sociale.
2. Qualora l’incarico comporti particolari difficoltà, o nel caso di unico revisore, agli onorari massimi di cui ai commi 2 e 3 dell’articolo 37 può essere applicata una maggiorazione non superiore al 100%.
15. Il Consiglio dell’Ordine dei Dottori commercialisti, spiegando la portata dell’articolo 38 della Tariffa, precisa che esso vale “per le funzioni di controllo svolte dai sindaci nelle società e dei revisori, o sindaci, negli enti privati e nei consorzi”. Occorre fare una precisazione: il termine “sindaco” qui usato non va confuso con l’omonimo “Sindaco” che ha il significato di primo cittadino e capo della Giunta comunale, perché deriva da “Collegio sindacale” che è l’Organo di revisione dei conti di società ed enti privati, composto appunto da “Sindaci”. Converrà che il nostro Comune, al pari di tutti i Comuni d’Italia, non è un ente privato, né un consorzio e né tantomeno un ente pubblico: è un Ente locale.
16. Nelle conclusioni, la nota del dr. Masullo afferma (riporto lo scritto testuale):
«In definitiva, il sottoscritto ha percepito a oggi un importo annuo al netto solo delle ritenute di acconto (partita di giro per l’Ente), pari ad € 12.992,21, al lordo dell’IVA (20%) incassata e riversata, dei contributi obbligatori alla cassa professionale competente (4%), nonché delle altre imposte secondo l’aliquota sul reddito complessivo (27-33%) per ciascuna annualità.
Tale importo si desume applicando al compenso BASE – pari a € 6.490,00 stabilito dal D. M. I. del 20.05.2005, pubblicato sulla G.U. n. 128 del 04.06.2005, e richiamato nella deliberazione C.C. n. 11 del 09.08.07 (nei quali è chiaramente affermato e ribadito che il compenso, si intende BASE ed è al netto dell’IVA e dei contributi previdenziali posti a carico dell’Ente), una maggiorazione:
· Obbligatoria del 10% in relazione alla spesa per investimenti pro-capite dell’Ente (tabella C allegata al D. M. I. del 20.05.2005);
· Facoltativa del 20% in relazione alle ulteriori funzioni (comma 2 art 241 D. Lgs. 267/00);
· Non applicabile la obbligatoria del 10% in relazione alla spesa corrente pro-capite (tabella C allegata al D. M. I. del 20.05.2005);
Al compenso così determinato ai sensi dell’articolo 241 del D. Lgs 267/2000 commi 1-2 e 3, in virtù di quanto sin qui esposto – in particolare dei commi 1 e 4 dell’articolo 241 del D. Lgs 267/00 e della Tariffa ex D. P. R. n. 645/94, in quanto applicabili stante l’omesso aggiornamento da parte del legislatore, somma una maggiorazione tariffaria del 25%, esclusa prudenzialmente ogni altra integrazione rispettivamente al 50 oppure 100% (x2).
(6.490,00+10% magg. obblig. spesa invest. pro-c. + 20% magg. fac. ulteriori funz. = 8.437,00 + 25% magg. ex c. disposto co. 1-4 art. 241 D. Lgs 267/00-Tariffa D.P.R. 645/1994= 10.546,25 + 4% C.P. = 10.968,10 + 20% IVA = 13.161,72). Differenza compenso spettante e percepito positiva per € 529,43.»
17. In questo caso, sono diverse le eccezioni rilevabili. Comincio dal dato conclusivo, ossia dalla somma finale che il dr. Masullo indica come saldo compenso spettante: euro 529,43. A quanto è dato capire, tale dovrebbe essere il risultato della differenza tra “importo del compenso spettante al Revisore” (che Egli determina in euro 13.161,72 Iva e contributo cassa previdenziale incluso) e l’importo di euro 12.992,21 che Egli indica come quanto “ha percepito ad oggi …al netto solo delle ritenute di acconto”, con Iva e contributo cassa previdenziale incluso. Poiché l’importo di euro 12.992,21 (quanto già percepito) è al “netto” delle ritenute di acconto, per renderlo comparabile con l’importo di compenso spettante al Revisore (che il dr. Masullo ha indicato in euro 13.161,72 al lordo della ritenuta fiscale), è necessario trasformarlo in cifra “al lordo delle ritenute di acconto” (che, per Legge, è del 20%). L’importo lordo risulta pari a euro 16.240,26 (la ritenuta di acconto è pari a euro 3.248,05 che sottratta a euro 16.240,26 restituisce la somma di euro 12.992,21 indicata dal dr. Masullo). A questo punto, facendo la differenza tra i due importi, entrambi però considerati “al lordo delle ritenute fiscali”, ossia tra euro 16.240,26 (importo già percepito) ed euro 13.161,72 (compenso spettante al Revisore come indicato dal dr. Masullo), si ottiene l’importo di euro 3.078,54: un risultato positivo e a credito del Comune, nel senso che rappresenta un importo di compenso liquidato “in più” al Revisore, ma non spettante, e che quindi il dr. Masullo dovrebbe restituire alle casse comunali.
