Elettori = 7.890
Votanti = 5.530 (70,08 %)
Schede bianche = 71 (1,28 %)
Schede nulle = 106 (1,91 %)
Schede contestate e non assegnate = 0
Dettaglio:
Lista civica n. 3 – Per Alife
Candidato Sindaco = Iannelli Fernando
Totale Voti = 2.861 (53,44%)
Seggi assegnati = 11
Lista civica n. 2 – Leali per Alife
Candidato Sindaco = Santagata Alfonso
Totale Voti = 1.698 (31,72%)
Seggi assegnati = 4
Lista civica n. 1 – Vivi Alife
Candidato Sindaco = Cirioli Daniele
Totale Voti = 794 (14,83%)
Seggi assegnati = 1
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lunedì 8 giugno 2009
venerdì 5 giugno 2009
Comizio di chiusura
(piazza Vescovado - 5 giugno 2009)
Carissimi amici, buona sera a tutti.
Vi abbraccio e vi ringrazio di cuore della vostra presenza.
Ormai ci siamo. Domani e dopodomani decideremo il futuro della nostra Città, il futuro nostro e dei nostri figli. L’appuntamento è importantissimo e non può essere trascurato. Ci viene data l’occasione per dare ad Alife una svolta seria. Ci viene offerta l’opportunità di cambiare ad Alife radicalmente l’amministrazione e il corso della storia tracciato negli ultimi anni. Noi della Lista Vivi Alife siamo per questo cambiamento; noi della Lista Vivi Alife siamo il cambiamento.
Ormai ci siamo. Eccoci all’ultimo comizio – al comizio di chiusura della campagna elettorale – che per noi significa il settimo incontro con Voi compaesani: 5 nelle piazze di Alife centro e 2 nelle bellissime frazioni di Totari e di San Michele. Abbiamo girato in tutte le piazze – tutte belle, anche se abbandonate e un po’ malandate per colpa di un’amministrazione “sordo-muta” – mancava solo questa stupenda piazza Vescovado.
Ci siamo incontrati, vi abbiamo detto tante cose – i nostri programmi, le nostre idee; abbiamo cercato di parlarvi in una forma diversa, con linguaggio diverso. Ci siamo presentati in una forma più amicale e confidenziale, secondo il nostro stile, secondo lo stile sincero e trasparente che caratterizza noi alifani. Oltre la discussione sul tema elettorale, abbiamo cercato di dare agli incontri un cliché diverso da ciò che la tradizione ci aveva abituati. Era nostra intenzione infatti vivere e far vivere la politica in un’ottica diversa, più umana, più a portata dei cittadini. Una politica più a misura “di uomo” insomma nel tentativo di abbattere o almeno di ridurre la barriera d’indifferenza che distacca il cittadino dall’azione politica delle “caste” del potere dei partiti.
L’esperienza della campagna elettorale è stata veramente interessante e formativa. Ed ha confermato, ahimè, l’opinione di un’Alife che versa in uno stato di declino socio-economico. E’ stata la ragione per cui abbiamo deciso la nascita di Vivi Alife; e adesso bisogna che tutti insieme votiamo questa Lista per dare il vero cambiamento di cui c’è tanto, ma veramente tanto bisogno.
Aggiungo di personale la contentezza, la gioia di essermi ritrovato in un gruppo compatto, convinto, tenace. Un vero gruppo. Senza “solisti” e senza “primedonne”. Tutti uniti, tutti d’accordo nell’avere un unico e solo interesse: ricercare il benessere della nostra collettiva. Un vero gruppo – il gruppo di Vivi Alife – desideroso e pronto a prendere in mano le redini della guida del nostro paese. A tutto il gruppo, a tutte le persone che ne fanno parte – e che non sono soltanto i 16 Candidati che mi accompagnano nell’avventura elettorale – va il mio sentito ringraziamento.
Adesso guardiamo avanti. Guardiamo al domani, un domani che potrebbe riservarci il compito di amministrare questo amato paese. Siamo pronti per questo incarico. Ve lo ripeto: siamo pronti. Dateci fiducia, ché il momento è quello buono!
Siamo pronti. La Lista Vivi Alife è pronta a governare il nostro Paese, a risolvere i tanti problemi che lo attanagliano da anni. Siamo la novità: le altre Liste – quella del Toro per Alife e quella di Leali per Alife – portano su di loro la grave responsabilità di avere praticamente abbandonato a se stesso questo tesoro di paese per 5 lunghi anni. Cinque anni durante i quali Alife è stata amministrata in ordine sparso da una maggioranza “sorda” e da una minoranza “muta”. Quella stessa maggioranza adesso si ripresenta con un restyling della formazione, ricordando più una restaurazione che una rigenerazione: non c’è alcun taglio con il passato tanto è vero che il Sindaco uscente è capolista del gruppo Toro per Alife. Stessa inaudita audacia l’ha dimostrata anche la minoranza uscente. Si ripresenta a chiedere la fiducia del voto dopo che per 5 anni ha taciuto o addirittura collaborato con la maggioranza nelle votazioni del Consiglio comunale. La Lista Leali per Alife – che proviene da un matrimonio combinato, non sincero, tra le Liste di Alife tua e dell’Aquilone di 5 anni fa – la Lista Leali per Alife, dicevo, si presenta a chiedervi il voto con dei candidati che per 5 anni non si sono né opposti e né proposti. In questi giorni hanno tappezzato il Paese con tanti “perché?” e tante “domande” sui problemi del paese. E’ incredibile, cari amici! Vengono a chiedere a noi cittadini “perché non c’è l’acqua” o “perché eccetera, eccetera”. E’ inaudito: sono domande che offendono. Offendono la nostra intelligenza, l’intelligenza degli alifani. Ma che messaggio vogliono far passare con quelle domande? Vogliono forse addossare sui cittadini la responsabilità delle cose e dei problemi che ci sono nel nostro paese? Ci domandate dov’è l’acqua? Ma siamo noi a chiedere a Voi che sedevate nel consiglio comunale – maggioranza e minoranza – perché mai l’acqua ci viene data a razione!!! Sono i cittadini a chiedervi: dove siete stati in questi 5 anni? Perché non avete fanno nulla? E’ Alife che chiede: dove siete stati voi della maggioranza e della minoranza?
A proposito di acqua, sposto l’obiettivo sulla bellissima frazione di Totari e, in particolare, sulle vie Olivetole e Pacifico. Nei giorni scorsi è apparso per le strade del Paese un manifesto a firma del Comitato Olpac – il comitato che è sorto proprio nelle vie Olivetole e Pacifico per rivendicare diritti elementari quali quello di una rete idrica e fognaria per le abitazioni; la messa in sicurezza delle strade e via dicendo. Il manifesto è una risposta scritta alla Lista Toro per Alife che nel comizio di Totari aveva chiamato in causa il Comitato Olpac sulla questione “politica” di tale comitato, a ragione del fatto che nella Lista Leali per Alife è candidato il presidente di questo Comitato.
La questione, chiaramente, non ci riguarda direttamente. Però noi di Vivi Alife abbiamo a cuore la verità e la trasparenza. E in quel manifesto c’è qualcosa che non corrisponde al vero e che ci riguarda da vicino. Ad un certo punto del manifesto si legge (sono le testuali parole): “Il nostro presidente, …, è stato accolto in qualità di candidato nell’unica lista che, sensibilmente, ci ha offerto uno dei 16 posti”. Questa affermazione, cari amici e mi rivolgo soprattutto a quelli che risiedono nelle vie Olivetole e Pacifico, questa affermazione non corrisponde a verità. Non è vero che soltanto la Lista Leali per Alife ha offerto al comitato Olpac di partecipare alla competizione elettorale. Tempo prima della presentazione delle Liste mi sono recato personalmente – accompagnato da un amico – dal presidente del comitato e l’ho invitato a prendere in considerazione la possibilità di unirsi a noi della Lista Vivi Alife. L’ho invitato a riflettere sul fatto che la responsabilità dei loro problemi è di tutta l’amministrazione comunale. Non solo della maggioranza, ma anche della minoranza. Con il presidente del comitato eravamo rimasti d’accordo di fare un incontro con tutti i residenti delle vie Olivetole e Pacifico per valutare la proposta di aggregarsi a noi di Vivi Alife. Siamo al giorno prima delle votazioni e sto ancora aspettando la telefonata di appuntamento per quell’incontro.
Cari amici di via Olivetole e Pacifico, purtroppo non ci è stata data quell’occasione per parlarvi guardandoci negli occhi. Lo abbiamo chiesto ma non ci è stato permesso. Ciò tuttavia, noi di Vivi Alife restiamo al vostro fianco e ci faremo sostenitori delle vostre esigenze. Lavoreremo insieme a Voi per risolvere i “vostri” problemi che sono i “nostri” problemi, che sono i problemi di “Alife”. Noi contiamo perciò sul vostro voto “libero” per non far ripetere ad Alife un’amministrazione fotocopia degli ultimi 5 anni, dove maggioranza e opposizione (opposizione che adesso è fortemente rappresentante della Lista Leali per Alife), sono state entrambe “sordomute” al grido delle vostre esigenze di cittadini alifani residenti in via Olivetole e Pacifico.
Proseguiamo il discorso. Devo confessarvi che ho un pallino nella testa: la scuola! Mi sta a cuore perché credo che la scuola sia l’immagine riflessa della nostra società. Una scuola trascurata vuol dire una società abbandonata. La scuola, inoltre, misura pure l’interesse che un’amministrazione comunale ha riguardo ai bambini, ai ragazzi e ai giovani: insomma l’interesse nei confronti delle future generazioni.
Quando una società smette di investire sulle giovani generazioni sta rinunciando al progresso, non guarda più al futuro. Così, credo, sia successo negli ultimi anni.
Le nostre scuole, i nostri edifici scolastici cari amici stanno letteralmente cadendo a pezzi! Non è retorica, credetemi. Alle nostre scuole mancano i servizi essenziali, primari, che una qualsiasi amministrazione comunale dovrebbe garantire.
L’oggettività di quanto sto dicendo sarà possibile constatarla domani e dopodomani direttamente dai cittadini che si recheranno a votare nella sezione n. 3 di Porta Fiume. Noteranno che il seggio non si trova più nella tradizionale aula dell’Asilo, ma in un’aula della scuola elementare che è adiacente all’Asilo. Questo non perché si sia deciso un semplice cambiamento di luogo, no. Ma perché l’Asilo è inagibile. Giovedì mattina era allagato, dopo le piogge di mercoledì.
I genitori che portano i figli in quell’asilo, come me, sanno che è un anno e più – ripetendo la storia degli anni passati – sanno che è un anno è più che stiamo lottando, protestando per far risolvere il problema dell’asilo e della sicurezza strutturale delle aule. Proteste svolte nella completa indifferenza della minoranza. E’ finito l’anno scolastico e il problema è ancora là, irrisolto. L’amministrazione uscente ha fatto orecchie da mercante! E adesso quelli della Lista Toro per Alife – che sono la continuazione della vecchia amministrazione – hanno il coraggio di ripresentarsi e di promettere che sistemeranno gli edifici scolastici! E perché dovremmo crederci adesso? Hanno avuto 10 anni e non hanno fatto nulla! Anzi hanno lasciato che la situazione peggiorasse! Perciò non sono più cre-di-bi-li!
Noi di Vivi Alife abbiamo a cuore la risoluzione dei tantissimi problemi che ci sono oggi: vogliamo garantire un servizio Mensa adeguato e soprattutto puntuale; vogliamo realizzare strutture per le attività extracurriculari. Su questo, accidenti, Alife sta indietro di parecchi anni! Prima di tutto sarà nostra cura risistemare gli edifici scolastici, le aule, provvedendo a un accurato controllo anche per quanto riguarda le norme antisismiche.
Parlavo di scuola e continuo a parlare di disagi scolastici, pur cambiando argomento e prendendo come oggetto di discussione il palazzetto dello sport.
Quella struttura, cari amici, è appena nata ed ha già bisogno di importanti misure di manutenzione. Ci piove, il campo è inagibile, i bagni sono inagibili. L’ultimo esempio è arrivato giovedì quando c’è stata una manifestazione sportiva degli alunni delle scuole elementari. Ebbene, i bambini ed i ragazzi sono stati costretti a fare i propri “bisognini” sul campo di gioco, all’aperto, perché i bagni erano inagibili. I genitori degli alunni si sono visti costretti ad andare a recuperare delle bottiglie di acqua per far bere i propri figli, perché in quel palazzetto dello sport manca pure l’acqua potabile.
Parliamo di sport e mi viene da farvi un’altra riflessione. Una riflessione sul 100° Giro di Italia che la settimana scorsa abbiamo visto attraversare per le strade del nostro Paese. Mi rivolgo soprattutto a voi giovani che navigate su internet. Fate un ricerca riguardo alle iniziative che sono state organizzate per questo evento negli altri Paesi, nei paesi dove l’assessorato per la cultura e per lo sport funziona veramente. Vi chiedo che cosa hanno fatto ad Alife? Un evento del genere – lo dice la parola stessa – capita ogni 100 anni! Era o no l’occasione per animare questo paese che riposa in un letargo sociale, culturale e sportivo?
Cari amici, cari genitori, non possiamo lasciare che Alife continui la sua storia ed il suo viaggio su questa strada. Alife ha bisogno e merita di essere amministrato in maniera diversa, da un gruppo di persone che abbia a cuore il futuro di Alife, le sorti dei nostri figli. La Lista Toro per Alife e la Lista Leali per Alife si presentano come la ripetizione di un’amministrazione fallimentare quale è stata quella degli ultimi anni. Il cambio di rotta, il cambio di gestione amministrativa può arrivare soltanto dalla vittoria della Lista Vivi Alife.
Noi di Vivi Alife abbiamo in programma di dare sostegno, coordinamento e organizzazione alle realtà sportive esistenti. Abbiamo in programma di rafforzare il legame fra sport e scuola. Abbiamo in programma di potenziare e valorizzare lo stadio comunale e, appunto, il palazzetto dello sport per la costruzione di un centro polisportivo comunale.
Andiamo avanti. Vogliamo parlare del distretto sanitario? La situazione è ben nota a tutti. Allontanarlo così dal centro abitato è stata la peggiore soluzione che un comune potesse lasciar fare nel trovare la sistemazione di un servizio essenziale per i cittadini più anziani e per quelli che hanno bisogno di cure. Ci rimettono pure i concittadini dei paesi vicini al nostro. Pensiamo ad esempio ai paesi serviti dalla linea ferroviaria: che convenienza hanno ora ad utilizzare questo mezzo di trasporto per recarsi al distretto sanitario? Una sola considerazione voglio fare. Una considerazione che va indietro nel tempo e coinvolge qualche vecchio amministratore oggi supporter della Lista Leali per Alife.
Che il fabbricato di viale Caduti sul lavoro versasse in cattive condizioni – un fabbricato, lo ricordo, costruito con il sudore dei tanti alifani immigrati in America che mandavano i loro risparmi per far costruire ad Alife un ospedale; ospedale che per volontà politica è stato poi eretto a Piedimonte Matese (la particolare attenzione che i “nostri politici” hanno per questo paese e non per Alife ce l’ha ricordata anche Rutelli l’altra sera, quando si è vantato dell’operato che ha dato tante scuole a Piedimonte Matese. Appunto: un operato che ha dato tanto a Piedimonte Matese, ma non ad Alife) – dicevo è noto da anni che il fabbricato dove c’era una volta l’Asl avesse bisogno di interventi di manutenzione straordinaria. Mi chiedo: perché invece di “abbellire” quel luogo con una nuova piazzetta – mentre ad Alife le altre piazze vengono utilizzate come parcheggi di auto – perché invece di spendere tanti soldi per costruire quella nuova piazzetta non si è pensato già allora di dare una sistemazione al fabbricato dell’Asl?
Cambiamo argomento. Parliamo del servizio di raccolta rifiuti. L’amministrazione uscente ne ha fatto un cavallo di battaglia. Fu già così 5 anni fa, ma continuano a evidenziarlo come punto di forza. Nel comizio di San Michele, il Sindaco uscente ha bacchettato un po’ tutti chiedendo a “tutti noi Candidati” dove eravamo quando lui è andato personalmente a Napoli “dove si è trovato schierato l’esercito, due Generali e il comandante” per contrastare il deposito di rifiuti e di eco balle ad Alife. Ci ha ricordato che per evitare quell’arrivo di rifiuti nelle nostre zone ha minacciato: “dovrete passare sul mio corpo!”. Ha fatto da eco l’attuale candidato sindaco della Lista Toro per Alife ricordando “che è un dovere amministrativo e morale quello di provvedere affinché non si corra mai più un rischio così grave di essere oggetto di un sito di rifiuti, di deposito di eco balle”.