18. Quanto detto nel precedente punto avrebbe significato laddove potesse essere ritenuto esatto l’importo indicato dal dr. Masullo quale compenso spettante al Revisore. Così, in realtà, non sembra essere, per le seguenti ragioni. Il dr. Masullo determina l’importo di compenso spettante al Revisore facendo riferimento al Dm 20 maggio 2005. Come evidenziato al precedente punto 8, il Tuel disciplina esclusivamente il “limite massimo” che il compenso del Revisore può raggiungere, mentre spetta al Consiglio comunale fissarne l’effettiva entità. Il dr. Masullo scrive e lascia intendere che il “compenso BASE” sia l’importo che il Tuel indica come “limite massimo”, ossia euro 6.490,00. Poi, spiega che deve essere applicata in via “obbligatoria” la maggiorazione del 10% in relazione alla spesa per investimenti pro-capite: ciò non sembra corrispondere al vero per le ragioni evidenziate al punto 8 precedente. Poi, ancora, il dr. Masullo sostiene che deve essere applicata in via “facoltativa” la maggiorazione del 20% per le altre funzioni che gli sarebbero state attribuite: anche questo non sembra corrispondere al vero perché, come evidenziato al punto 10 precedente, non risulta da atti del Consiglio comunale essere state affidate al dr. Masullo ulteriori compiti o funzioni (su questo Le chiedo conferma). A seguire, ancora, il dr. Masullo applica una maggiorazione del 25% in virtù della Tariffa dei Dottori commercialisti (ex Dpr n. 645/94) «in quanto applicabile stante l’omesso aggiornamento da parte del legislatore»: anche questo passaggio appare del tutto indebito per i motivi che ho evidenziato ai punti 14 e 15 precedenti. Aggiungo che la precisazione fatta dal dr. Masullo di ricorso suppletivo alla Tariffa dei Dottori commercialisti – «in quanto applicabile stante l’omesso aggiornamento da parte del legislatore» – andrebbe validamente supportata da una disposizione specifica di Legge, per evitare di realizzare l’ipotesi di cosiddetta “novazione legislativa” che, come Lei sa meglio di me, non è consentita farla nemmeno ai Giudici.
19. Dalle indicazioni fornite dallo stesso dr. Masullo è possibile risalire all’importo del compenso spettante. Operazione del tutto superflua: infatti, a prescindere da ogni altra valutazione dei fatti (e dei numeri), il compenso spettante al Revisore è solo e soltanto quello autorizzato dal Consiglio comunale nella Deliberazione n. 11 del 9 agosto 2007. Tale importo, il dr. Masullo lascia intendere che sia di euro 6.490,00. Se a tale importo viene aggiunta l’Iva (20%) ed il contributo dovuto alla cassa di previdenza (4%), ne deriva la somma finale di euro 8.099,52.
20. Se è vero che la Deliberazione del Consiglio comunale n. 11 del 9 agosto 2007 ha autorizzato, quale compenso al Revisore, la somma di euro 8.099,52 (Iva e contributo cassa previdenziale inclusi) – e di questo Le chiedo conferma – ci troviamo di fronte ad una situazione nella quale il Revisore ha percepito compensi più del dovuto. Paradossalmente, dunque, Chi avrebbe dovuto effettuare i controlli contabili – cioè il Revisore dei conti – non s’è accorto né ravveduto di incassare un compenso diverso (e superiore) in entità da quello spettante in virtù di quanto stabilito dal Consiglio comunale.
Gentilissimo Signor Segretario/Direttore Generale,
21. Tutto quanto finora esposto potrebbe far rilevare diverse irregolarità, a carico del dr. Masullo, aggravate dalla circostanza di essere state commesse nello svolgimento del ruolo di Revisore dei conti presso il Comune di Alife. Irregolarità che, se venissero per davvero accertate, potrebbero inficiare seriamente il rapporto di Organo di controllo da instaurarsi per il futuro con il Comune di Alife. Trattandosi di mere supposizioni, e non spettando al sottoscritto i compiti di valutare e apprezzare né l’esistenza e né la gravità dei fatti, come già anticipato rimetto a Lei la questione.
22. Non voglio usarLe un’indelicatezza, ma ricordo che Lei, in quanto Segretario di un Comune minore assolve anche a una “funzione sociale” di tutela e promozione dei diritti di cittadinanza amministrativa. Come tale, pertanto, è fatta carico anche del compito di garantire ai Cittadini di Alife trasparenza e legalità e, soprattutto, buona amministrazione da parte degli Uffici e degli Organi gestionali del Comune di Alife. Una funzione che si aggiunge alle funzioni tipiche di pubblico ufficiale (articolo 2699 del codice civile), di accertamento e certificazione, a garanzia della “fede pubblica” per l’intera Nazione (e per tutti gli Stati membri dell’Unione europea).