Sono discorsi fuorvianti, cari amici! Quello che ho tra le mani è uno schema di Protocollo d’intesa che nel 2007 il Comune di Alife stava per sottoscrivere con una società svizzera – la R.R.T. Power (potete cercarla su internet) – per attivare un impianto di biomasse per la produzione di energia elettrica. Un protocollo con tanto di progettazione compiuta per la realizzazione di questo sito che non ha nulla di pericoloso, anzi. Ma di pericoloso, di veramente pericoloso c’era – e forse ancora c’è – la procedura che il Comune di Alife stava per sottoscrivere e che “spero” non sia stata sottoscritta. Era tutta una bufala! Qualcuno forse ricorderà la questione di Ceva, con le manifestazioni dei cittadini contro il rischio delle eco balle. Per farla in breve, con quel Protocollo il Comune si accollava gli oneri della messa a disposizione di un terreno, delle strutture e dei servizi necessari per la realizzazione dell’industria, ma dei profitti ne avrebbe beneficiato una società terza, una tale Energy srl. Quando ho saputo di questo accordo, mi sono rivolto al Sindaco e ad alcuni consiglieri di minoranza chiedendo chiarimenti. Sulla società in questione, la R.R.T. Power sono venuto a sapere – ma autonomamente – che è una società con sede in Svizzera e che praticamente è inesistente sul territorio nazionale. Ma sulla stipulazione o meno di quell’accordo, Sindaco, maggioranza e minoranza si sono chiusi in uno stretto riservo.
Cari amici, ne va del futuro delle nostre zone. Si stava firmando un accordo con una ditta fantasma. Alife ci avrebbe rimesso soldi per qualche milione di euro in cambio di aria fritta! Ma il più alto rischio che si è corso è stato quello di ritrovarci davvero immischiati in un giro e in un sistema di rifiuti tossici e di eco balle.
Nei loro comizi, Maggioranza e Opposizione dovevano parlarci di queste cose. Dovevano spiegarci i loro silenzi, “quel riservo stretto” che hanno avuto sulla questione dell’accordo con la Società Svizzera.
Per questo vi chiedo di riflettere sul vostro voto di domani e di domenica. Date un voto alle persone che possono garantirvi il futuro. Date il voto alle persone che vogliono amministrare con una compartecipazione piena, totale e trasparente con i cittadini.
Procediamo sempre sul tema della raccolta rifiuti. L’enigma che affrontiamo, stavolta, è “la bolletta della spazzatura”. Quando arriva, se ne parla dappertutto: nei bar, nelle piazze, nelle case. Tutti a lamentarci dell’alto costo, tutti a lamentarci che il servizio costa caro. Proviamo a capirci qualcosa in più. La logica vorrebbe – ma questo lo richiede anche la legge – che il servizio dei rifiuti venga pagato dai cittadini mediante l’imposizione di una tassa. Il criterio è molto semplice: se la raccolta rifiuti costa 100 il prezzo che ogni famiglia deve pagare è dato dal rapporto tra 100 e il numero dei nuclei familiari. Per esempio se le famiglie sono 10, allora ciascuna pagherà 10 per questo servizio, così che 10 per 10 faccia 100. Prendiamo i dati che il Comune ha ufficializzato per l’anno 2007. Il costo del servizio smaltimento rifiuti dichiarato dall’amministrazione uscente è stato di 422.269 euro (di questa somma è stato pagato nell’anno 398.815 euro). Questo costo dovrebbe adesso apparire anche nella voce “entrate” del Comune, perché come abbiamo detto il servizio viene pagato tutto dai cittadini. Ebbene, per il 2007 le entrate tributarie previste dal comune sono state per 400 mila euro (lascia perplessi una somma tonda, il che fa pensare che si tratti di una mera valutazione – come dire – fatta a naso!). Di questi 400 mila euro, sempre nel 2007, ne sono stati incassati appena 194.005 euro. Il resto – quasi la metà (173.729 euro) – deve essere ancora incassato!. E arriviamo finalmente alla tanto contestata bolletta. Sempre per il 2007 il Comune ha dichiarato che ad Alife erano presenti 2.512 nuclei familiari. Fatto un semplice calcolo, ogni famiglia avrebbe dovuto pagare per il 2007 circa 168 euro per il servizio rifiuti. E’ chiaro che il costo può variare anche in funzione della grandezza dell’abitazione o per altre fattori. Il mio invito a riflettere è questo: quanti di voi hanno pagato una bolletta inferiore? E quanti di voi hanno pagato una bolletta di importo superiore? Ma soprattutto: perché?
Noi di Vivi Alife vogliamo che la gestione comunale dei tributi torni in mano ai cittadini, in mano nostra! Vogliamo sapere come e cosa viene deciso sul Comune. E’ nostro diritto sapere come gli amministratori gestiscono nostri soldi!
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Durante i nostri comizi, abbiamo messo a disposizione dei cittadini due urne con dei bigliettini “Vorrei per Alife…” sui quali chiunque ha potuto esprimere una propria idea, un suo spunto di programma per la ripresa del nostro Paese. Vi dico che è stato un successo! Ne abbiamo ricevuti tanti, e tutti interessantissimi e validissimi. In un breve stacco con delle immagini ce li illustrerà Marianna.
Ringrazio di cuore tutti coloro che hanno proposto idee e suggerimenti. Li ho letti tutti e, come dicevo, sono tutti interessanti e validi. Posso dirvi già da ora che saranno tutti presi in considerazione. Non è una semplice promessa, ma un vero e proprio impegno perché tutte le vostre idee sono le nostre idee, sono le idee di Vivi Alife e le abbiamo scritte nel nostro programma. Grazie di nuovo e vi do la mia parola che non resterete delusi.
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Andiamo avanti. Vorrei parlarvi anche del Cimitero, della mancanza di un Teatro ad Alife, di un cinema, di un ritrovo per i nostri giovani, del nostro centro storico che è rimasto solo storico – forse meglio dire: vecchio – e non ha più un centro….
Vorrei parlarvi di tanto ancora, ma devo avviarmi alla conclusione.
Un attenzione particolare è per le frazioni di Totari e San Michele. Come vi abbiamo detto nei nostri comizi sul territorio, avremo una particolare cura per le frazioni che per noi sono parte integrante di Alife: sono A-l-i-f-e-!
Quando incontravo le persone per proporre la loro candidatura nella Lista Vivi Alife, parlando dei problemi delle nostre zone mi è stata rappresentata Alife con un’immagine simbolica e secondo me molto bella ed efficace. Mi hanno raffigurato Alife come una bella donna, vestita bene, ma con capelli disordinati e scarpe rotte. I capelli disordinati rappresentano San Michele, mentre le scarpe rotte Totari. A quest’immagine ho aggiunto che oggi, però, questa bella donna che era una volta Alife si ritrova anche con il vestito rotto e rattoppato in parecchie parti: il centro storico, per esempio. L’impegno di Vivi Alife è allora quello di ridare un vestito tutto nuovo e delle scarpe tutte nuove ad Alife e a Totari, nonché una bellissima pettinatura alla zona alta di Alife, a San Michele.
Un’attenzione particolare è al mondo produttivo, alle imprese di Alife. L’attenzione di Vivi Alife è massima, perché dal mondo delle imprese (commercio, artigianato, servizi, industria e via dicendo), perché dal mondo delle imprese dipende parecchio del benessere e dello sviluppo del nostro territorio. Il nostro motto, il motto di Vivi Alife è “smettiamola di regalare valige ai nostri figli!”. Per evitare questo uno dei nostri obiettivi è quello di dare alla Città validi presupposti per lo sviluppo reale e concreto del territorio. Smettiamola di regalare valigie ai nostri figli! – lo ripeto! Perché chi vuole oggi realizzarsi nello studio, nel lavoro, nella società è costretto ad abbandonare le nostre terre e gli affetti più cari? Stiamo nel 2009 ma sembra la storia del ’49, del dopoguerra, quando molti dei nostri parenti hanno dovuto emigrare in terre sconosciute per garantirsi la sopravvivenza. Il nostro è un paese oggi che non ha più né ispirazioni né vocazioni. Me lo vado chiedendo da tempo: ma Alife è un paese agricolo? È un paese commerciale? È un paese industriale? È un paese turistico? Che vocazione ha il nostro paese? Quale programmazione è stata fatta negli ultimi anni per il futuro dei nostri figli? La nostra zona industriale è stata abbandonata e dimenticata. Come è stato dimenticato il settore agricolo, che proprio in questi giorni sta vivendo un periodo di dura sofferenza per il prezzo del latte, e non solo! La nostra attenzione sarà altissima per i vostri problemi, che sono i nostri problemi, che sono i problemi di Alife perché noi non rinneghiamo le nostre origini! Una volta che avremo vinto le elezioni, ci metteremo al vostro fianco – al fianco degli agricoltori e degli allevatori – per far sentire la nostra voce, una voce istituzionale che finora è mancata ed è stata assente, a favore della rivendicazione del diritto ad una vita dignitosa qual è quella così dura e sacrificata di chi lavora la terra!
La nostra attenzione è massima anche per il settore commerciale ad Alife. Sono anni che i negozi continuano ad abbassare per sempre le serrande. Cosa hanno fatto in questi anni per evitare questo dramma?
Adesso chiudo veramente.
Spero di essere riuscito, in tutti questi comizi, a comunicarvi il mio e nostro umile e sincero proposito di voler migliorare il nostro Paese che vive un vero e proprio stato di emergenza. Uno stato di emergenza sociale, culturale ed economico.
Il voto di domani e di domenica, cari amici, ci mette di fronte ad un bivio: continuare a lasciare Alife nella completa paralisi alla quale abbiamo assistito negli ultimi 5 anni oppure dare ad Alife una prospettiva nuova, una prospettiva di sviluppo e di ripresa. Votare la Lista Toro per Alife o la Lista Leali per Alife significa ridare ad Alife gli stessi amministratori che ci hanno governato gli ultimi cinque anni. Il voto dato ad una di queste due Liste avrà lo stesso risultato: abbandonare Alife nella completa paralisi sociale, culturale ed economica. Il voto dato ad una di queste due Liste avrà il risultato di rimandare nel Consiglio comunale quella maggioranza sorda e quella minoranza muta che per cinque anni si sono tappate le orecchie e hanno tenuto chiusa la bocca per non ascoltare e per non gridare le esigenze, i problemi di noi cittadini.
Loro sono una cosa sola: sono l’amministrazione degli ultimi anni! Non a caso, nel suo primo comizio del Toro per Alife, il Sindaco uscente ha ringraziato la minoranza per la fattiva collaborazione degli ultimi anni. Ci credo: non hanno né fatto proposte e né si sono opposti ad alcun provvedimento.
Sono una cosa sola: leggete i candidati della Lista il Toro: molti volti noti che cinque anni fa si trovavano arruolati dall’altra parte, nella compagine che oggi si presenta come Leali per Alife. Perché questa emigrazione? Perché cinque anni fa contestavano l’amministrazione Vitelli ed ora si sono candidati con il sindaco uscente capolista?
Sono una cosa sola. Entrambi gli schieramenti rispondono agli ordini di un politico superiore. Non ve lo dico io, ma l’hanno dimostrato loro portandoci nei comizi il Senatore di turno: Sarro per il Toro e Rutelli per Leali. Hanno dei registi alle spalle e non sono liberi di decidere il nostro futuro. Sono una cosa sola: sono compagini che hanno promesso obbedienza agli ordini delle scuderie di partito. Noi di Vivi Alife non abbiamo casacche addosso. Noi possiamo decidere liberamente insieme a voi ciò che è bene per il Paese e ciò che non è bene. Noi di Vivi Alife non dovremo mai sacrificare i nostri impegni per onorare cambiali firmate con i partiti o con i politici di rango superiore.
La Lista Toro per Alife e la Lista Leali per Alife, cari amici, sono la stessa cosa. Entrambe hanno all’interno forte contraddizioni che prima o poi esploderanno a danno di noi cittadini. Il Toro per Alife ha una squadra di candidati che cinque anni fa si contrapponevano, erano uno contro l’altro! La Lista Leali per Alife altrettanto. Due gruppi che cinque anni fa si sono contrastati e lottati. Anche duramente. Questo non è rinnovamento: è solo trasformismo.
Perciò – vi prego, vi supplico – prendete l’altra strada del bivio elettorale. Votate noi di Vivi Alife che siamo liberi, che non abbiamo partiti alle spalle, che non abbiamo protettori politici alle spalle. Votando noi, cari amici, dall’attuale stato di crisi in cui versa Alife è possibile ripartire, rialzarsi, rinascere. Ecco è possibile la rinascita come il nostro germoglio del simbolo della Lista vuole significare.
Il voto non è mai qualcosa di personale. Non è e non può essere oggetto di scambio per una cortesia ricevuta.
Il mio è dunque un appello. E perdonatemi se parlo in prima persona. Mi conoscete tutti o quasi tutti. Non mi sono presentato a Voi con il mio curriculum professionale. Non l’ho fatto prima di tutto perché non ne sarei capace e poi perché, credo, che la qualità più bella che avevo da mostrarvi e da condividere con Voi era ed è quella di essere alifano! Di essere un uomo con queste origini, di essere un genitore come Voi che ama questa terra e che in questa terra vuole che crescano i suoi figli!
Il mio lavoro si svolge tra Milano, Modena e Bologna. Ma lavoro da qui, da Alife, grazie ad internet. E non ho mai preso in seria considerazione l’idea di abbandonare questa terra, nonostante questo mi sia costato – e mio costa – la rinuncia ad una migliore posizione sociale ed economica.
Molti di voi mi conoscono, come dicevo. Mi conoscono – e di questo sono molto contento – per il servizio che da anni svolgo a favore di questa nostra comunità; non in politica ma in altri ambiti. Con molti di voi ho condiviso momenti tristi e momenti di gioia, proprio a motivo di questo mio servizio. Una condivisione spontanea, naturale e sincera. Adesso abbiamo davanti a noi la possibilità di vivere insieme un sogno, che è il sogno di tutti gli alifani. Lo so, ne sono sicuro. Il sogno di tutti gli alifani è di avere un Alife diverso. Questo sogno lo possiamo realizzare con quella stessa condivisione spontanea, naturale e sincera. Lo possiamo realizzare votando Vivi Alife.
Ci conto davvero.
Grazie e buona sera
Carissimi amici, buona sera a tutti.
Vi abbraccio e vi ringrazio di cuore della vostra presenza.
Ormai ci siamo. Domani e dopodomani decideremo il futuro della nostra Città, il futuro nostro e dei nostri figli. L’appuntamento è importantissimo e non può essere trascurato. Ci viene data l’occasione per dare ad Alife una svolta seria. Ci viene offerta l’opportunità di cambiare ad Alife radicalmente l’amministrazione e il corso della storia tracciato negli ultimi anni. Noi della Lista Vivi Alife siamo per questo cambiamento; noi della Lista Vivi Alife siamo il cambiamento.
Ormai ci siamo. Eccoci all’ultimo comizio – al comizio di chiusura della campagna elettorale – che per noi significa il settimo incontro con Voi compaesani: 5 nelle piazze di Alife centro e 2 nelle bellissime frazioni di Totari e di San Michele. Abbiamo girato in tutte le piazze – tutte belle, anche se abbandonate e un po’ malandate per colpa di un’amministrazione “sordo-muta” – mancava solo questa stupenda piazza Vescovado.
Ci siamo incontrati, vi abbiamo detto tante cose – i nostri programmi, le nostre idee; abbiamo cercato di parlarvi in una forma diversa, con linguaggio diverso. Ci siamo presentati in una forma più amicale e confidenziale, secondo il nostro stile, secondo lo stile sincero e trasparente che caratterizza noi alifani. Oltre la discussione sul tema elettorale, abbiamo cercato di dare agli incontri un cliché diverso da ciò che la tradizione ci aveva abituati. Era nostra intenzione infatti vivere e far vivere la politica in un’ottica diversa, più umana, più a portata dei cittadini. Una politica più a misura “di uomo” insomma nel tentativo di abbattere o almeno di ridurre la barriera d’indifferenza che distacca il cittadino dall’azione politica delle “caste” del potere dei partiti.
L’esperienza della campagna elettorale è stata veramente interessante e formativa. Ed ha confermato, ahimè, l’opinione di un’Alife che versa in uno stato di declino socio-economico. E’ stata la ragione per cui abbiamo deciso la nascita di Vivi Alife; e adesso bisogna che tutti insieme votiamo questa Lista per dare il vero cambiamento di cui c’è tanto, ma veramente tanto bisogno.