23. La Legge obbliga i Comuni a creare strumenti e modelli per effettuare un controllo di gestione interno e per la verifica della regolarità amministrativa (cfr. articolo 147 del Tuel), in attuazione del principio costituzionale che vuole, per i pubblici uffici, un’organizzazione improntata al buon andamento e all’imparzialità (articolo 97 della Costituzione). Tale verifica della regolarità amministrativa deve sempre prevedere il coinvolgimento e la collaborazione del Segretario; essa è considerata l’architrave del nuovo sistema dei controlli interni, finalizzato al riscontro della legalità sostanziale che non deve mai trascurare la legittimità dei singoli atti, per porre maggiore attenzione alla correttezza giuridica dell’azione amministrativa nel suo complesso (unitamente all’efficienza, efficacia ed economicità di tutta l’attività dell’Ente locale).
24. E’ per tutte le ipotesi e le ragioni che ho sopra menzionate che Le formulo un
invito alla immediata sospensione, in via cautelativa, della Deliberazione del Consiglio comunale del 4 novembre 2010 relativa alla nomina del Revisore dei conti per il triennio 2010/2012, e all’avvio di ogni conseguente, utile e dovuta, iniziativa.
25. Le chiedo questa sospensione cautelativa al fine di procedere a una concreta e compiuta verifica dei fatti che sono riportati nella nota del dr. Masullo del 23 settembre 2010. Si tratta di una nota registrata presso il Protocollo del Comune di Alife, a cui è indirizzata, della quale non può ignorarsi l’esistenza. Gli Uffici e l’Amministrazione, anzi, nella loro azione amministrativa, non possono assolutamente prescinderne dai contenuti perché si tratta di fatti e circostanze dichiarate e notificate dallo stesso Soggetto che li ha posti in essere.
26. Le chiedo questa sospensione cautelativa anche in considerazione del’eventuale danno erariale che le casse comunali potrebbero aver sofferto nel passo triennio di mandato di revisione. Al fine di fugare i dubbi circa questa evenienza, per esempio, occorrerebbe far luce sulla somma autorizzata dal Consiglio comunale a titolo di compenso e quella effettivamente liquidata negli anni d’incarico (triennio 2008/2010) al Revisore dei conti.
27. Le chiedo questa sospensione cautelativa anche alla luce dell’articolo 235 del Tuel nella parte in cui dispone, al comma 2, «il Revisore è revocabile solo per inadempienza….». In merito, sia la Dottrina che la Giurisprudenza concordano che la revoca può trovare applicazione solo in caso di gravi inadempimenti, quali il mancato ingiustificato esercizio dei doveri di vigilanza, oppure la presenza di gravi irregolarità.
28. Mi consenta, infine, una personale riflessione. Non è la prima volta, come Lei sa bene, che mi vedo costretto a svolgere interventi di natura squisitamente tecnico-professionale, per segnalare presunte irregolarità, gravi e meno gravi, a carico di Organi/Uffici amministrativi del Comune del quale, per Legge, è a Lei attribuito, quale Segretario, i compiti di garantire efficienza e regolarità amministrativa. Può ben comprendere lo stato emotivo che sono costretto a soffrire nel dar vita a simili iniziative. Iniziative che potrebbero essere evitate – che anzi non dovrebbero avere alcuna ragione di essere – nello svolgere il mio ruolo di “parte politica” all’interno del Consiglio comunale, in quanto espressione del voto dei Cittadini. Per il futuro, dunque, è questa una preghiera: mi affido a Lei affinché non ci sia più motivo di ricorrere ad atti del genere; ovviamente nel limite del possibile e, soprattutto, quando così evidenti – come il caso della nota del dr. Masullo – si manifestano i profili di non correttezza giuridico-amministrativa.
Resto in attesa dunque di un tempestivo riscontro alla presente, con preghiera di essere informato di qualunque esito dovesse sortire, al fine di consentirmi di adire eventuali Organi superiori.
Voglia gradire i miei più cordiali saluti.
Alife lì, 8 novembre 2010
domenica 7 novembre 2010
La parola ai Lettori
Anonimo del 6 novembre
Condivido la tua disamina caro Daniele. E' chiaro che se un consigliere comunale spulciando tra i conti del Comune si accorge di qualcosa di anomalo e quel qualcosa viene attenzionato dalla Corte dei Conti e da altri organi di giustizia ordinaria significa che è stato commesso qualche errore. Se l'organo nominato di "revisionare" i conti non se n'è accorto non penso che vada poi riconfermato come è accaduto giovedì in Consiglio comunale. Politicamente la ritengo una mossa sbagliata e sicuramente censurabile dal punto di vista amministrativo - contabile.
Anonimo del 6 novembre
Il giornalista dovrebbe avere un solo padrone il Lettore, se non sbaglio lo diceva Montanelli, quindi se chi svolge la professione di giornalista non deve essere l'eco acritico del potere se no è ufficio stampa, cosa diversa dal giornalista. Il giornalista racconta i fatti, anche con sue considerazioni personali, ma racconta la realtà. L'edulcorazione o l'esaltazione di un fatto appartengono alla pubblicità di un prodotto, non al giornalismo. Esprimere una idea o un pensiero è libertà, criticare non significa ridicolizzarsi ma semplicemente è la stessa libertà di cui sopra.
Anonimo del 6 novembre
Sì, però, ora smettila con questo Gianni Marotta!!! Ti è simpatico o antipatico, è uno che cerca di fare il suo lavoro a suo modo e lo devi rispettare per quello che fa....Continuando come stai facendo finisci nel ridicolizzare te stesso.....è un consiglio e una riflessione, ciao.
Anonimo del 4 novembre
Per Gianni Marotta: io invece sono più curioso di sapere il revisore "ideale" che sarà votato dalla maggioranza. Per caso tu hai avuto una soffiata? Puoi dirci qulacosa in più?
* * *
Aiutaci a diffondere la conoscenza di questo sito internet, facile da ricordare: www.vivialife.it
venerdì 5 novembre 2010
Good morning, Alife
Non sto nei panni…. Sono troppo emozionato…. Penso a domani, a quando aprirò i giornali… Secondo Voi, Gianni Marotta avrà capito chi sarebbe il mio revisore contabile ideale? Boh! Vedremo domani.
Era un modo …come dire…. per rompere il ghiaccio e cominciare allegramente la solita conversazione quotidiana… ormai divenuta serale (altro che good morning!).
Attorno a me avverto una temperatura glaciale: di ridere mi va ben poco. Tutta colpa della votazione di ieri sera per la nomina del Revisore dei conti del Comune, per il prossimo triennio 2010/2012. Con 10 voti – la Maggioranza al completo (meno uno: l’Assessore Rao, assente per motivi di salute) – c’è stata la riconferma del Professionista già in carica. Avverto una temperatura glaciale e di ridere mi va ben poco…. passerà!
Sia ben chiaro: nulla contro la “persona” del Revisore. Ma la riconferma no, non l’avrei voluta. Per una semplice ragione, un po’ egoistica ma sicuramente oggettiva e concreta, che vale peraltro anche dal punto di vista dei Consiglieri di Maggioranza. Ve la racconto.
Sappiamo tutti cos’è successo a fine anno 2009 quando si è votato il Rendiconto del 2008. Sappiamo tutti cosa ne è scaturito da quel Consiglio comunale. Sappiamo tutti che ci sono indagini in corso (quindi, tutto ancora da verificare e nulla ancora è provato). Tutto questo, per via di un “intervento” in Consiglio comunale trasmesso alla Corte dei conti. Cioè, per via dell’intervento di un “Consigliere comunale”. Un consigliere comunale il quale, piuttosto che avere da ridire (“politicamente”) su come siano stati impiegati i soldi (per esempio, più ai servizi sociali, meno all’istruzione, etc. etc.), si è dovuto mettere a fare lo spulcio nei libri contabili del Comune e sollevare una sfilza di eccezioni che, solo a pensarle, fanno rabbrividire. Era compito di quel Consigliere comunale fare quell’intervento? Sicuramente: perciò l’ho fatto! C’è qualche Organismo che avrebbe dovuto/potuto farlo al posto del Consigliere comunale? Certamente: il Revisore dei conti che, peraltro, a differenza del Consigliere comunale, viene pagato per svolgere proprio il controllo della contabilità comunale.
Ecco la ragione, un po’ egoistica ma sicuramente oggettiva e concreta, del perché non avrei voluto la riconferma del Revisore. E’ chiaro, no? Ce l’ho (metaforicamente) con il Revisore perché ho dovuto fare il suo lavoro. Ce l’ho perché non ha anticipato (durante l’anno 2008) le eccezioni sollevate nel Consiglio comunale del 29 dicembre 2009. E’ chiaro che, a questo punto, possa nutrire dei dubbi: chi mi garantisce che nel passato sia andato tutto liscio? Chi mi garantisce per il futuro – l’anno prossimo si vota: chissà se ci sarà in Consiglio comunale un Consigliere disposto a sbraitare e a controllare i libri contabili (per lunghi anni siamo stati abituati a una “maggioranza sorda e una minoranza muta”)?
Nulla contro la “persona” del Revisore, lo ripeto.
Ci sono voluti tre mesi per arrivare alla nomina, e questo già la dice lunga: magari (forse mi sbaglio), non si riusciva a trovare un accordo sul nome da votare. Poi, alla fine, l’accordo ci sarà stato e, a quanto pare, un accordo che ha favorito anche il rientro di un Consigliere “dissidente”. Questa la mia lettura: è Roberto Vitelli che amministra il nostro Comune. Lui solo, e nessun altro. Di Muccio conta poco, anzi niente. Mette la fascia tricolore, ma le disposizioni amministrative le detta Vitelli, come pure gli ordini “di scuderia”. Perché immagino questo? Perché se è vero che i 10 voti sono tutti arrivati dalla Maggioranza – siamo nell’incerto: il voto era segreto; tuttavia, ho buone ragioni per credere che dei 5 voti contrari, uno era il mio e gli altri 4 dei Consiglieri di Leali per Alife – significa che Vitelli è riuscito a ricompattare tutti attorno a sé, al nome del “suo” Revisore confermando, appunto, il Professionista che è stato già espressione della sua passata gestione amministrativa. Altrimenti, se fosse il Sindaco F.F. ad avere le redini in mano della Maggioranza, l’avrebbe spuntata (su Vitelli) con un Revisore nuovo, tutto suo, che pure era in gioco.