Aggiungo di personale la contentezza, la gioia di essermi ritrovato in un gruppo compatto, convinto, tenace. Un vero gruppo. Senza “solisti” e senza “primedonne”. Tutti uniti, tutti d’accordo nell’avere un unico e solo interesse: ricercare il benessere della nostra collettiva. Un vero gruppo – il gruppo di Vivi Alife – desideroso e pronto a prendere in mano le redini della guida del nostro paese. A tutto il gruppo, a tutte le persone che ne fanno parte – e che non sono soltanto i 16 Candidati che mi accompagnano nell’avventura elettorale – va il mio sentito ringraziamento.
Adesso guardiamo avanti. Guardiamo al domani, un domani che potrebbe riservarci il compito di amministrare questo amato paese. Siamo pronti per questo incarico. Ve lo ripeto: siamo pronti. Dateci fiducia, ché il momento è quello buono!
Siamo pronti. La Lista Vivi Alife è pronta a governare il nostro Paese, a risolvere i tanti problemi che lo attanagliano da anni. Siamo la novità: le altre Liste – quella del Toro per Alife e quella di Leali per Alife – portano su di loro la grave responsabilità di avere praticamente abbandonato a se stesso questo tesoro di paese per 5 lunghi anni. Cinque anni durante i quali Alife è stata amministrata in ordine sparso da una maggioranza “sorda” e da una minoranza “muta”. Quella stessa maggioranza adesso si ripresenta con un restyling della formazione, ricordando più una restaurazione che una rigenerazione: non c’è alcun taglio con il passato tanto è vero che il Sindaco uscente è capolista del gruppo Toro per Alife. Stessa inaudita audacia l’ha dimostrata anche la minoranza uscente. Si ripresenta a chiedere la fiducia del voto dopo che per 5 anni ha taciuto o addirittura collaborato con la maggioranza nelle votazioni del Consiglio comunale. La Lista Leali per Alife – che proviene da un matrimonio combinato, non sincero, tra le Liste di Alife tua e dell’Aquilone di 5 anni fa – la Lista Leali per Alife, dicevo, si presenta a chiedervi il voto con dei candidati che per 5 anni non si sono né opposti e né proposti. In questi giorni hanno tappezzato il Paese con tanti “perché?” e tante “domande” sui problemi del paese. E’ incredibile, cari amici! Vengono a chiedere a noi cittadini “perché non c’è l’acqua” o “perché eccetera, eccetera”. E’ inaudito: sono domande che offendono. Offendono la nostra intelligenza, l’intelligenza degli alifani. Ma che messaggio vogliono far passare con quelle domande? Vogliono forse addossare sui cittadini la responsabilità delle cose e dei problemi che ci sono nel nostro paese? Ci domandate dov’è l’acqua? Ma siamo noi a chiedere a Voi che sedevate nel consiglio comunale – maggioranza e minoranza – perché mai l’acqua ci viene data a razione!!! Sono i cittadini a chiedervi: dove siete stati in questi 5 anni? Perché non avete fanno nulla? E’ Alife che chiede: dove siete stati voi della maggioranza e della minoranza?
A proposito di acqua, sposto l’obiettivo sulla bellissima frazione di Totari e, in particolare, sulle vie Olivetole e Pacifico. Nei giorni scorsi è apparso per le strade del Paese un manifesto a firma del Comitato Olpac – il comitato che è sorto proprio nelle vie Olivetole e Pacifico per rivendicare diritti elementari quali quello di una rete idrica e fognaria per le abitazioni; la messa in sicurezza delle strade e via dicendo. Il manifesto è una risposta scritta alla Lista Toro per Alife che nel comizio di Totari aveva chiamato in causa il Comitato Olpac sulla questione “politica” di tale comitato, a ragione del fatto che nella Lista Leali per Alife è candidato il presidente di questo Comitato.
La questione, chiaramente, non ci riguarda direttamente. Però noi di Vivi Alife abbiamo a cuore la verità e la trasparenza. E in quel manifesto c’è qualcosa che non corrisponde al vero e che ci riguarda da vicino. Ad un certo punto del manifesto si legge (sono le testuali parole): “Il nostro presidente, …, è stato accolto in qualità di candidato nell’unica lista che, sensibilmente, ci ha offerto uno dei 16 posti”. Questa affermazione, cari amici e mi rivolgo soprattutto a quelli che risiedono nelle vie Olivetole e Pacifico, questa affermazione non corrisponde a verità. Non è vero che soltanto la Lista Leali per Alife ha offerto al comitato Olpac di partecipare alla competizione elettorale. Tempo prima della presentazione delle Liste mi sono recato personalmente – accompagnato da un amico – dal presidente del comitato e l’ho invitato a prendere in considerazione la possibilità di unirsi a noi della Lista Vivi Alife. L’ho invitato a riflettere sul fatto che la responsabilità dei loro problemi è di tutta l’amministrazione comunale. Non solo della maggioranza, ma anche della minoranza. Con il presidente del comitato eravamo rimasti d’accordo di fare un incontro con tutti i residenti delle vie Olivetole e Pacifico per valutare la proposta di aggregarsi a noi di Vivi Alife. Siamo al giorno prima delle votazioni e sto ancora aspettando la telefonata di appuntamento per quell’incontro.
Cari amici di via Olivetole e Pacifico, purtroppo non ci è stata data quell’occasione per parlarvi guardandoci negli occhi. Lo abbiamo chiesto ma non ci è stato permesso. Ciò tuttavia, noi di Vivi Alife restiamo al vostro fianco e ci faremo sostenitori delle vostre esigenze. Lavoreremo insieme a Voi per risolvere i “vostri” problemi che sono i “nostri” problemi, che sono i problemi di “Alife”. Noi contiamo perciò sul vostro voto “libero” per non far ripetere ad Alife un’amministrazione fotocopia degli ultimi 5 anni, dove maggioranza e opposizione (opposizione che adesso è fortemente rappresentante della Lista Leali per Alife), sono state entrambe “sordomute” al grido delle vostre esigenze di cittadini alifani residenti in via Olivetole e Pacifico.
Proseguiamo il discorso. Devo confessarvi che ho un pallino nella testa: la scuola! Mi sta a cuore perché credo che la scuola sia l’immagine riflessa della nostra società. Una scuola trascurata vuol dire una società abbandonata. La scuola, inoltre, misura pure l’interesse che un’amministrazione comunale ha riguardo ai bambini, ai ragazzi e ai giovani: insomma l’interesse nei confronti delle future generazioni.
Quando una società smette di investire sulle giovani generazioni sta rinunciando al progresso, non guarda più al futuro. Così, credo, sia successo negli ultimi anni.
Le nostre scuole, i nostri edifici scolastici cari amici stanno letteralmente cadendo a pezzi! Non è retorica, credetemi. Alle nostre scuole mancano i servizi essenziali, primari, che una qualsiasi amministrazione comunale dovrebbe garantire.
L’oggettività di quanto sto dicendo sarà possibile constatarla domani e dopodomani direttamente dai cittadini che si recheranno a votare nella sezione n. 3 di Porta Fiume. Noteranno che il seggio non si trova più nella tradizionale aula dell’Asilo, ma in un’aula della scuola elementare che è adiacente all’Asilo. Questo non perché si sia deciso un semplice cambiamento di luogo, no. Ma perché l’Asilo è inagibile. Giovedì mattina era allagato, dopo le piogge di mercoledì.
I genitori che portano i figli in quell’asilo, come me, sanno che è un anno e più – ripetendo la storia degli anni passati – sanno che è un anno è più che stiamo lottando, protestando per far risolvere il problema dell’asilo e della sicurezza strutturale delle aule. Proteste svolte nella completa indifferenza della minoranza. E’ finito l’anno scolastico e il problema è ancora là, irrisolto. L’amministrazione uscente ha fatto orecchie da mercante! E adesso quelli della Lista Toro per Alife – che sono la continuazione della vecchia amministrazione – hanno il coraggio di ripresentarsi e di promettere che sistemeranno gli edifici scolastici! E perché dovremmo crederci adesso? Hanno avuto 10 anni e non hanno fatto nulla! Anzi hanno lasciato che la situazione peggiorasse! Perciò non sono più cre-di-bi-li!
Noi di Vivi Alife abbiamo a cuore la risoluzione dei tantissimi problemi che ci sono oggi: vogliamo garantire un servizio Mensa adeguato e soprattutto puntuale; vogliamo realizzare strutture per le attività extracurriculari. Su questo, accidenti, Alife sta indietro di parecchi anni! Prima di tutto sarà nostra cura risistemare gli edifici scolastici, le aule, provvedendo a un accurato controllo anche per quanto riguarda le norme antisismiche.
Parlavo di scuola e continuo a parlare di disagi scolastici, pur cambiando argomento e prendendo come oggetto di discussione il palazzetto dello sport.
Quella struttura, cari amici, è appena nata ed ha già bisogno di importanti misure di manutenzione. Ci piove, il campo è inagibile, i bagni sono inagibili. L’ultimo esempio è arrivato giovedì quando c’è stata una manifestazione sportiva degli alunni delle scuole elementari. Ebbene, i bambini ed i ragazzi sono stati costretti a fare i propri “bisognini” sul campo di gioco, all’aperto, perché i bagni erano inagibili. I genitori degli alunni si sono visti costretti ad andare a recuperare delle bottiglie di acqua per far bere i propri figli, perché in quel palazzetto dello sport manca pure l’acqua potabile.
Parliamo di sport e mi viene da farvi un’altra riflessione. Una riflessione sul 100° Giro di Italia che la settimana scorsa abbiamo visto attraversare per le strade del nostro Paese. Mi rivolgo soprattutto a voi giovani che navigate su internet. Fate un ricerca riguardo alle iniziative che sono state organizzate per questo evento negli altri Paesi, nei paesi dove l’assessorato per la cultura e per lo sport funziona veramente. Vi chiedo che cosa hanno fatto ad Alife? Un evento del genere – lo dice la parola stessa – capita ogni 100 anni! Era o no l’occasione per animare questo paese che riposa in un letargo sociale, culturale e sportivo?
Cari amici, cari genitori, non possiamo lasciare che Alife continui la sua storia ed il suo viaggio su questa strada. Alife ha bisogno e merita di essere amministrato in maniera diversa, da un gruppo di persone che abbia a cuore il futuro di Alife, le sorti dei nostri figli. La Lista Toro per Alife e la Lista Leali per Alife si presentano come la ripetizione di un’amministrazione fallimentare quale è stata quella degli ultimi anni. Il cambio di rotta, il cambio di gestione amministrativa può arrivare soltanto dalla vittoria della Lista Vivi Alife.
Noi di Vivi Alife abbiamo in programma di dare sostegno, coordinamento e organizzazione alle realtà sportive esistenti. Abbiamo in programma di rafforzare il legame fra sport e scuola. Abbiamo in programma di potenziare e valorizzare lo stadio comunale e, appunto, il palazzetto dello sport per la costruzione di un centro polisportivo comunale.
Andiamo avanti. Vogliamo parlare del distretto sanitario? La situazione è ben nota a tutti. Allontanarlo così dal centro abitato è stata la peggiore soluzione che un comune potesse lasciar fare nel trovare la sistemazione di un servizio essenziale per i cittadini più anziani e per quelli che hanno bisogno di cure. Ci rimettono pure i concittadini dei paesi vicini al nostro. Pensiamo ad esempio ai paesi serviti dalla linea ferroviaria: che convenienza hanno ora ad utilizzare questo mezzo di trasporto per recarsi al distretto sanitario? Una sola considerazione voglio fare. Una considerazione che va indietro nel tempo e coinvolge qualche vecchio amministratore oggi supporter della Lista Leali per Alife.
Che il fabbricato di viale Caduti sul lavoro versasse in cattive condizioni – un fabbricato, lo ricordo, costruito con il sudore dei tanti alifani immigrati in America che mandavano i loro risparmi per far costruire ad Alife un ospedale; ospedale che per volontà politica è stato poi eretto a Piedimonte Matese (la particolare attenzione che i “nostri politici” hanno per questo paese e non per Alife ce l’ha ricordata anche Rutelli l’altra sera, quando si è vantato dell’operato che ha dato tante scuole a Piedimonte Matese. Appunto: un operato che ha dato tanto a Piedimonte Matese, ma non ad Alife) – dicevo è noto da anni che il fabbricato dove c’era una volta l’Asl avesse bisogno di interventi di manutenzione straordinaria. Mi chiedo: perché invece di “abbellire” quel luogo con una nuova piazzetta – mentre ad Alife le altre piazze vengono utilizzate come parcheggi di auto – perché invece di spendere tanti soldi per costruire quella nuova piazzetta non si è pensato già allora di dare una sistemazione al fabbricato dell’Asl?
Cambiamo argomento. Parliamo del servizio di raccolta rifiuti. L’amministrazione uscente ne ha fatto un cavallo di battaglia. Fu già così 5 anni fa, ma continuano a evidenziarlo come punto di forza. Nel comizio di San Michele, il Sindaco uscente ha bacchettato un po’ tutti chiedendo a “tutti noi Candidati” dove eravamo quando lui è andato personalmente a Napoli “dove si è trovato schierato l’esercito, due Generali e il comandante” per contrastare il deposito di rifiuti e di eco balle ad Alife. Ci ha ricordato che per evitare quell’arrivo di rifiuti nelle nostre zone ha minacciato: “dovrete passare sul mio corpo!”. Ha fatto da eco l’attuale candidato sindaco della Lista Toro per Alife ricordando “che è un dovere amministrativo e morale quello di provvedere affinché non si corra mai più un rischio così grave di essere oggetto di un sito di rifiuti, di deposito di eco balle”.
Sono discorsi fuorvianti, cari amici! Quello che ho tra le mani è uno schema di Protocollo d’intesa che nel 2007 il Comune di Alife stava per sottoscrivere con una società svizzera – la R.R.T. Power (potete cercarla su internet) – per attivare un impianto di biomasse per la produzione di energia elettrica. Un protocollo con tanto di progettazione compiuta per la realizzazione di questo sito che non ha nulla di pericoloso, anzi. Ma di pericoloso, di veramente pericoloso c’era – e forse ancora c’è – la procedura che il Comune di Alife stava per sottoscrivere e che “spero” non sia stata sottoscritta. Era tutta una bufala! Qualcuno forse ricorderà la questione di Ceva, con le manifestazioni dei cittadini contro il rischio delle eco balle. Per farla in breve, con quel Protocollo il Comune si accollava gli oneri della messa a disposizione di un terreno, delle strutture e dei servizi necessari per la realizzazione dell’industria, ma dei profitti ne avrebbe beneficiato una società terza, una tale Energy srl. Quando ho saputo di questo accordo, mi sono rivolto al Sindaco e ad alcuni consiglieri di minoranza chiedendo chiarimenti. Sulla società in questione, la R.R.T. Power sono venuto a sapere – ma autonomamente – che è una società con sede in Svizzera e che praticamente è inesistente sul territorio nazionale. Ma sulla stipulazione o meno di quell’accordo, Sindaco, maggioranza e minoranza si sono chiusi in uno stretto riservo.
Cari amici, ne va del futuro delle nostre zone. Si stava firmando un accordo con una ditta fantasma. Alife ci avrebbe rimesso soldi per qualche milione di euro in cambio di aria fritta! Ma il più alto rischio che si è corso è stato quello di ritrovarci davvero immischiati in un giro e in un sistema di rifiuti tossici e di eco balle.
Nei loro comizi, Maggioranza e Opposizione dovevano parlarci di queste cose. Dovevano spiegarci i loro silenzi, “quel riservo stretto” che hanno avuto sulla questione dell’accordo con la Società Svizzera.
Per questo vi chiedo di riflettere sul vostro voto di domani e di domenica. Date un voto alle persone che possono garantirvi il futuro. Date il voto alle persone che vogliono amministrare con una compartecipazione piena, totale e trasparente con i cittadini.
Procediamo sempre sul tema della raccolta rifiuti. L’enigma che affrontiamo, stavolta, è “la bolletta della spazzatura”. Quando arriva, se ne parla dappertutto: nei bar, nelle piazze, nelle case. Tutti a lamentarci dell’alto costo, tutti a lamentarci che il servizio costa caro. Proviamo a capirci qualcosa in più. La logica vorrebbe – ma questo lo richiede anche la legge – che il servizio dei rifiuti venga pagato dai cittadini mediante l’imposizione di una tassa. Il criterio è molto semplice: se la raccolta rifiuti costa 100 il prezzo che ogni famiglia deve pagare è dato dal rapporto tra 100 e il numero dei nuclei familiari. Per esempio se le famiglie sono 10, allora ciascuna pagherà 10 per questo servizio, così che 10 per 10 faccia 100. Prendiamo i dati che il Comune ha ufficializzato per l’anno 2007. Il costo del servizio smaltimento rifiuti dichiarato dall’amministrazione uscente è stato di 422.269 euro (di questa somma è stato pagato nell’anno 398.815 euro). Questo costo dovrebbe adesso apparire anche nella voce “entrate” del Comune, perché come abbiamo detto il servizio viene pagato tutto dai cittadini. Ebbene, per il 2007 le entrate tributarie previste dal comune sono state per 400 mila euro (lascia perplessi una somma tonda, il che fa pensare che si tratti di una mera valutazione – come dire – fatta a naso!). Di questi 400 mila euro, sempre nel 2007, ne sono stati incassati appena 194.005 euro. Il resto – quasi la metà (173.729 euro) – deve essere ancora incassato!. E arriviamo finalmente alla tanto contestata bolletta. Sempre per il 2007 il Comune ha dichiarato che ad Alife erano presenti 2.512 nuclei familiari. Fatto un semplice calcolo, ogni famiglia avrebbe dovuto pagare per il 2007 circa 168 euro per il servizio rifiuti. E’ chiaro che il costo può variare anche in funzione della grandezza dell’abitazione o per altre fattori. Il mio invito a riflettere è questo: quanti di voi hanno pagato una bolletta inferiore? E quanti di voi hanno pagato una bolletta di importo superiore? Ma soprattutto: perché?
Noi di Vivi Alife vogliamo che la gestione comunale dei tributi torni in mano ai cittadini, in mano nostra! Vogliamo sapere come e cosa viene deciso sul Comune. E’ nostro diritto sapere come gli amministratori gestiscono nostri soldi!
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Durante i nostri comizi, abbiamo messo a disposizione dei cittadini due urne con dei bigliettini “Vorrei per Alife…” sui quali chiunque ha potuto esprimere una propria idea, un suo spunto di programma per la ripresa del nostro Paese. Vi dico che è stato un successo! Ne abbiamo ricevuti tanti, e tutti interessantissimi e validissimi. In un breve stacco con delle immagini ce li illustrerà Marianna.
Ringrazio di cuore tutti coloro che hanno proposto idee e suggerimenti. Li ho letti tutti e, come dicevo, sono tutti interessanti e validi. Posso dirvi già da ora che saranno tutti presi in considerazione. Non è una semplice promessa, ma un vero e proprio impegno perché tutte le vostre idee sono le nostre idee, sono le idee di Vivi Alife e le abbiamo scritte nel nostro programma. Grazie di nuovo e vi do la mia parola che non resterete delusi.
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Andiamo avanti. Vorrei parlarvi anche del Cimitero, della mancanza di un Teatro ad Alife, di un cinema, di un ritrovo per i nostri giovani, del nostro centro storico che è rimasto solo storico – forse meglio dire: vecchio – e non ha più un centro….
Vorrei parlarvi di tanto ancora, ma devo avviarmi alla conclusione.
Un attenzione particolare è per le frazioni di Totari e San Michele. Come vi abbiamo detto nei nostri comizi sul territorio, avremo una particolare cura per le frazioni che per noi sono parte integrante di Alife: sono A-l-i-f-e-!
Quando incontravo le persone per proporre la loro candidatura nella Lista Vivi Alife, parlando dei problemi delle nostre zone mi è stata rappresentata Alife con un’immagine simbolica e secondo me molto bella ed efficace. Mi hanno raffigurato Alife come una bella donna, vestita bene, ma con capelli disordinati e scarpe rotte. I capelli disordinati rappresentano San Michele, mentre le scarpe rotte Totari. A quest’immagine ho aggiunto che oggi, però, questa bella donna che era una volta Alife si ritrova anche con il vestito rotto e rattoppato in parecchie parti: il centro storico, per esempio. L’impegno di Vivi Alife è allora quello di ridare un vestito tutto nuovo e delle scarpe tutte nuove ad Alife e a Totari, nonché una bellissima pettinatura alla zona alta di Alife, a San Michele.
Un’attenzione particolare è al mondo produttivo, alle imprese di Alife. L’attenzione di Vivi Alife è massima, perché dal mondo delle imprese (commercio, artigianato, servizi, industria e via dicendo), perché dal mondo delle imprese dipende parecchio del benessere e dello sviluppo del nostro territorio. Il nostro motto, il motto di Vivi Alife è “smettiamola di regalare valige ai nostri figli!”. Per evitare questo uno dei nostri obiettivi è quello di dare alla Città validi presupposti per lo sviluppo reale e concreto del territorio. Smettiamola di regalare valigie ai nostri figli! – lo ripeto! Perché chi vuole oggi realizzarsi nello studio, nel lavoro, nella società è costretto ad abbandonare le nostre terre e gli affetti più cari? Stiamo nel 2009 ma sembra la storia del ’49, del dopoguerra, quando molti dei nostri parenti hanno dovuto emigrare in terre sconosciute per garantirsi la sopravvivenza. Il nostro è un paese oggi che non ha più né ispirazioni né vocazioni. Me lo vado chiedendo da tempo: ma Alife è un paese agricolo? È un paese commerciale? È un paese industriale? È un paese turistico? Che vocazione ha il nostro paese? Quale programmazione è stata fatta negli ultimi anni per il futuro dei nostri figli? La nostra zona industriale è stata abbandonata e dimenticata. Come è stato dimenticato il settore agricolo, che proprio in questi giorni sta vivendo un periodo di dura sofferenza per il prezzo del latte, e non solo! La nostra attenzione sarà altissima per i vostri problemi, che sono i nostri problemi, che sono i problemi di Alife perché noi non rinneghiamo le nostre origini! Una volta che avremo vinto le elezioni, ci metteremo al vostro fianco – al fianco degli agricoltori e degli allevatori – per far sentire la nostra voce, una voce istituzionale che finora è mancata ed è stata assente, a favore della rivendicazione del diritto ad una vita dignitosa qual è quella così dura e sacrificata di chi lavora la terra!
La nostra attenzione è massima anche per il settore commerciale ad Alife. Sono anni che i negozi continuano ad abbassare per sempre le serrande. Cosa hanno fatto in questi anni per evitare questo dramma?
Adesso chiudo veramente.
Spero di essere riuscito, in tutti questi comizi, a comunicarvi il mio e nostro umile e sincero proposito di voler migliorare il nostro Paese che vive un vero e proprio stato di emergenza. Uno stato di emergenza sociale, culturale ed economico.
Il voto di domani e di domenica, cari amici, ci mette di fronte ad un bivio: continuare a lasciare Alife nella completa paralisi alla quale abbiamo assistito negli ultimi 5 anni oppure dare ad Alife una prospettiva nuova, una prospettiva di sviluppo e di ripresa. Votare la Lista Toro per Alife o la Lista Leali per Alife significa ridare ad Alife gli stessi amministratori che ci hanno governato gli ultimi cinque anni. Il voto dato ad una di queste due Liste avrà lo stesso risultato: abbandonare Alife nella completa paralisi sociale, culturale ed economica. Il voto dato ad una di queste due Liste avrà il risultato di rimandare nel Consiglio comunale quella maggioranza sorda e quella minoranza muta che per cinque anni si sono tappate le orecchie e hanno tenuto chiusa la bocca per non ascoltare e per non gridare le esigenze, i problemi di noi cittadini.
Loro sono una cosa sola: sono l’amministrazione degli ultimi anni! Non a caso, nel suo primo comizio del Toro per Alife, il Sindaco uscente ha ringraziato la minoranza per la fattiva collaborazione degli ultimi anni. Ci credo: non hanno né fatto proposte e né si sono opposti ad alcun provvedimento.
Sono una cosa sola: leggete i candidati della Lista il Toro: molti volti noti che cinque anni fa si trovavano arruolati dall’altra parte, nella compagine che oggi si presenta come Leali per Alife. Perché questa emigrazione? Perché cinque anni fa contestavano l’amministrazione Vitelli ed ora si sono candidati con il sindaco uscente capolista?
Sono una cosa sola. Entrambi gli schieramenti rispondono agli ordini di un politico superiore. Non ve lo dico io, ma l’hanno dimostrato loro portandoci nei comizi il Senatore di turno: Sarro per il Toro e Rutelli per Leali. Hanno dei registi alle spalle e non sono liberi di decidere il nostro futuro. Sono una cosa sola: sono compagini che hanno promesso obbedienza agli ordini delle scuderie di partito. Noi di Vivi Alife non abbiamo casacche addosso. Noi possiamo decidere liberamente insieme a voi ciò che è bene per il Paese e ciò che non è bene. Noi di Vivi Alife non dovremo mai sacrificare i nostri impegni per onorare cambiali firmate con i partiti o con i politici di rango superiore.
La Lista Toro per Alife e la Lista Leali per Alife, cari amici, sono la stessa cosa. Entrambe hanno all’interno forte contraddizioni che prima o poi esploderanno a danno di noi cittadini. Il Toro per Alife ha una squadra di candidati che cinque anni fa si contrapponevano, erano uno contro l’altro! La Lista Leali per Alife altrettanto. Due gruppi che cinque anni fa si sono contrastati e lottati. Anche duramente. Questo non è rinnovamento: è solo trasformismo.
Perciò – vi prego, vi supplico – prendete l’altra strada del bivio elettorale. Votate noi di Vivi Alife che siamo liberi, che non abbiamo partiti alle spalle, che non abbiamo protettori politici alle spalle. Votando noi, cari amici, dall’attuale stato di crisi in cui versa Alife è possibile ripartire, rialzarsi, rinascere. Ecco è possibile la rinascita come il nostro germoglio del simbolo della Lista vuole significare.
Il voto non è mai qualcosa di personale. Non è e non può essere oggetto di scambio per una cortesia ricevuta.
Il mio è dunque un appello. E perdonatemi se parlo in prima persona. Mi conoscete tutti o quasi tutti. Non mi sono presentato a Voi con il mio curriculum professionale. Non l’ho fatto prima di tutto perché non ne sarei capace e poi perché, credo, che la qualità più bella che avevo da mostrarvi e da condividere con Voi era ed è quella di essere alifano! Di essere un uomo con queste origini, di essere un genitore come Voi che ama questa terra e che in questa terra vuole che crescano i suoi figli!
Il mio lavoro si svolge tra Milano, Modena e Bologna. Ma lavoro da qui, da Alife, grazie ad internet. E non ho mai preso in seria considerazione l’idea di abbandonare questa terra, nonostante questo mi sia costato – e mio costa – la rinuncia ad una migliore posizione sociale ed economica.
Molti di voi mi conoscono, come dicevo. Mi conoscono – e di questo sono molto contento – per il servizio che da anni svolgo a favore di questa nostra comunità; non in politica ma in altri ambiti. Con molti di voi ho condiviso momenti tristi e momenti di gioia, proprio a motivo di questo mio servizio. Una condivisione spontanea, naturale e sincera. Adesso abbiamo davanti a noi la possibilità di vivere insieme un sogno, che è il sogno di tutti gli alifani. Lo so, ne sono sicuro. Il sogno di tutti gli alifani è di avere un Alife diverso. Questo sogno lo possiamo realizzare con quella stessa condivisione spontanea, naturale e sincera. Lo possiamo realizzare votando Vivi Alife.
Ci conto davvero.
Grazie e buona sera
martedì 2 giugno 2009
Comizio "Serata giovane"
(piazza XIX ottobre - 2 giugno 2009)
Carissimi amici, buona sera a tutti.
Vi abbraccio e vi ringrazio di cuore della vostra presenza.
E’ una “serata giovane”, questa che vogliamo vivere stasera. Giovane come è giovane la nostra Lista, la lista di Vivi Alife: la più giovane, in media, tra tutte le Liste che sono in competizione elettorale per il voto amministrativo di sabato e domenica prossimi.
Ma la “giovinezza” del nostro gruppo non sta solo nell’età media dei candidati; la vera giovinezza – quella che dà vivacità, vitalità e freschezza alle nostre idee – sta nello spirito che anima il gruppo e che diffonde speranza di un futuro migliore per il nostro Paese. La giovinezza sta soprattutto nel programma che vogliamo attuare nei prossimi cinque anni di amministrazione.
La Lista Vivi Alife, stanca della politica e del modo di amministrare questo paese, vuole rompere con il passato e dare una nuova identità ad Alife – anzi la vuole creare un’identità, perché finora è mancata!
Il nostro programma si rivolge soprattutto alle giovani generazioni invitandole ad unirsi per operare una vera e propria rivoluzione culturale, che assicuri alla nostra società un’autentica prospettiva di futuro.
Noi Candidati della Lista Vivi Alife, come vi dicevo, siamo soprattutto giovani. In quanto tali, crediamo di conoscere quali sono i tormenti interiori che vivono oggi i giovani. Pensiamo di sapere quanto alto sia il desiderio, l’aspirazione dei giovani a costruire qualcosa di duraturo e di profondo nella propria vita. Crediamo di conoscere pure le enormi difficoltà che un giovane di Alife può trovare nel ribellarsi a un modo omologato di vedere le cose. Conosciamo quali sono i problemi e le ingiustizie che assillano la nostra società.
Da queste conoscenze, da queste esperienze che alcuni di noi hanno già vissuto e altri le stanno ancora vivendo, è nato il progetto di Vivi Alife. Un progetto che vuole essere una strada per costruire una società ed un’Alife diversa.
Non ci sono formule magiche per questo cambiamento. Per costruire una società diversa, ad Alife come altrove, per costruire una società più giusta ed equa occorre che ciascuno cominci a far bene ciò che deve fare. Come? Instaurando un ordine delle cose, dei principi e delle funzioni.
I giovani chiedono prima di tutto valori, punti di riferimento. Ma ad Alife, oggi, dove si possono ammirare ed apprendere questi valori? All’infuori delle famiglie, la nostra società offre un modello di insegnamento vero, autentico di come essere “uomini”? In questo la politica deve “servire” l’uomo; ed è ciò che Vivi Alife promuove per Alife. Vuole promuovere, cioè, una politica al servizio dei cittadini, dei giovani per farli diventare uomini. Uomini liberi! E una politica fa uomini liberi se abiura, se condanna il potere quale strumento per addomesticare le personalità dei cittadini, per addormentare le menti giovanili.
Questi, dunque, i motivi, le ragioni per cui noi di Vivi Alife abbiamo preferito un gruppo tutto nuovo, senza indossare casacche di partito.
L’impegno di Vivi alife è quello di rinnovare la gestione amministrativa del Comune. Lo abbiamo scritto sui nostri volantini e manifesti: vogliamo la “rinascita” di Alife. Il programma è ricco di idee, tutte concretamente realizzabili e senza “promesse” di impossibile attuazione. Idee che mirano a tre obiettivi fondamentali:
1) un’amministrazione compartecipata;
2) una maggiore e migliore vivibilità della Città;
3) lo sviluppo del territorio.
1) Amministrazione compartecipata
Amministrazione compartecipata significa gestire il Comune alla luce del sole, nella massima trasparenza e con il coinvolgimento dei cittadini. A partire dai giovani, gli alifani devono sapere giorno per giorno tutto quanto succede sul Comune; devono essere messi al corrente di ogni singolo euro che viene speso. Non c’è nulla di straordinario in questo, eppure è qualcosa che ci è stato negato dalle precedenti amministrazioni. Dalla Maggioranza e dall’Opposizione. Noi di Vivi Alife istituiremo subito un “Notiziario dal Comune” per fare arrivare a tutti gli atti deliberativi del Comune. Per far rinascere l’interesse sui problemi sociali, istituiremo il “Consiglio Comunale” dei ragazzi e il “Forum dei Giovani”.
2) Maggiore e migliore vivibilità della Città
Il nostro secondo obiettivo è quello di dare ad Alife una maggiore e soprattutto una migliore vivibilità. Una “città vivibile”, secondo noi di Vivi Alife, è un luogo dove ci si deve sentire come “a casa propria”. Per noi di Vivi Alife vivibilità significa rendere il Paese attraente, interessante, coinvolgente. Non è questo Alife, oggi, nel 2009!