Buona giornata.
Ciao, Daniele.
mercoledì 3 novembre 2010
Good morning, Alife
Grande, grande, grande!!!!!
Gianni Marotta, sei unico!
Perdonatemi, ma questi complimenti dovevo proprio farli. Ieri, quando ho aperto il giornale e ho visto stampato in grassetto il mio nome ho detto: “Noooo!!!!!! Non ci credo!!!! Non può essere!!!!” Ero al bar: ho lanciato l’urlo e insieme la tazza col caffè che tenevo tra due dita! Non so se vi è mai capitato di vedere su Canale 5 la pubblicità del Grande Fratello….quella in cui una delle concorrenti legge la lettera in cui gli viene annunciato che è stata scelta per partecipare all’edizione e si lascia andare a urla e pianti di gioia!!! Ecco, la situazione è stata praticamente la stessa: leggevo l’articolo e piangevo…urlavo…mi rotolavo a terra….. che felicità!
Oh, si è interessato di me.
Capite?
Ve lo ripeto: Gianni Marotta ha scritto il mio nome in un suo articolo.
Sì, ha scritto proprio così: “D-a-n-i-e-l-e C-i-r-i-o-l-i”!!!
Perché l’ha fatto? Per celebrarmi come fa con gli altri? No, ovviamente.
Se celebrasse me, del resto, sarebbe l’assurdo. Gianni Marotta fa bene le cose impossibili, ma per i miracoli – come si dice – si sta ancora organizzando!
Ha scelto me per manifestare un altro dei suoi unici carismi: la “canzonatura”. Molto simpatico, lo dico sinceramente.
Dunque, tutto succede nell’articolo di ieri (2 novembre 2010), dal titolo “Revisore dei conti, la nomina nel Consiglio di giovedì prossimo”. Gianni Marotta esordisce affermando che “c'è grande attesa negli ambienti politici cittadini per la nomina del nuovo revisore dei conti che arriverà al termine della seduta monotematica che ….” eccetera, eccetera. E subito arriva al dunque, alla “canzonatura”: “un atto questo invocato a più riprese dal capogruppo di minoranza di Vivi Alife, Daniele Cirioli, sul cui voto c'è molta curiosità in città per verificare a chi darà la sua preferenza e su sarebbe il suo revisore contabile dell'Ente ideale per i prossimi tre anni”.
Grande, grande, grande!!!!!
Stando alle parole di Gianni Marotta “in città c’è molta curiosità” sul mio voto. Una curiosità “per verificare a chi darò la mia preferenza”. Oh – mi sono detto – visto che si è già esercitato in arti di chiaroveggenza, come mai Gianni Marotta non ha già raccontato quello che succederà domani?
Aggiunge, poi, che questa curiosità in città ci sarebbe per verificare “…su sarebbe il suo revisore contabile dell’Ente ideale”. Calma, calma…. è scritto proprio così, non sono io che ho riportato male la frase. E’ scritto così perché usa un altro linguaggio. Un linguaggio… top secret! E’ un segnale… Come pure un segnale è il falso nome del vecchio Revisore dei conti: “Fasullo”!!!! E' un segnale…… “morso”. Cioè, devi morsicarti la lingua per leggerlo!!!
Proviamo comunque a decifrarne il significato.
Occorre un piccolo esercizio:
- bisogna aggiungere un “CHI” all’inizio della frase (dopo “su”);
- bisogna spostare la parola “IDEALE” (che è scritta prima della parola “Ente”) subito dopo la parola “contabile”.
Fatti questi aggiustamenti, la frase ricomposta dovrebbe essere questa: “…su CHI sarebbe il suo revisore contabile IDEALE dell’Ente”.
* * *
Scherzi a parte, domani ci sarà il Consiglio comunale per la nomina del Revisore dei conti. Ho saputo che sono state presentate diverse candidature, tutte da parte di validissimi Professionisti. Cosa “opportuna” – secondo me – sarebbe stata quella di fare un pre-consiglio o una riunione dei Capigruppo (siamo solo in tre: basta un fischio per incontrarci!) per valutare “tutti insieme” i nominativi dei Candidati. Ciò avrebbe potuto facilitare anche una decisione comune, tra Maggioranza e Opposizione. Non è stato fatto invece, e si è così persa un’altra occasione per collaborare. Del resto, l’elezione avviene con i voti e la Maggioranza ha i “numeri” per decidere: perché, dunque, far partecipare alla nomina le Minoranze?