3) Sviluppo del territorio
Il nostro terzo obiettivo è dare ad Alife presupposti per lo sviluppo del territorio. Il nostro motto è “smettiamola di regalare valigie ai nostri figli!” Chi vuole realizzarsi nello studio, nel lavoro, nella società è costretto ad abbandonare le nostre terre e gli affetti più cari. Questo non deve più succedere. Il nostro è diventato un paese che non ha più né ispirazioni né vocazioni. Quale programmazione è stata fatta negli ultimi anni per il futuro dei giovani? Mentre nei paesi limitrofi – pensate ad Isernia o al beneventano – c’è stato l’insediamento di numerose fabbriche che hanno portato posti di lavoro e, dunque, benessere alla cittadinanza, la nostra zona industriale è stata abbandonata e dimenticata. Il nostro Comune non ha sottoscritto un solo accordo per favorire l’insediamento di aziende provenienti da altre zone più sviluppate. Gli enti locali possono – anzi è loro dovere soprattutto in questo tempo di crisi – favorire lo sviluppo produttivo, anche sottoscrivendo patti con aziende in cambio di posti di lavoro. Articolo 4 della Costituzione: la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Noi di Vivi Alife lo abbiamo scritto nel programma: lavoreremo per intraprendere trattative con imprenditori esterni e con le nostre aziende, per favorire il loro insediamento produttivo nell’area di sviluppo industriale con la previsione di agevolazioni fiscali; in cambio chiederemo l’impegno ad assumere manodopera locale. Assunzioni libere, soprattutto dal voto elettorale.
Per i giovani
Molte idee del nostro programma riguardano da vicino i giovani. Alcune le abbiamo ascoltate dai precedenti interventi. Oltre queste abbiamo in programma di istituire una “Banca del lavoro” che favorisca l’integrazione dei giovani nel mondo del lavoro. E’ un punto, questo, al quale ci tengo veramente molto perché è parte della mia vita. Cari giovani, fuori da questa cinta muraria c’è un altro mondo. Un mare di opportunità e di occasioni nel quale tuffarsi, immergersi e riemergere per un bagno di emozione di una concreta realizzazione personale. Mi chiedo: perché questo mondo deve restare qualcosa che non ci appartiene? Perché in questi anni nulla è stato fatto affinché quel mare di opportunità bagnasse anche i lidi del nostro territorio? Io credo che sia colpa di quel potere partitico-politico – al quale accennavo in precedenza – e che adesso dalle altre Liste ancora ci viene riproposto come soluzione amministrativa per il nostro territorio: il Toro per Alife con il Senatore Sarro e Leali per Alife con il senatore Rutelli. La storia è andata avanti, cari amici! Il mondo socio-economico è cambiato! La sfrenata corsa all’impiego statale che c’è stata nelle nostre zone negli ultimi 50 anni ha radicalmente trasformato l’economia dei nostri territori. Ma senza apportare miglioramenti. Anzi, danneggiandola quasi irreparabilmente. E’ per questo che da anni i nostri paesi non producono più idee innovative, di sviluppo. Un esempio per tutti. Conoscete tutti, immagino, l’Ufficio di collocamento. Ebbene dal 2003 c’è stata l’apertura ai privati di queste attività di collocamento e che fino ad allora erano esclusivamente di competenza statale, pubblica. Le attività di collocamento privato sono affidate alle “Agenzie per il lavoro”, società che tra l’altro devono organizzare sul territorio anche percorsi di formazione e di ricollocazione lavorativa che è dovere degli enti locali (comuni, province e regioni) promuovere a favore dei giovani disoccupati. Sono passati 6 anni e ancora nessuna Agenzia per il lavoro privata è nata nelle nostre zone (la più vicina, credo, sia a Caserta). Mi chiedo: perché Maggioranza e Opposizione negli ultimi cinque anni non hanno prodotto una sola idea per favorire queste forme alternative di prima occupazione?
Mi avvio alla conclusione. Rispondo a un’ultima domanda: perché i giovani di Alife dovrebbero votare la Lista Vivi Alife? La risposta che vi propongo è: perché Alife ha bisogno di un rinnovamento della gestione amministrativa. E questo rinnovamento può arrivare solo dalla vittoria della Lista Vivi Alife.
Il nostro modo di fare politica locale va oltre la logica dell’appartenenza (familiare o di partito) e punta ai bisogni di “tutti”, non a quelli dei “singoli”. Il nostro modo di fare politica non risponde agli ordini di nessuna scuderia di partito. A noi interessa soltanto dare ad Alife una “buona amministrazione” per servire la Città, intesa come “comunità di persone”. Noi mettiamo la “persona”, il cittadino, i giovani, al centro della vita e dell’interesse dell’amministrazione. Non vi promettiamo miracoli, né posti di lavoro: ma vi do la mia parola che questo sarà la naturale conseguenza di un’amministrazione ordinaria fatta straordinariamente bene.
Non abbiamo casacche noi, ma soltanto il sacrosanto impegno di lavorare solo ed esclusivamente per il bene di tutti, per il bene di Alife. Guardate i nostri manifesti: ci abbiamo messo tutti la nostra “faccia”. Lo abbiamo fatto insieme, senza paura, perché non abbiamo nulla da nascondervi.
E’ un mio sogno… è il sogno di Vivi Alife. Per realizzarlo adesso c’è bisogno del vostro aiuto, della fiducia di Voi elettori. Dateci il voto, un voto compatto. Un voto senza spartizione tra amici, parenti e conoscenti. Questo ve lo supplico.
Grazie e buonasera a tutti.
Carissimi amici, buona sera a tutti.
Vi abbraccio e vi ringrazio di cuore della vostra presenza.
E’ una “serata giovane”, questa che vogliamo vivere stasera. Giovane come è giovane la nostra Lista, la lista di Vivi Alife: la più giovane, in media, tra tutte le Liste che sono in competizione elettorale per il voto amministrativo di sabato e domenica prossimi.
Ma la “giovinezza” del nostro gruppo non sta solo nell’età media dei candidati; la vera giovinezza – quella che dà vivacità, vitalità e freschezza alle nostre idee – sta nello spirito che anima il gruppo e che diffonde speranza di un futuro migliore per il nostro Paese. La giovinezza sta soprattutto nel programma che vogliamo attuare nei prossimi cinque anni di amministrazione.
La Lista Vivi Alife, stanca della politica e del modo di amministrare questo paese, vuole rompere con il passato e dare una nuova identità ad Alife – anzi la vuole creare un’identità, perché finora è mancata!
Il nostro programma si rivolge soprattutto alle giovani generazioni invitandole ad unirsi per operare una vera e propria rivoluzione culturale, che assicuri alla nostra società un’autentica prospettiva di futuro.
Noi Candidati della Lista Vivi Alife, come vi dicevo, siamo soprattutto giovani. In quanto tali, crediamo di conoscere quali sono i tormenti interiori che vivono oggi i giovani. Pensiamo di sapere quanto alto sia il desiderio, l’aspirazione dei giovani a costruire qualcosa di duraturo e di profondo nella propria vita. Crediamo di conoscere pure le enormi difficoltà che un giovane di Alife può trovare nel ribellarsi a un modo omologato di vedere le cose. Conosciamo quali sono i problemi e le ingiustizie che assillano la nostra società.
Da queste conoscenze, da queste esperienze che alcuni di noi hanno già vissuto e altri le stanno ancora vivendo, è nato il progetto di Vivi Alife. Un progetto che vuole essere una strada per costruire una società ed un’Alife diversa.
Non ci sono formule magiche per questo cambiamento. Per costruire una società diversa, ad Alife come altrove, per costruire una società più giusta ed equa occorre che ciascuno cominci a far bene ciò che deve fare. Come? Instaurando un ordine delle cose, dei principi e delle funzioni.
I giovani chiedono prima di tutto valori, punti di riferimento. Ma ad Alife, oggi, dove si possono ammirare ed apprendere questi valori? All’infuori delle famiglie, la nostra società offre un modello di insegnamento vero, autentico di come essere “uomini”? In questo la politica deve “servire” l’uomo; ed è ciò che Vivi Alife promuove per Alife. Vuole promuovere, cioè, una politica al servizio dei cittadini, dei giovani per farli diventare uomini. Uomini liberi! E una politica fa uomini liberi se abiura, se condanna il potere quale strumento per addomesticare le personalità dei cittadini, per addormentare le menti giovanili.
Questi, dunque, i motivi, le ragioni per cui noi di Vivi Alife abbiamo preferito un gruppo tutto nuovo, senza indossare casacche di partito.
L’impegno di Vivi alife è quello di rinnovare la gestione amministrativa del Comune. Lo abbiamo scritto sui nostri volantini e manifesti: vogliamo la “rinascita” di Alife. Il programma è ricco di idee, tutte concretamente realizzabili e senza “promesse” di impossibile attuazione. Idee che mirano a tre obiettivi fondamentali:
1) un’amministrazione compartecipata;
2) una maggiore e migliore vivibilità della Città;
3) lo sviluppo del territorio.
1) Amministrazione compartecipata
Amministrazione compartecipata significa gestire il Comune alla luce del sole, nella massima trasparenza e con il coinvolgimento dei cittadini. A partire dai giovani, gli alifani devono sapere giorno per giorno tutto quanto succede sul Comune; devono essere messi al corrente di ogni singolo euro che viene speso. Non c’è nulla di straordinario in questo, eppure è qualcosa che ci è stato negato dalle precedenti amministrazioni. Dalla Maggioranza e dall’Opposizione. Noi di Vivi Alife istituiremo subito un “Notiziario dal Comune” per fare arrivare a tutti gli atti deliberativi del Comune. Per far rinascere l’interesse sui problemi sociali, istituiremo il “Consiglio Comunale” dei ragazzi e il “Forum dei Giovani”.
2) Maggiore e migliore vivibilità della Città
Il nostro secondo obiettivo è quello di dare ad Alife una maggiore e soprattutto una migliore vivibilità. Una “città vivibile”, secondo noi di Vivi Alife, è un luogo dove ci si deve sentire come “a casa propria”. Per noi di Vivi Alife vivibilità significa rendere il Paese attraente, interessante, coinvolgente. Non è questo Alife, oggi, nel 2009!
3) Sviluppo del territorio
Il nostro terzo obiettivo è dare ad Alife presupposti per lo sviluppo del territorio. Il nostro motto è “smettiamola di regalare valigie ai nostri figli!” Chi vuole realizzarsi nello studio, nel lavoro, nella società è costretto ad abbandonare le nostre terre e gli affetti più cari. Questo non deve più succedere. Il nostro è diventato un paese che non ha più né ispirazioni né vocazioni. Quale programmazione è stata fatta negli ultimi anni per il futuro dei giovani? Mentre nei paesi limitrofi – pensate ad Isernia o al beneventano – c’è stato l’insediamento di numerose fabbriche che hanno portato posti di lavoro e, dunque, benessere alla cittadinanza, la nostra zona industriale è stata abbandonata e dimenticata. Il nostro Comune non ha sottoscritto un solo accordo per favorire l’insediamento di aziende provenienti da altre zone più sviluppate. Gli enti locali possono – anzi è loro dovere soprattutto in questo tempo di crisi – favorire lo sviluppo produttivo, anche sottoscrivendo patti con aziende in cambio di posti di lavoro. Articolo 4 della Costituzione: la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Noi di Vivi Alife lo abbiamo scritto nel programma: lavoreremo per intraprendere trattative con imprenditori esterni e con le nostre aziende, per favorire il loro insediamento produttivo nell’area di sviluppo industriale con la previsione di agevolazioni fiscali; in cambio chiederemo l’impegno ad assumere manodopera locale. Assunzioni libere, soprattutto dal voto elettorale.
Per i giovani
Molte idee del nostro programma riguardano da vicino i giovani. Alcune le abbiamo ascoltate dai precedenti interventi. Oltre queste abbiamo in programma di istituire una “Banca del lavoro” che favorisca l’integrazione dei giovani nel mondo del lavoro. E’ un punto, questo, al quale ci tengo veramente molto perché è parte della mia vita. Cari giovani, fuori da questa cinta muraria c’è un altro mondo. Un mare di opportunità e di occasioni nel quale tuffarsi, immergersi e riemergere per un bagno di emozione di una concreta realizzazione personale. Mi chiedo: perché questo mondo deve restare qualcosa che non ci appartiene? Perché in questi anni nulla è stato fatto affinché quel mare di opportunità bagnasse anche i lidi del nostro territorio? Io credo che sia colpa di quel potere partitico-politico – al quale accennavo in precedenza – e che adesso dalle altre Liste ancora ci viene riproposto come soluzione amministrativa per il nostro territorio: il Toro per Alife con il Senatore Sarro e Leali per Alife con il senatore Rutelli. La storia è andata avanti, cari amici! Il mondo socio-economico è cambiato! La sfrenata corsa all’impiego statale che c’è stata nelle nostre zone negli ultimi 50 anni ha radicalmente trasformato l’economia dei nostri territori. Ma senza apportare miglioramenti. Anzi, danneggiandola quasi irreparabilmente. E’ per questo che da anni i nostri paesi non producono più idee innovative, di sviluppo. Un esempio per tutti. Conoscete tutti, immagino, l’Ufficio di collocamento. Ebbene dal 2003 c’è stata l’apertura ai privati di queste attività di collocamento e che fino ad allora erano esclusivamente di competenza statale, pubblica. Le attività di collocamento privato sono affidate alle “Agenzie per il lavoro”, società che tra l’altro devono organizzare sul territorio anche percorsi di formazione e di ricollocazione lavorativa che è dovere degli enti locali (comuni, province e regioni) promuovere a favore dei giovani disoccupati. Sono passati 6 anni e ancora nessuna Agenzia per il lavoro privata è nata nelle nostre zone (la più vicina, credo, sia a Caserta). Mi chiedo: perché Maggioranza e Opposizione negli ultimi cinque anni non hanno prodotto una sola idea per favorire queste forme alternative di prima occupazione?
Mi avvio alla conclusione. Rispondo a un’ultima domanda: perché i giovani di Alife dovrebbero votare la Lista Vivi Alife? La risposta che vi propongo è: perché Alife ha bisogno di un rinnovamento della gestione amministrativa. E questo rinnovamento può arrivare solo dalla vittoria della Lista Vivi Alife.
Il nostro modo di fare politica locale va oltre la logica dell’appartenenza (familiare o di partito) e punta ai bisogni di “tutti”, non a quelli dei “singoli”. Il nostro modo di fare politica non risponde agli ordini di nessuna scuderia di partito. A noi interessa soltanto dare ad Alife una “buona amministrazione” per servire la Città, intesa come “comunità di persone”. Noi mettiamo la “persona”, il cittadino, i giovani, al centro della vita e dell’interesse dell’amministrazione. Non vi promettiamo miracoli, né posti di lavoro: ma vi do la mia parola che questo sarà la naturale conseguenza di un’amministrazione ordinaria fatta straordinariamente bene.
Non abbiamo casacche noi, ma soltanto il sacrosanto impegno di lavorare solo ed esclusivamente per il bene di tutti, per il bene di Alife. Guardate i nostri manifesti: ci abbiamo messo tutti la nostra “faccia”. Lo abbiamo fatto insieme, senza paura, perché non abbiamo nulla da nascondervi.
E’ un mio sogno… è il sogno di Vivi Alife. Per realizzarlo adesso c’è bisogno del vostro aiuto, della fiducia di Voi elettori. Dateci il voto, un voto compatto. Un voto senza spartizione tra amici, parenti e conoscenti. Questo ve lo supplico.
Grazie e buonasera a tutti.
sabato 30 maggio 2009
Comizio "Le donne scendono in campo"
(piazza S. Caterina - 30 maggio 2009)
Carissimi amici, buona sera a tutti.
Vi abbraccio e vi ringrazio di cuore della vostra presenza.
E’ un momento speciale, questo che vivremo stasera! Un comizio speciale al quale abbiamo voluto dare anche un titolo speciale: «Le donne scendono in campo»!
La Lista n. 1 Vivi Alife che capeggio da candidato a Sindaco ha ben sette quote rosa! Sette donne che hanno smesso i panni delle mamme e che, con la stessa premura di madri, hanno indossato l’abito dell’impegno amministrativo. Non lo fanno per loro stesse; non lo fanno come si trattasse di un impiego professionale o di lavoro. No! Lo fanno esclusivamente per i loro figli e per i nostri figli, che sono il futuro di Alife!
Non sto a dirvi cosa possa significare l’impegno della donna in politica, in particolare qui ad Alife, perché a breve cederò la parola alle dirette interessate per quello che sarà un accorato appello al “mondo rosa” cittadino per portare Vivi Alife alla vittoria elettorale del 6-7 giugno prossimi.
Da parte mia, dico soltanto di sentirmi sinceramente molto, ma molto onorato della fiducia di queste sette mamme – e anche della fiducia delle rispettive famiglie: mariti, figli, genitori. Mi sento molto onorato della fiducia che queste sette donne hanno riposto su di me, sulla mia persona di candidato Sindaco per tentare di dare una svolta al Paese. Di questo le ringrazio tutte di cuore. Come ringrazio di cuore tutte le loro famiglie che con vero spirito “domestico”, “familiare” le stanno sostenendo, e stanno sostenendo tutto il gruppo di Vivi Alife in questa proposta elettorale per il miglioramento della vivibilità del nostro amato Paese.