Buona giornata.
Ciao, Daniele.
venerdì 29 ottobre 2010
Good morning, Alife
Ebbene sì: giovedì ci sarà il Consiglio comunale per la nomina del Revisore Unico dei conti per il prossimo triennio 2010/2013.
Ieri sera sono stato sul Comune a protocollare un’istanza di sollecito per l’interrogazione sull’ufficio di Staff e mi è stata notifica la nota protocollo n. 13021 del 28 ottobre 2010 ad oggetto convocazione consiglio Comunale.
Vi riporto il testo.
Si invita la S.V. ad intervenire alla riunione del Consiglio Comunale convocato su determinazione del Sindaco (F.F., n.d.r.) per il giorno 04/11/2010, alle ore 18,00, in seduta straordinaria di 1^ convocazione e per il giorno 05/11/2010 alle ore 18,00 in seconda convocazione, nella sala della adunanze del Comune per discutere il seguente O.d.G.:
1) Lettura e approvazione verbali precedente seduta consiliare;
2) Nomina Revisore Unico dei Conti per il triennio 2010/2013.
Ce l’abbiamo fatta, allora. Con un ritardo di oltre un mese (che si aggiunge ai 45 giorni di proroga del precedente Revisore), il Comune di Alife potrà avere un suo “controllore” dei conti. Finalmente!!!!
E’ una figura molto importante, quella del Revisore dei conti. L’ho già detto in altra occasione. Una figura molto importante che si compenetra nella gestione contabile e finanziaria del Comune, assumendo anche grosse responsabilità. Manco a farlo apposta, in coincidenza con la notizia della convocazione del Consiglio comunale, è uscito oggi un interessante articolo su ItaliaOggi (il grande e mitico ItaliaOggi) che parla proprio delle “responsabilità” del Revisore dei conti, alla luce di una sentenza della Corte dei Conti. Non aggiungo niente, vi riporto il testo (in coda c'è il file immagine): personalmente l’ho preso come monito al compito della futura nomina.
per il funzionario comunale infedele
Secondo i giudici marchigiani la responsabilità scatta in caso di mancata vigilanza
Se un funzionario comunale si appropria di somme di pertinenza delle casse comunali, ovvero gestisce «allegramente» i conti del bilancio comunale, del relativo danno erariale ne rispondono anche i revisori dei conti dell'ente, qualora si accerti che questi non hanno mai effettuato le verifiche obbligatorie sui conti previste dal Tuel.
Ciò, in quanto è evidente che se l'attività di verifica fosse stata effettuata con scrupolo e diligenza secondo le norme contenute nel citato Tuel, nonché secondo le regole di revisione comunque esistenti ed applicabili agli enti locali, si sarebbe potuto evitare il danno o quanto meno ridurre il suo ammontare.
È quanto ha messo nero su bianco la sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la regione Marche, nel testo della sentenza n. 163/2010, con la quale ha condannato, tra gli altri, anche il collegio dei revisori dei conti di un comune del Pesarese per l'omessa e inefficiente verifica effettuata sui conti e sulle poste di bilancio dell'ente.
Nei fatti oggetto del giudizio della magistratura contabile marchigiana, chiamata a decidere su una vicenda di irregolarità sui conti dell'ente, per la quale anche il funzionario coinvolto è stato condannato, si è accertato che il collegio dei revisori dei conti ha omesso la sua «doverosa attività di sostanziale e sistematico riscontro sulla regolare tenuta della contabilità». Secondo la Corte marchigiana, la condotta del funzionario comunale è stata, infatti, «oggettivamente agevolata dall'inerzia o dal superficiale e grossolano controllo dei revisori cosicché le contestazioni addebitategli non possono non essere ascritte anche alla colpa grave degli organi di revisione responsabili».
Sul punto, lo stesso collegio ha richiamato un importante principio (cfr. sentenza Cdc Marche n. 64/2010) laddove è stata sottolineata l'importanza del controllo dei revisori, nonché del ruolo e dei compiti che in generale, incombono sui revisori dei conti, anche per quel che concerne le modalità di effettuazione mirata del controllo, detto anche «a campione».
Nella sentenza in esame, infatti, si censura «l'inconsistente controllo svolto dai suddetti organi, non risultando essere intervenute significative pronunce o segnalazioni nelle forme dovute e non essendo sufficienti le relazioni sul conto consuntivo ovvero meri richiami orali non verbalizzati, né sulle modalità di svolgimento della gestione comunale, né sulle relative rappresentazioni contabili, pur in presenza di vistose discrasie e irregolarità».
Pertanto, ha rilevato il collegio giudicante, risulta evidente che se l'attività di verifica fosse stata effettuata con scrupolo e diligenza secondo le norme contenute nel Tuel (artt. 223 e 239 e segg.), così come anche dalle prescrizioni contenute nel regolamento di contabilità del comune interessato, nonché secondo le regole di revisione comunque esistenti ed applicabili agli enti locali, si sarebbe potuto evitare il verificarsi del danno o quanto meno ridurre il suo ammontare.
In definitiva, su un danno erariale quantificato dal collegio in 25.000 euro, diecimila euro devono essere restituiti dai componenti del collegio dei revisori dei conti dell'ente locale.
Permettetemi adesso qualche breve considerazione sull’articolo della Gazzetta di Caserta, quello in cui il Sindaco F.F. afferma “La revoca firmata dal funzionario Santini è illegittima”, difendendo quindi la validità delle Determina n. 93 e n. 94 che la predetta Funzionario ha revocato in autotutela.
Che ne dite?
A me ha lasciato senza parole…..e mi sono chiesto: “ma ci sarà qualcuno che consiglia il Sindaco F.F. o fa tutto da sé?”. Dico questo perché, una dichiarazione del genere, secondo me è completamente fuori luogo….. In base a quanto riportato dall'articolo, ad un certo punto della Sua dichiarazione, riferendosi sempre al Funzionario che ha revocato quelle Determina, il Sindaco F.F. dice: “….sottolineo il fatto che un Funzionario accorto, prima di qualunque atto, avrebbe dovuto assicurarsi di avere il potere, che per legge gli viene attribuito solo dal Sindaco (?!?!?!?!?!?!?!?!?, n.d.r.), di adottare simili atti”. Scusatemi, io rabbrividisco davanti a queste parole …. Che cosa significa “assicurarsi di avere il potere che per legge gli viene attribuito solo dal Sindaco”? Sto da stamattina cercando nei Manuali di diritto amministrativo, ma non trovo soluzione……Ripeto la domanda: che cosa significa “assicurarsi di avere il potere che per legge gli viene attribuito solo dal Sindaco”? Potere? Cioè….i funzionari hanno il potere…..e questo potere viene attribuito dal Sindaco….. Scusate: ma ci troviamo ancora in Italia? Nell'Italia che ha gettato fiumi d'inchiostro in libri e riviste sullo Spoils System?
Mah! Cose da non credere!
Comunque, al di là della legittimità o meno della revoca; al di là del “potere” (blah!) del Funzionario, un dubbio resta non risolto che risponde a questa domanda: era proprio opportuno spendere in quel modo quei soldi e, peraltro, con un’urgenza tale da non permettere di seguire le tradizionali procedure?
Sarebbe davvero bello e interessante, credo per tutti i cittadini di Alife, ascoltare dal Sindaco F.F. le Sue ragioni sulla necessità di spendere quei 7.500 euro delle due Determina.
Buona giornata.
Ciao, Daniele.
(cliccare sull'immagine per ingrandire)
mercoledì 13 ottobre 2010
Good morning, Alife
Stamattina mi sono recato al Comune, Ufficio protocollo. Ho consegnato una lettera indirizzata al Sindaco F.F. e ai Colleghi Consiglieri (ma per conoscenza anche al Segretario Comunale e al Prefetto di Caserta), per sollecitare la convocazione di un Consiglio comunale per la nomina del Revisore dei Conti.
Perché questo sollecito?
Perché il Comune, da qualche tempo, sta andando avanti senza avere quest’organo di controllo interno. Infatti, al Revisore dei Conti è scaduto il mandato (che dura tre anni e può prolungarsi per soli altri 45 giorni, in quel che viene detta prorogatio di legge). Poi non può fare più nulla e il posto (con le funzioni di controllo) resta vacante.
Avere e mandare avanti il Comune senza un Revisore dei Conti non è cosa buona e giusta. Anzi, deve preoccupare. E deve preoccupare tutti: la Maggioranza, la Minoranza; anche i Dipendenti comunali e, soprattutto, i Cittadini. Mandare avanti il Comune, senza provvedere alla nomina del nuovo Professionista, è seriamente preoccupante soprattutto in questo particolare periodo storico che sta vivendo il nostro Comune (…….).
Sia chiaro: non è che non mi fidi! (mi si è allungato leggermente il naso… chissà perché?). Tuttavia…. come dice il proverbio?..... quando il gatto non c’è…..
A parte l’ironia, l’Organo di revisione contabile è fondamentale per un Comune. Lo prevede la Legge, lo conferma il nostro Statuto Comunale e lo disciplina anche il nostro Regolamento di Contabilità.
Perché è importante e fondamentale?
Perché la Legge attribuisce al Revisore dei Conti il compito di collaborare con il Consiglio Comunale sulla vigilanza dell’andamento dell’amministrazione. Infatti, per definizione, il Revisore dei Conti è un organo tecnico contabile di controllo interno che collabora con il Consiglio comunale nella sua funzione di controllo e di indirizzo dell’attività della Giunta (Sindaco e Assessori) e degli organi burocratici.