La loro presenza è prima di tutto segno di bellezza! E’ proprio il caso di dirlo: tingono di rosa il futuro della nostra Città, il futuro amministrativo di Alife!
La loro nutrita presenza, poi, è garanzia sulla realizzazione del nostro programma amministrativo. Sappiamo bene quanto sia difficile far cambiare idea ad una donna; figuriamoci a sette! Allora, se è vero – come è vero – che le candidate di Vivi Alife si sono date il traguardo di vincere le elezioni e di migliorare questo Paese, amici miei, prepariamoci a vivere finalmente un avvenire diverso per Alife!
Ma, soprattutto, la presenza di sette donne è segno di cambiamento! Di vero e reale cambiamento, di quel rinnovamento che gli alifani stanno chiedendo a voce alta da anni! Di quel cambiamento che solo può assicurare un futuro diverso ai nostri figli.
Una lista con sette quote rosa è la prima volta che succede ad Alife! Negli anni scorsi, addirittura, la difficoltà di arruolare il ‘gentil sesso’ nelle Liste ha determinato la fine anticipata di un’amministrazione comunale, per un puro scherzetto normativo. Era il 1993 e molti lo ricorderanno. Vi prego di riflettere: se oggi ben sette donne, tutte assieme, hanno deciso di candidarsi nella lista Vivi Alife ci deve essere una ragione, un valido motivo! Ce lo diranno loro… Ma, secondo me, con quel sesto senso che solo una madre sviluppa dal vivere la maternità, io credo che la ragione stia nell’aver intravisto in questa Lista, in questo gruppo, nel progetto di Vivi Alife la vera forza per la rinascita della nostra collettività!
1) Melillo Annunziata – 2) Meola Maria – 3) Angelillo Alessandra
4) Nisio Daniela – 5) Rao Giuseppina – 6) Vetere Marisa – 7) Pece Daniela
Andiamo avanti. Adesso tocca a me. Tocca a me parlare delle nostre idee, dei temi del programma che vorremmo realizzare nei prossimi 5 anni di amministrazione.
Prima di tutto, ringrazio il Senatore Sarro che, in maniera molto stringata, nei giorni scorsi ha preso in considerazione la domanda che gli ho rivolto durante il comizio di piazza Termini. Sì ho detto bene: ha “preso in considerazione” la mia domanda. Ma non ancora mi ha risposto.
Eppure la domanda era molto semplice, e per essa ho chiesto una risposta altrettanto poco elaborata: è sufficiente un “sì” o un “no”. Nulla di più.
Su un quotidiano locale ho potuto leggere la replica del Senatore in attesa – dice il giornale – in attesa di un intervento più ampio. Leggo le testuali parole: «una cosa è l’attività istituzionale a favore di tutto il territorio, a prescindere dall’orientamento delle singole amministrazioni, altra cosa è l’essere dirigente di una formazione politica quale il popolo delle libertà». Su questo non ci piove. L’ho ripetuto più volte anch’io sabato scorso: una cosa è l’attività istituzionale, altra è l’orientamento partitico. Va bene. Ma resto in attesa della risposta. E spero arrivi entro la prossima settimana. Oltre, cioè dopo il voto elettorale, servirebbe meno.
Cambiamo argomento. Parliamo di acqua. Quella potabile, da bere, amici miei, siamo costretti a comprarla al supermercato. Quella igienica, per lavarci e per gli altri usi domestici, invece ci viene erogata a razione. Quante volte ci è capitato di trovarci insaponati e vedere solo goccioline uscire dal flessibile della doccia? Così, ci siamo fatti un orario su uso e consumo dell’acqua: per la doccia va bene dopo le 20; d’estate è meglio dopo le 22! Non parliamo poi della situazione in cui versa chi abita a un piano sollevato, più alto del piano terra. Vedere uscire l’acqua dai rubinetti è ormai diventato motivo per far festa, visto che capita molto raramente! Siamo stati costretti a rifornirci di botti per le riserve e di motorini per garantirci la pressione necessaria ad avviare le caldaie per il riscaldamento.
E’ una situazione insopportabile! Ad Alife, che è rinomato come paese dell’acqua, la carenza idrica è diventata la normalità. Ci accompagna tutti i 365 giorni dell’anno. C’è carenza nei periodi di siccità, e c’è carenza nei periodi di abbondanti piogge!
E’ una situazione insopportabile!
Eppure lo sappiamo da anni dove stanno le cause del problema. Che sono due. La prima causa è la sorgente Maretto; la seconda una rete di distribuzione insufficiente, vecchia e antiquata.
Per risolvere il problema della sorgente Maretto, sarebbe sufficiente collegare la rete idrica di Alife all’altra sorgente, a quella del Torano. Ed è una soluzione praticamente già approvata nel 2003. Una soluzione che non è pari alla costruzione del ponte dello stretto di Messina: il collegamento è di 800 metri appena! Mi chiedo: sono passati 6 anni, perché non è stato fatto nulla? Perché si è lasciata l’intera popolazione di Alife a soffrire e a sopportare la grave carenza idrica? Che cosa ha fatto l’amministrazione Iannelli-Vitelli in tutto questo tempo? Perché si è tappata le orecchie e ha fatto finta di non vedere? Quali sono stati gli ostacoli di ordine politico o tecnico?
La seconda causa del problema sta nel sistema di distribuzione dell’acqua. La rete è datata. E’ stata costruita molti anni fa e per un’utenza in numero molto inferiore a quella di oggi. E’ praticamente impossibile che un tubo installato per portare acqua a 10 famiglie possa rifornirne adesso 20 di famiglie! E anche in questo caso torno a chiedermi: sono anni che soffriamo la carenza idrica, perché non è stato fatto nulla?
Quello dell’acqua è uno dei tanti problemi che hanno ridotto il grado di vivibilità nel nostro paese. La Lista Toro per Alife – che da 10 anni amministra questo Paese – ha delle grosse responsabilità! E’ assurdo che oggi venga a fare delle promesse per un’amministrazione diversa e migliore. Non è credibile! Li avete sentiti i loro comizi? Perché invece di dire quello che vogliono fare non ci raccontano e ci fanno vedere quello che hanno già fatto in questi dieci anni? Programma alla mano, perché non ci illustrano punto per punto che hanno rispettato l’impegno assunto 5 o 10 anni fa? La verità è che non possono farlo perché hanno realizzato poco o niente delle molteplici promesse che ci hanno fatto negli anni! Capisco allora anche perché tanti degli attuali candidati della Lista Toro per Alife salgono sul palco e si lamentano delle cose che non vanno e che mancano ad Alife. Ma si rendono conto che chi ha avuto la responsabilità politica e amministrativa di questo Paese negli ultimi anni sono loro compagni di avventura? E perché vogliono che la situazione amministrativa si ripeti per altri cinque anni?
In questa settimana, sempre la Lista Toro per Alife ha tenuto comizio a San Michele. Alcuni passaggi, cari amici, meritano una attenta riflessione. Non sono soltanto una gratuita “offesa” a noi Candidati di Vivi Alife. Sono anche passaggi che svelano il vero piano, lo scopo a cui mirano per questa competizione elettorale. E deve trattarsi di un vero progetto condiviso da tutta la loro squadra, perché quelle idee che sono state manifestate da un solo Candidato sono state rimarcate e condivise apertamente sia dal candidato Sindaco Iannelli che dal Sindaco uscente Vitelli.
In quel comizio di San Michele, l’oratore di turno si è rivolto alla nostra Lista (“alla lista che candida a sindaco Daniele Cirioli” – così è stato detto), dicevo l’oratore di turno si è rivolto alla nostra Lista ed ha sollevato una precisa questione circa le nostre possibilità e capacità di dare attuazione al programma che abbiamo presentato.
In sostanza la questione è questa: per fare le opere pubbliche ci vogliono le competenze necessarie e queste competenze a noi mancano. A loro invece – ha sostenuto il candidato della Lista Toro – a loro queste competenze non mancano. Perché loro sanno come si fa un’opera pubblica: «dall’embrione, dall’idea va seguita passo passo, fino alla progettazione esecutiva; e se questo non si fa si perdono i fondi».
Carissimi amici, nella Lista Toro stanno confondendo il ruolo di amministratori con le attività professionali. E questo è molto, molto grave. Il posto di Consigliere comunale non è un posto di lavoro; il ruolo di assessore non è un incarico professionale. Il comune di Alife, del resto, non ha bisogno di nuova manovalanza, ma di una nuova amministrazione! «Il consiglio comunale è l’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo». Lo dice il testo unico degli enti locali, la bibbia normativa di chi si assume l’onere di amministrare un paese. «La giunta comunale» – prosegue ancora il testo unico – «collabora con il sindaco nell’attuazione degli indirizzi generali del consiglio comunale». Il consigliere comunale, l’assessore e il Sindaco devono indirizzare l’azione amministrativa, non seguire pratiche e appalti come si trattasse di una normale attività professionale di un commercialista, di un avvocato, di un ingegnere o di un architetto! La pratica deve essere seguita dai funzionari del Comune. O da professionisti esterni incaricati; e non eletti alla carica di consiglieri comunali.
All’apertura dell’anno giudiziario di qualche anno fa, il Procuratore Generale della Corte dei Conti ha gridato a gran voce che gli amministratori pubblici devono essere consapevoli che «le pubbliche funzioni vanno svolte con la diligenza del buon padre di famiglia». Ecco quello che ci vuole: «la diligenza del buon padre di famiglia»! E’ il sacrosanto principio fissato dal Codice civile per indicare il corretto comportamento degli individui nell’adempiere ai propri compiti, ai propri doveri. Ed è un principio che non si acquisisce con una laurea o con gli studi. Secondo il nostro diritto “la «la diligenza del buon padre di famiglia» è il metro di giudizio e di scelta delle nostre attività quotidiane, che una qualunque persona capace di intendere e di volere dovrebbe comunemente adottare, proprio come fa un buon padre di famiglia per risolvere i suoi problemi”.
E poi, l’amministrazione di un Paese non inizia e finisce nel fare opere pubbliche! Il Paese è prima di tutto una comunità di persone, una famiglia più ampia! Oltre l’opera pubblica c’è da dare alla comunità un indirizzo sociale, culturale, economico. Vanno ristabilite delle regole in questo Paese che versa ormai da anni in una completa anarchia. Non ci sono più diritti né doveri. Vanno fissate le regole del convivere civile che siano da tutti condivise. E per fare questo non c’è bisogno di “tecnici”, di “professionisti” o di “laureati”; ma – appunto – della cura e della premura, della diligenza tipica insomma, di chi governa e amministra una famiglia!
L’oratore di San Michele terminava il suo discorso invitando l’elettorato a decidere il proprio voto valutando la competenza professionale dei candidati delle tre liste. E’ un vero e proprio boomerang contro il loro candidato Sindaco, contro il candidato Sindaco della Lista Toro per Alife e, di riflesso, anche contro il candidato Sindaco della Lista Leali per Alife.
Amici miei, permettetemi una domanda un po’ impertinente. Voi sapete quali sono le specializzazioni – i titoli di studio – che posseggono i canditati Sindaci che si stanno contendendo questo voto elettorale: dei tre – Cirioli, Iannelli e Santagata – chi ha maggiori competenze in tema di amministrazione?
Andiamo avanti e cambiamo argomento. Parliamo di Mensa. No, non voglio tornare su un discorso che ho già affrontato negli ultimi due comizi. La Mensa – e in particolare l’appalto per il servizio di Mensa – mi serve quale termine di paragone per riflettere su un altro aspetto di gestione della passata amministrazione. Sono anni che il servizio Mensa parte con notevole ritardo. Ogni anno, la ragione che ci è indicata a motivo del ritardo è sempre la stessa: colpa della burocrazia per espletare la procedura di appalto. Ma, vado chiedendomi da anni, perché ad Alife non si fa come negli altri Paesi dove l’appalto mensa viene dato per più anni? Dove sta e qual è la convenienza per la cittadinanza che ha spinto l’amministrazione a dare ogni anno l’appalto, piuttosto che ricorrere ad un incarico pluriennale?
La sorpresa – e arrivo al dunque – c’è stata quando invece ho visto pochi mesi fa che l’amministrazione comunale ha ri-affidato l’appalto per la riscossione Tributi nel nostro Paese. La sorpresa è stata leggere la durata dell’appalto: 8 anni! Amici miei, non un anno, ma 8! Significa, tutto il tempo della prossima amministrazione per la quale stiamo in campagna elettorale e anche parte di quella che verrà dopo questi prossimi cinque anni! E che le facciamo a fare le votazioni se è stato già deciso tutto per gli anni avvenire? Dico io: un’amministrazione che ha a cuore e rispetta la popolazione deve pure farsi da parte ad un certo momento e lasciare ad altri la facoltà di decidere le sorti di questo Paese. E quale momento è più opportuno per farsi da parte se non quello dei due mesi prima della scadenza del mandato elettorale? Quella diligenza del buon padre di famiglia indicata dal Codice civile avrebbe richiesto di prorogare semplicemente l’affidamento di quell’incarico e di lasciare al futuro Sindaco la decisione sul come gestire la riscossione dei Tributi.
Alife non merita più un’amministrazione del genere. C’è bisogno di cambiamento. Le decisioni vanno prese solo ed esclusivamente nell’interesse della popolazione. Non possono essere prerogativa di pochi, di alcuni o di una sola persona.
E per questo aspetto mi sia concesso di introdurmi a gamba tesa nella recente sceneggiata che è stata trasmessa dalla bellissima frazione di Totari, con attori principali la Lista Leali per Alife e la Lista Toro per Alife, dal titolo “l’escluso”. La trama l’avete già capita: l’escluso è Antonio Melillo. O meglio “i voti”, l’elettorato di Antonio Melillo. Perché è questo ciò che sta più a cuore alle due Liste Leali e Toro. Ma ci vogliamo rendere conto che è una sceneggiata che toglie decoro alla Città di Alife e azzera la rispettabilità di tutti gli alifani, inclusi Antonio Melillo, Tonino Amato e Silvio Visone? Ma quando vogliamo deciderci di crescere anche sotto l’aspetto etico ed umano? Valori come onestà, sincerità, buona fede dove li abbiamo messi?
Antonio Melillo, Tonino Amato e Silvio Visone, vi prego di accettare le mie scuse. Scuse personali, da parte mia che, sapete bene, anche pubblicamente da anni, sto molto contestando l’amministrazione di cui fate parte. Scuse anche a nome dei candidati della Lista Vivi; e credo anche a nome di tutti gli alifani. Vi faccio le scuse per il trattamento che avete ricevuto in questa campagna elettorale: la notte in Lista, e al mattino seguente fuori! Senza che vi sia stata data la possibilità di obiettare! Vi chiedo scusa inoltre per il “ballottaggio” di cui siete stati oggetto nei recenti comizi di Totari.
Dietro quei nomi, cari amici, dietro i nomi di Antonio Melillo, di Tonino Amato e di Silvio Visone non c’è soltanto un elettorato; non ci sono solo i “voti”!!! Dietro quei nomi ci possono anche essere degli amministratori non buoni o degli amministratori “sordi” come ho avuto modo di definirli io. Ma dietro quei nomi ci sono prima di tutto delle “persone”, degli alifani che meritano rispetto. La sacralità della persona, la dignità di un uomo non va mai calpestata! Per nessuna ragione! Non c’è motivo che possa giustificare la tagliola giustiziale che è stata usata contro queste persone. Una cosa è disapprovare l’uomo politico, l’amministratore o l’assessore Melillo, Amato o Visone. Ma un’altra cosa è calpestare la persona e la sua dignità. Voltarie diceva: “non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere”. E’ una delle massime citazioni sulla democrazia. Con Antonio Melillo, con Tonino Amato e con Silvio Visone, invece, si è fatto finta di condividere un’idea e si è poi mortificata la persona. La selezione delle persone – perché di selezione si è trattato – ricorda tempi non molto lontani e che rispondono al periodo più buio dell’esistenza umana. Alife deve crescere anche da un punto di vista etico, morale, culturale.
Mi avvio alla conclusione, cari amici.
Un’ultima considerazione la faccio ancora con riferimento al comizio di Totari che è stato tenuto dalla Lista Toro per Alife. A conclusione, il candidato Sindaco ha detto che un loro “elemento distintivo”, un elemento distintivo della loro coalizione” sta nel loro sapersi porre, senza leggere quello che dicono; nel saper conferire a braccio. Sì, questo è il loro segno distintivo. Il nostro segno distintivo, invece, il segno distintivo di Vivi Alife è all’opposto: noi ci rivolgiamo a Voi leggendo le cose che vogliamo dirvi.
C’è una grossa differenza tra i due modi. Parlare a braccio è sinonimo di improvvisazione. Significa parlare in modo approssimativo, non avendo un testo scritto. Noi di Vivi Alife non lasciamo nulla all’improvvisazione: preferiamo dirvi le cose in maniera precisa, come il risultato di una riflessione.
Poiché lo stile del parlare si riflette poi anche nei fatti, dalla Lista Toro per Alife non possiamo che aspettarci anche un’amministrazione “a braccio”, cioè improvvisata e approssimativa. Noi di Vivi Alife, invece, come i nostri comizi, faremo un’amministrazione sempre studiata e ragionata per procurare benessere a tutta la cittadinanza.
Cari amici, infine, devo chiedervi il consenso elettorale. E’ l’ultima cosa che faccio ma è la più importante. Dateci il voto, un voto compatto. Un voto senza spartizione tra amici, parenti e conoscenti. Questo ve lo supplico. Il voto non è il modo per ricambiare una cortesia che abbiamo ricevuto da un amico o da un conoscente; per questo c’è altro. Il voto va indirizzato al programma, al gruppo che più degli altri dà fiducia nella realizzazione di un progetto.
Questa è l’occasione per cambiare. Vivi Alife è la squadra adatta al cambiamento.
Mi dispiace che i Candidati delle altre Liste usino poco rispetto per noi di Vivi Alife. Mi riferisco soprattutto ai Candidati della Lista Leali per Alife. Oltre a chiedere il voto, suggeriscono di non votare noi di Vivi Alife perché – a loro dire – è un voto perso, in quanto è una lista perdente! Se il voto dato alla Lista di Vivi Alife sia un voto perso è un giudizio che spetta esclusivamente al cittadino che quel voto deve esprimere. Se la nostra è una lista perdente questo sarà deciso dai cittadini alifani il 6 e 7 giugno prossimo.
Il voto è un’ipoteca sul futuro nostro, sul futuro vostro e soprattutto sul futuro dei figli di Alife. Se siete veramente stanchi e scontenti di quella che è stata la nostra amministrazione – un’amministrazione gestita dai candidati delle Liste Toro per Alife e Leali per Alife – votateci compatti. Ve lo chiedo con il cuore in mano. Altrimenti il nostro sforzo, il vostro sforzo di una preferenza resterà vana.
Chiudo qui il mio intervento. Il mio accorato appello a votare la lista Vivi Alife è rivolto principalmente al mondo rosa cittadino che stasera abbiamo voluto in maniera particolare esaltare.
Ringrazio nuovamente le donne presenti, le sette mamme che compongono la mia squadra e mi sia concesso ringraziare anche le donne della mia vita: mia madre, le mie sorelle e mia moglie che sta sopportando questo mio ulteriore impegno fuori famiglia. Ma soprattutto mando un bacio a Viky ed Ester che, insieme a Giuseppe, sono la causa principale del mio impegno elettorale.
Grazie e buonasera a tutti.
Carissimi amici, buona sera a tutti.
Vi abbraccio e vi ringrazio di cuore della vostra presenza.
E’ un momento speciale, questo che vivremo stasera! Un comizio speciale al quale abbiamo voluto dare anche un titolo speciale: «Le donne scendono in campo»!
La Lista n. 1 Vivi Alife che capeggio da candidato a Sindaco ha ben sette quote rosa! Sette donne che hanno smesso i panni delle mamme e che, con la stessa premura di madri, hanno indossato l’abito dell’impegno amministrativo. Non lo fanno per loro stesse; non lo fanno come si trattasse di un impiego professionale o di lavoro. No! Lo fanno esclusivamente per i loro figli e per i nostri figli, che sono il futuro di Alife!
Non sto a dirvi cosa possa significare l’impegno della donna in politica, in particolare qui ad Alife, perché a breve cederò la parola alle dirette interessate per quello che sarà un accorato appello al “mondo rosa” cittadino per portare Vivi Alife alla vittoria elettorale del 6-7 giugno prossimi.
Da parte mia, dico soltanto di sentirmi sinceramente molto, ma molto onorato della fiducia di queste sette mamme – e anche della fiducia delle rispettive famiglie: mariti, figli, genitori. Mi sento molto onorato della fiducia che queste sette donne hanno riposto su di me, sulla mia persona di candidato Sindaco per tentare di dare una svolta al Paese. Di questo le ringrazio tutte di cuore. Come ringrazio di cuore tutte le loro famiglie che con vero spirito “domestico”, “familiare” le stanno sostenendo, e stanno sostenendo tutto il gruppo di Vivi Alife in questa proposta elettorale per il miglioramento della vivibilità del nostro amato Paese.
La loro presenza è prima di tutto segno di bellezza! E’ proprio il caso di dirlo: tingono di rosa il futuro della nostra Città, il futuro amministrativo di Alife!
La loro nutrita presenza, poi, è garanzia sulla realizzazione del nostro programma amministrativo. Sappiamo bene quanto sia difficile far cambiare idea ad una donna; figuriamoci a sette! Allora, se è vero – come è vero – che le candidate di Vivi Alife si sono date il traguardo di vincere le elezioni e di migliorare questo Paese, amici miei, prepariamoci a vivere finalmente un avvenire diverso per Alife!
Ma, soprattutto, la presenza di sette donne è segno di cambiamento! Di vero e reale cambiamento, di quel rinnovamento che gli alifani stanno chiedendo a voce alta da anni! Di quel cambiamento che solo può assicurare un futuro diverso ai nostri figli.
Una lista con sette quote rosa è la prima volta che succede ad Alife! Negli anni scorsi, addirittura, la difficoltà di arruolare il ‘gentil sesso’ nelle Liste ha determinato la fine anticipata di un’amministrazione comunale, per un puro scherzetto normativo. Era il 1993 e molti lo ricorderanno. Vi prego di riflettere: se oggi ben sette donne, tutte assieme, hanno deciso di candidarsi nella lista Vivi Alife ci deve essere una ragione, un valido motivo! Ce lo diranno loro… Ma, secondo me, con quel sesto senso che solo una madre sviluppa dal vivere la maternità, io credo che la ragione stia nell’aver intravisto in questa Lista, in questo gruppo, nel progetto di Vivi Alife la vera forza per la rinascita della nostra collettività!
1) Melillo Annunziata – 2) Meola Maria – 3) Angelillo Alessandra
4) Nisio Daniela – 5) Rao Giuseppina – 6) Vetere Marisa – 7) Pece Daniela
Andiamo avanti. Adesso tocca a me. Tocca a me parlare delle nostre idee, dei temi del programma che vorremmo realizzare nei prossimi 5 anni di amministrazione.
Prima di tutto, ringrazio il Senatore Sarro che, in maniera molto stringata, nei giorni scorsi ha preso in considerazione la domanda che gli ho rivolto durante il comizio di piazza Termini. Sì ho detto bene: ha “preso in considerazione” la mia domanda. Ma non ancora mi ha risposto.
Eppure la domanda era molto semplice, e per essa ho chiesto una risposta altrettanto poco elaborata: è sufficiente un “sì” o un “no”. Nulla di più.
Su un quotidiano locale ho potuto leggere la replica del Senatore in attesa – dice il giornale – in attesa di un intervento più ampio. Leggo le testuali parole: «una cosa è l’attività istituzionale a favore di tutto il territorio, a prescindere dall’orientamento delle singole amministrazioni, altra cosa è l’essere dirigente di una formazione politica quale il popolo delle libertà». Su questo non ci piove. L’ho ripetuto più volte anch’io sabato scorso: una cosa è l’attività istituzionale, altra è l’orientamento partitico. Va bene. Ma resto in attesa della risposta. E spero arrivi entro la prossima settimana. Oltre, cioè dopo il voto elettorale, servirebbe meno.
Cambiamo argomento. Parliamo di acqua. Quella potabile, da bere, amici miei, siamo costretti a comprarla al supermercato. Quella igienica, per lavarci e per gli altri usi domestici, invece ci viene erogata a razione. Quante volte ci è capitato di trovarci insaponati e vedere solo goccioline uscire dal flessibile della doccia? Così, ci siamo fatti un orario su uso e consumo dell’acqua: per la doccia va bene dopo le 20; d’estate è meglio dopo le 22! Non parliamo poi della situazione in cui versa chi abita a un piano sollevato, più alto del piano terra. Vedere uscire l’acqua dai rubinetti è ormai diventato motivo per far festa, visto che capita molto raramente! Siamo stati costretti a rifornirci di botti per le riserve e di motorini per garantirci la pressione necessaria ad avviare le caldaie per il riscaldamento.
E’ una situazione insopportabile! Ad Alife, che è rinomato come paese dell’acqua, la carenza idrica è diventata la normalità. Ci accompagna tutti i 365 giorni dell’anno. C’è carenza nei periodi di siccità, e c’è carenza nei periodi di abbondanti piogge!
E’ una situazione insopportabile!
Eppure lo sappiamo da anni dove stanno le cause del problema. Che sono due. La prima causa è la sorgente Maretto; la seconda una rete di distribuzione insufficiente, vecchia e antiquata.
Per risolvere il problema della sorgente Maretto, sarebbe sufficiente collegare la rete idrica di Alife all’altra sorgente, a quella del Torano. Ed è una soluzione praticamente già approvata nel 2003. Una soluzione che non è pari alla costruzione del ponte dello stretto di Messina: il collegamento è di 800 metri appena! Mi chiedo: sono passati 6 anni, perché non è stato fatto nulla? Perché si è lasciata l’intera popolazione di Alife a soffrire e a sopportare la grave carenza idrica? Che cosa ha fatto l’amministrazione Iannelli-Vitelli in tutto questo tempo? Perché si è tappata le orecchie e ha fatto finta di non vedere? Quali sono stati gli ostacoli di ordine politico o tecnico?
La seconda causa del problema sta nel sistema di distribuzione dell’acqua. La rete è datata. E’ stata costruita molti anni fa e per un’utenza in numero molto inferiore a quella di oggi. E’ praticamente impossibile che un tubo installato per portare acqua a 10 famiglie possa rifornirne adesso 20 di famiglie! E anche in questo caso torno a chiedermi: sono anni che soffriamo la carenza idrica, perché non è stato fatto nulla?
Quello dell’acqua è uno dei tanti problemi che hanno ridotto il grado di vivibilità nel nostro paese. La Lista Toro per Alife – che da 10 anni amministra questo Paese – ha delle grosse responsabilità! E’ assurdo che oggi venga a fare delle promesse per un’amministrazione diversa e migliore. Non è credibile! Li avete sentiti i loro comizi? Perché invece di dire quello che vogliono fare non ci raccontano e ci fanno vedere quello che hanno già fatto in questi dieci anni? Programma alla mano, perché non ci illustrano punto per punto che hanno rispettato l’impegno assunto 5 o 10 anni fa? La verità è che non possono farlo perché hanno realizzato poco o niente delle molteplici promesse che ci hanno fatto negli anni! Capisco allora anche perché tanti degli attuali candidati della Lista Toro per Alife salgono sul palco e si lamentano delle cose che non vanno e che mancano ad Alife. Ma si rendono conto che chi ha avuto la responsabilità politica e amministrativa di questo Paese negli ultimi anni sono loro compagni di avventura? E perché vogliono che la situazione amministrativa si ripeti per altri cinque anni?
In questa settimana, sempre la Lista Toro per Alife ha tenuto comizio a San Michele. Alcuni passaggi, cari amici, meritano una attenta riflessione. Non sono soltanto una gratuita “offesa” a noi Candidati di Vivi Alife. Sono anche passaggi che svelano il vero piano, lo scopo a cui mirano per questa competizione elettorale. E deve trattarsi di un vero progetto condiviso da tutta la loro squadra, perché quelle idee che sono state manifestate da un solo Candidato sono state rimarcate e condivise apertamente sia dal candidato Sindaco Iannelli che dal Sindaco uscente Vitelli.
In quel comizio di San Michele, l’oratore di turno si è rivolto alla nostra Lista (“alla lista che candida a sindaco Daniele Cirioli” – così è stato detto), dicevo l’oratore di turno si è rivolto alla nostra Lista ed ha sollevato una precisa questione circa le nostre possibilità e capacità di dare attuazione al programma che abbiamo presentato.
In sostanza la questione è questa: per fare le opere pubbliche ci vogliono le competenze necessarie e queste competenze a noi mancano. A loro invece – ha sostenuto il candidato della Lista Toro – a loro queste competenze non mancano. Perché loro sanno come si fa un’opera pubblica: «dall’embrione, dall’idea va seguita passo passo, fino alla progettazione esecutiva; e se questo non si fa si perdono i fondi».
Carissimi amici, nella Lista Toro stanno confondendo il ruolo di amministratori con le attività professionali. E questo è molto, molto grave. Il posto di Consigliere comunale non è un posto di lavoro; il ruolo di assessore non è un incarico professionale. Il comune di Alife, del resto, non ha bisogno di nuova manovalanza, ma di una nuova amministrazione! «Il consiglio comunale è l’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo». Lo dice il testo unico degli enti locali, la bibbia normativa di chi si assume l’onere di amministrare un paese. «La giunta comunale» – prosegue ancora il testo unico – «collabora con il sindaco nell’attuazione degli indirizzi generali del consiglio comunale». Il consigliere comunale, l’assessore e il Sindaco devono indirizzare l’azione amministrativa, non seguire pratiche e appalti come si trattasse di una normale attività professionale di un commercialista, di un avvocato, di un ingegnere o di un architetto! La pratica deve essere seguita dai funzionari del Comune. O da professionisti esterni incaricati; e non eletti alla carica di consiglieri comunali.
All’apertura dell’anno giudiziario di qualche anno fa, il Procuratore Generale della Corte dei Conti ha gridato a gran voce che gli amministratori pubblici devono essere consapevoli che «le pubbliche funzioni vanno svolte con la diligenza del buon padre di famiglia». Ecco quello che ci vuole: «la diligenza del buon padre di famiglia»! E’ il sacrosanto principio fissato dal Codice civile per indicare il corretto comportamento degli individui nell’adempiere ai propri compiti, ai propri doveri. Ed è un principio che non si acquisisce con una laurea o con gli studi. Secondo il nostro diritto “la «la diligenza del buon padre di famiglia» è il metro di giudizio e di scelta delle nostre attività quotidiane, che una qualunque persona capace di intendere e di volere dovrebbe comunemente adottare, proprio come fa un buon padre di famiglia per risolvere i suoi problemi”.
E poi, l’amministrazione di un Paese non inizia e finisce nel fare opere pubbliche! Il Paese è prima di tutto una comunità di persone, una famiglia più ampia! Oltre l’opera pubblica c’è da dare alla comunità un indirizzo sociale, culturale, economico. Vanno ristabilite delle regole in questo Paese che versa ormai da anni in una completa anarchia. Non ci sono più diritti né doveri. Vanno fissate le regole del convivere civile che siano da tutti condivise. E per fare questo non c’è bisogno di “tecnici”, di “professionisti” o di “laureati”; ma – appunto – della cura e della premura, della diligenza tipica insomma, di chi governa e amministra una famiglia!
L’oratore di San Michele terminava il suo discorso invitando l’elettorato a decidere il proprio voto valutando la competenza professionale dei candidati delle tre liste. E’ un vero e proprio boomerang contro il loro candidato Sindaco, contro il candidato Sindaco della Lista Toro per Alife e, di riflesso, anche contro il candidato Sindaco della Lista Leali per Alife.
Amici miei, permettetemi una domanda un po’ impertinente. Voi sapete quali sono le specializzazioni – i titoli di studio – che posseggono i canditati Sindaci che si stanno contendendo questo voto elettorale: dei tre – Cirioli, Iannelli e Santagata – chi ha maggiori competenze in tema di amministrazione?
Andiamo avanti e cambiamo argomento. Parliamo di Mensa. No, non voglio tornare su un discorso che ho già affrontato negli ultimi due comizi. La Mensa – e in particolare l’appalto per il servizio di Mensa – mi serve quale termine di paragone per riflettere su un altro aspetto di gestione della passata amministrazione. Sono anni che il servizio Mensa parte con notevole ritardo. Ogni anno, la ragione che ci è indicata a motivo del ritardo è sempre la stessa: colpa della burocrazia per espletare la procedura di appalto. Ma, vado chiedendomi da anni, perché ad Alife non si fa come negli altri Paesi dove l’appalto mensa viene dato per più anni? Dove sta e qual è la convenienza per la cittadinanza che ha spinto l’amministrazione a dare ogni anno l’appalto, piuttosto che ricorrere ad un incarico pluriennale?