Non sto ad elencare tutta la serie di compiti e funzioni che ha il Revisore; tra questi mi sembrano veramente importanti:
- la “attività di collaborazione con il Consiglio comunale”, che si concretizza e realizza nella partecipazione alla vita del Comune attraverso la discussione dei problemi e la costante verifica che gli stessi siano risolti in esecuzione dei programmi inizialmente concordati. Non si tratta, in tal caso, di un mero “controllo ispettivo”, ma di una vigilanza mirata a realizzare, con lo sforzo di tutti (organi burocratici e organi Politici), il maggior benessere della comunità;
- la “attività (anzi questo è un “obbligo”) di vigilanza sulla regolarità contabile della gestione”, sia sotto l’aspetto finanziario che sotto il profilo economico. Si tratta di un controllo concomitante alla gestione che serve a verificare se la stessa si svolge secondo i criteri di legalità, efficienza ed economicità;
- lo “obbligo di riferire per iscritto al Consiglio Comunale” eventuali gravi irregolarità di gestione, con contestuale denuncia ai competenti organi giurisdizionali, allorché si configurino ipotesi di responsabilità;
- la “esecuzione di verifiche ordinarie e straordinarie di cassa”, le prime (ordinarie) a cadenza trimestrale.
Sul nostro Comune, in questi giorni, chi sta provvedendo a tutte (e molte altre) funzioni che spettano al Revisore? Chi sta verificando che l’attività gestionale si stia svolgendo secondo i criteri di legalità, efficienza ed economicità? Chi sta svolgendo le verifiche di cassa?
Ormai sono abituato e pronto a tutto. Anche a vedere – com’è già successo – l’inverosimile.
Non vorrei apparire troppo diffidente, ma sincero sì: non capisco né giustifico questo ritardo. Si tratta di convocare un Consiglio comunale e mettere all’ordine del giorno: “elezione del Revisore dei Conti”. Lo si poteva già fare nell’ultima seduta del Consiglio Comunale del 30 settembre, ma non è stato fatto. Sono trascorsi 13 giorni e ancora nulla. Perché? Perché tanto indugiare? Perché questo ritardo?
Buona serata.
Ciao, daniele.
Ecco l’istanza presentata stamattina
(protocollo n. 12248 del 13 ottobre 2010)
Oggetto: Istanza di sollecito per la convocazione del Consiglio Comunale, ai fini della nomina del Revisore dei Conti
Gentilissimo Signor Sindaco F. F.,
Le scrivo a distanza di oltre due mesi dalla scadenza ordinaria dell’incarico del Revisore dei Conti del nostro Comune di Alife, per sollecitare la convocazione di un Consiglio Comunale ai fini della nomina di un nuovo Professionista nel ruolo di organo di revisione economico-finanziaria.
La figura del Revisore dei Conti è fondamentale ed ha una vitale importanza per ogni ente locale. Lo è ancor di più per il nostro Comune nel particolare momento storico che vive in questi mesi.
Quello di revisione contabile, infatti, è un organo tecnico di controllo interno che collabora con il Consiglio Comunale nella sua funzione di controllo e di indirizzo dell’attività della Giunta e degli organi burocratici. Pertanto, una sua assenza – specie se perdurante, come sta succedendo ad Alife – si traduce nella perdita di una preziosa collaborazione professionale nei confronti dell’Ente e, in ultima istanza, di tutti i cittadini per il perseguimento di una migliore gestione.
Oltre che dalla Legge ordinaria, quest’importanza della presenza continua di un Revisore dei Conti è sottolineata anche dal nostro Statuto Comunale (articolo 69) e dal Regolamento di Contabilità (in maniera specifica all’articolo 13).
Orbene, l’ultima elezione del Revisore dei Conti c’è stata con la Delibera del Consiglio Comunale n. 11 del 9 agosto 2007. Il mandato dura un triennio a partire dalla data della nomina; poi la Legge offre un termine di proroga di 45 giorni (c.d. principio della prorogatio) e impone che “entro il periodo di proroga gli organi amministrativi debbono essere ricostituiti” (articolo 4, comma 1, del Decreto Legge n. 293/1994).
Ad oggi – e arrivo alla ragione di questa istanza – non mi è dato ravvisare alcuna iniziativa da parte Sua per consentire il pieno rispetto del disposto normativo appena ricordato. Quello che preoccupa di più, al di là del mero adempimento legislativo, è il vuoto che si è venuto a creare in seno alla nostra amministrazione che, di fatto, si trova ad operare senza alcun Organo deputato alle funzioni di controllo e di indirizzo anche dell’attività Politica, funzioni previste e garantite dalla Legge a favore del Consiglio comunale e dei cittadini governati.
Nella certezza di una Sua attenzione a questa mia istanza, e confermando io altrettanta disponibilità nei Suoi riguardi e nei riguardi del Consiglio comunale, La ringrazio e resto in attesa di una pronta messa in atto di ogni iniziativa in merito dovuta.
Alife lì, 13 ottobre 2010
Firmato: Daniele Cirioli, Gruppo Vivi Alife