La sorpresa – e arrivo al dunque – c’è stata quando invece ho visto pochi mesi fa che l’amministrazione comunale ha ri-affidato l’appalto per la riscossione Tributi nel nostro Paese. La sorpresa è stata leggere la durata dell’appalto: 8 anni! Amici miei, non un anno, ma 8! Significa, tutto il tempo della prossima amministrazione per la quale stiamo in campagna elettorale e anche parte di quella che verrà dopo questi prossimi cinque anni! E che le facciamo a fare le votazioni se è stato già deciso tutto per gli anni avvenire? Dico io: un’amministrazione che ha a cuore e rispetta la popolazione deve pure farsi da parte ad un certo momento e lasciare ad altri la facoltà di decidere le sorti di questo Paese. E quale momento è più opportuno per farsi da parte se non quello dei due mesi prima della scadenza del mandato elettorale? Quella diligenza del buon padre di famiglia indicata dal Codice civile avrebbe richiesto di prorogare semplicemente l’affidamento di quell’incarico e di lasciare al futuro Sindaco la decisione sul come gestire la riscossione dei Tributi.
Alife non merita più un’amministrazione del genere. C’è bisogno di cambiamento. Le decisioni vanno prese solo ed esclusivamente nell’interesse della popolazione. Non possono essere prerogativa di pochi, di alcuni o di una sola persona.
E per questo aspetto mi sia concesso di introdurmi a gamba tesa nella recente sceneggiata che è stata trasmessa dalla bellissima frazione di Totari, con attori principali la Lista Leali per Alife e la Lista Toro per Alife, dal titolo “l’escluso”. La trama l’avete già capita: l’escluso è Antonio Melillo. O meglio “i voti”, l’elettorato di Antonio Melillo. Perché è questo ciò che sta più a cuore alle due Liste Leali e Toro. Ma ci vogliamo rendere conto che è una sceneggiata che toglie decoro alla Città di Alife e azzera la rispettabilità di tutti gli alifani, inclusi Antonio Melillo, Tonino Amato e Silvio Visone? Ma quando vogliamo deciderci di crescere anche sotto l’aspetto etico ed umano? Valori come onestà, sincerità, buona fede dove li abbiamo messi?
Antonio Melillo, Tonino Amato e Silvio Visone, vi prego di accettare le mie scuse. Scuse personali, da parte mia che, sapete bene, anche pubblicamente da anni, sto molto contestando l’amministrazione di cui fate parte. Scuse anche a nome dei candidati della Lista Vivi; e credo anche a nome di tutti gli alifani. Vi faccio le scuse per il trattamento che avete ricevuto in questa campagna elettorale: la notte in Lista, e al mattino seguente fuori! Senza che vi sia stata data la possibilità di obiettare! Vi chiedo scusa inoltre per il “ballottaggio” di cui siete stati oggetto nei recenti comizi di Totari.
Dietro quei nomi, cari amici, dietro i nomi di Antonio Melillo, di Tonino Amato e di Silvio Visone non c’è soltanto un elettorato; non ci sono solo i “voti”!!! Dietro quei nomi ci possono anche essere degli amministratori non buoni o degli amministratori “sordi” come ho avuto modo di definirli io. Ma dietro quei nomi ci sono prima di tutto delle “persone”, degli alifani che meritano rispetto. La sacralità della persona, la dignità di un uomo non va mai calpestata! Per nessuna ragione! Non c’è motivo che possa giustificare la tagliola giustiziale che è stata usata contro queste persone. Una cosa è disapprovare l’uomo politico, l’amministratore o l’assessore Melillo, Amato o Visone. Ma un’altra cosa è calpestare la persona e la sua dignità. Voltarie diceva: “non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere”. E’ una delle massime citazioni sulla democrazia. Con Antonio Melillo, con Tonino Amato e con Silvio Visone, invece, si è fatto finta di condividere un’idea e si è poi mortificata la persona. La selezione delle persone – perché di selezione si è trattato – ricorda tempi non molto lontani e che rispondono al periodo più buio dell’esistenza umana. Alife deve crescere anche da un punto di vista etico, morale, culturale.
Mi avvio alla conclusione, cari amici.
Un’ultima considerazione la faccio ancora con riferimento al comizio di Totari che è stato tenuto dalla Lista Toro per Alife. A conclusione, il candidato Sindaco ha detto che un loro “elemento distintivo”, un elemento distintivo della loro coalizione” sta nel loro sapersi porre, senza leggere quello che dicono; nel saper conferire a braccio. Sì, questo è il loro segno distintivo. Il nostro segno distintivo, invece, il segno distintivo di Vivi Alife è all’opposto: noi ci rivolgiamo a Voi leggendo le cose che vogliamo dirvi.
C’è una grossa differenza tra i due modi. Parlare a braccio è sinonimo di improvvisazione. Significa parlare in modo approssimativo, non avendo un testo scritto. Noi di Vivi Alife non lasciamo nulla all’improvvisazione: preferiamo dirvi le cose in maniera precisa, come il risultato di una riflessione.
Poiché lo stile del parlare si riflette poi anche nei fatti, dalla Lista Toro per Alife non possiamo che aspettarci anche un’amministrazione “a braccio”, cioè improvvisata e approssimativa. Noi di Vivi Alife, invece, come i nostri comizi, faremo un’amministrazione sempre studiata e ragionata per procurare benessere a tutta la cittadinanza.
Cari amici, infine, devo chiedervi il consenso elettorale. E’ l’ultima cosa che faccio ma è la più importante. Dateci il voto, un voto compatto. Un voto senza spartizione tra amici, parenti e conoscenti. Questo ve lo supplico. Il voto non è il modo per ricambiare una cortesia che abbiamo ricevuto da un amico o da un conoscente; per questo c’è altro. Il voto va indirizzato al programma, al gruppo che più degli altri dà fiducia nella realizzazione di un progetto.
Questa è l’occasione per cambiare. Vivi Alife è la squadra adatta al cambiamento.
Mi dispiace che i Candidati delle altre Liste usino poco rispetto per noi di Vivi Alife. Mi riferisco soprattutto ai Candidati della Lista Leali per Alife. Oltre a chiedere il voto, suggeriscono di non votare noi di Vivi Alife perché – a loro dire – è un voto perso, in quanto è una lista perdente! Se il voto dato alla Lista di Vivi Alife sia un voto perso è un giudizio che spetta esclusivamente al cittadino che quel voto deve esprimere. Se la nostra è una lista perdente questo sarà deciso dai cittadini alifani il 6 e 7 giugno prossimo.
Il voto è un’ipoteca sul futuro nostro, sul futuro vostro e soprattutto sul futuro dei figli di Alife. Se siete veramente stanchi e scontenti di quella che è stata la nostra amministrazione – un’amministrazione gestita dai candidati delle Liste Toro per Alife e Leali per Alife – votateci compatti. Ve lo chiedo con il cuore in mano. Altrimenti il nostro sforzo, il vostro sforzo di una preferenza resterà vana.
Chiudo qui il mio intervento. Il mio accorato appello a votare la lista Vivi Alife è rivolto principalmente al mondo rosa cittadino che stasera abbiamo voluto in maniera particolare esaltare.
Ringrazio nuovamente le donne presenti, le sette mamme che compongono la mia squadra e mi sia concesso ringraziare anche le donne della mia vita: mia madre, le mie sorelle e mia moglie che sta sopportando questo mio ulteriore impegno fuori famiglia. Ma soprattutto mando un bacio a Viky ed Ester che, insieme a Giuseppe, sono la causa principale del mio impegno elettorale.
Grazie e buonasera a tutti.
sabato 23 maggio 2009
Comizio a piazza Termini
(23 maggio 2009)
Intervento di Daniele Cirioli
Carissimi amici, buona sera a tutti.
Vi abbraccio e vi ringrazio di cuore della vostra presenza.
Siamo al quarto comizio, dopo il primo round dedicato alla presentazione della Lista, domenica scorsa ad Alife e poi nelle frazioni di Totari e di San Michele.
Siamo al quarto comizio e bisogna entrare nel vivo della campagna elettorale: dobbiamo convincervi che la scelta di votare noi di “Vivi Alife” è la sola, unica alternativa per ridare slancio al nostro paese; dobbiamo guadagnarci la vostra fiducia, il vostro voto per il prossimo mandato amministrativo. Lo faremo nel nostro consueto stile, parlando di programmi ed esponendovi le idee che abbiamo in mente di realizzare per la rinascita della nostra Città. Per questo, stasera abbiamo in programma tre interventi che porteranno in primo piano i temi dell’agricoltura e dei servizi sociali.
Nelle trascorse serate, intanto, anche le altre Liste in competizione elettorale hanno fatto i loro primi interventi pubblici. Non hanno risparmiato una loro attenzione a noi della Lista “Vivi Alife”, talvolta per rispondere – giustamente e cortesemente – alle nostre prime domande che gli abbiamo formulato in apertura di campagna elettorale; ma talvolta – e questo forse in maniera più gratuita che dovuta – anche per criticarci. E’ mio dovere, come capitano di una squadra, replicare alle accuse che ci sono state mosse; come è doveroso che io risponda alle domande che ci sono state fatte.
Ma prima guardiamo i fatti. Guardiamo il futuro che potrebbe esserci per Alife con alcune delle idee che abbiamo in cantiere di realizzare nei prossimi cinque anni di amministrazione.
Passo la parola a Maurizio Amicarelli – Alessandra Angelillo – Giuseppina Rao
A questo punto è mio dovere, come capitano di squadra, replicare alle accuse che ci sono state mosse nei comizi delle altre liste; come è doveroso che io risponda alle domande che ci sono state fatte.
Un primo passaggio sento di farlo su quanto è stato detto dalla lista Leali per Alife, per mezzo del segretario del Pd, Gianfranco Di Caprio. Un discorso riportato, per grandi linee, anche dalla stampa locale.
Ricorderete – e lo confermo anche questa sera – che nel discorso di apertura di questa campagna elettorale ho mosso critiche verso la passata amministrazione parlando di “maggioranza sorda” e “minoranza muta”. Ebbene, la critica verso la “minoranza muta”, evidentemente, non è andata giù alla lista “Leali per Alife”: del resto, di quella minoranza hanno ben tre esponenti: due candidati ed un supporter esterno. Non hanno preferito rispondermi sul “perché” di quel silenzio….In una maniera più arguta hanno replicato rivolgendomi delle accuse. A proposito della mia lista, a proposito dell’arruolamento dei candidati di Vivi Alife, mi è stato detto – leggo le testuali parole riportate da un quotidiano locale – «chi ha fatto quella scelta» (la scelta di candidare Pinuccio Di Matteo) – «chi ha fatto quella scelta, partendo da criteri innovatori e moralistici, non solo è sordomuto ma ha anche la memoria corta, anzi cortissima».
Non ho dubbi sulla buona fede di chi ha pronunciato quell’accusa verso di me. Ha un sapore molto, ma molto personale questo giudizio. Riguarda la mia persona, riguarda Daniele Cirioli. Non riguarda invece il mio modo di fare amministrazione o politica anche perché, amministratore di questo comune non lo sono mai stato, e spero di diventarlo presto – con il consenso degli alifani – dal prossimo 8 giugno. Sarò anche sordomuto e di memoria cortissima, va bene. Non dimentico, però, ciò che ho scritto e fatto affiggere sui muri del Paese nel manifesto di “Appello alla Città” sul quale mi viene detto di avere memoria corta. Ricordo bene di non aver parlato di “criteri innovatori e moralistici”. Ho parlato di “rinnovamento” su “principi” – ecco su principi e non criteri – su principi nuovi che superino la logica dell’appartenenza familiare e di partito. C’è differenza tra “principi” e “criteri”. Riguarda la persona. Un criterio “seleziona” le persone, come si trattasse di una merce qualunque: questa è buona, questa non è buona. Un “principio” invece – ed è questo che ho scritto sui muri di Alife – un principio unisce e accomuna più persone. Da singoli individui le fa diventare un gruppo, una forza, associandole tutte intorno allo stesso ideale, attorno allo stesso programma. Il rinnovamento – lo ripeto – non si fa con la carta d’identità, cioè con i “giovani” o con i “mai candidati”. Il rinnovamento sta prima di tutto nel modo di pensare la politica e l’amministrazione. Noi di Vivi Alife il rinnovamento lo abbiamo fatto e me ne faccio io personalmente il garante. Il rinnovamento lo abbiamo voluto fare sposando tutti – dico tutti – l’idea di desiderare il bene collettivo e non quello personale.
A parte questo, ho apprezzato la lunga denuncia che è stata fatta all’amministrazione uscente di Roberto Vitelli con riferimento alle tante occasioni perse, soprattutto in materia di finanziamenti, durante gli ultimi cinque anni. Ma sentirla fare dalla Lista Leali per Alife mi ha fatto sorridere! “Ma dove eravate” – mi sono chiesto – “dove eravate quando tutto questo accadeva?” Forse la mia “memoria corta, anzi cortissima” mi sta facendo qualche brutto scherzo: “sbaglio o due candidati e un supporter della Lista Leali per Alife erano seduti nei banchi dell’opposizione”? Perché sono stati sempre zitti zitti? Perché non hanno urlato alla cittadinanza queste stesse cose durante i cinque anni di amministrazione? Perché si ricordano solamente ora, alla nuova scadenza elettorale, di tirare fuori le colpe degli altri quando loro, compiacenti o meno, hanno girato la faccia dall’altra parte mentre questi errori venivano compiuti?
Giovedì sera c’è stata poi la presentazione della Lista Toro per Alife, che candida il dottore Fernando Iannelli a Sindaco. Anche in quell’occasione non sono state risparmiate attenzioni – e che attenzioni! – a noi della Lista “Vivi Alife”. Andiamo con ordine.
Partiamo dall’intervento di Maddalena Di Muccio. Tra sordi, muti e smemorati, si è pensato di allargare la platea: ci hanno messo dentro pure gli “orfani”! Cari amici, quegli orfani siamo noi. Orfani di “non avere nessuno alle spalle”. Loro invece sì, loro ce li hanno i registi alle spalle: il senatore Sarro, il sottosegretario Cosentino… e chi più ne ha, più ne metta!
Tentando di fare un discorso “politico” – ma di politico non c’era nulla – è stato svelato il vero piano dell’amministrazione uscente Vitelli e di quella che potrebbe essere di Fernando Iannelli: la creazione di una filiera ramificata… diciamo di “virtù” elettorale sul territorio: comune, provincia, regione e governo centrale.
Tutto questo ha semplicemente dell’incredibile. E’ assurdo. Giù le maschere: fateci vedere i vostri volti; diteci quali sono le vostre vere intenzioni! E mi chiedo: ma perché vi presentate come Lista civica? Perché non dire – e non ci sarebbe nulla di male – perché non dire alla cittadinanza che la tua è la lista del Pdl?
Quanto a noi, a noi orfani di “non avere nessuno alle spalle”, questa non è un accusa. Anzi lo prendiamo come un efficacissimo complimento: è un motivo di vanto! Sì, ve lo confermo: non abbiamo nessuno alle spalle. Noi non abbiamo registi nascosti. Noi non siamo “pedine” in mano al “politico” di turno. Noi siamo liberissimi di decidere autonomamente, esclusivamente per il bene di Alife, per il bene degli alifani! Noi non saremo mai chiamati a sacrificare il bene di Alife, il bene degli alifani, per favorire una richiesta – o meglio un ordine – del partito provinciale o di quello regionale.
Amici miei, noi vogliamo costruire con voi alifani una vera svolta per il nostro paese: la politica ad Alife deve cominciare a servire e smetterla di asservire, di rendere schiava la cittadinanza. La politica deve procurare benessere al territorio, non trattare i cittadini come servi da gestire a proprio piacimento. Non è una storia nuova questa che vi sto raccontando. Il potere politico radicato sul territorio è un’esperienza che conosciamo bene: è ciò che ci ha portato oggi a vivere in queste condizioni. Loro vogliono farci ripetere la stessa esperienza, alternandosi al posto di comando.
Non abbiamo casacche noi di Vivi Alife. Noi siamo l’alternativa a un modo di pensare, di concepire la politica. Non abbiamo casacche noi, ma soltanto il sacrosanto impegno di lavorare solo ed esclusivamente per il bene di tutti, per il bene di Alife.
Un’altra considerazione mi sia consentita riguardo alla presenza delle alte personalità, dell’onorevole Sarro prima di tutto. La sua presenza, composta e attenta anche durante i vari interventi, mi ha lasciato molto, molto perplesso.
Premesso che la lista il Toro per Alife non è una lista di partito ma civica, devo concludere che la presenza dell’onorevole Sarro sia stata a titolo soltanto “personale”, di amicizia, non in quanto esponente politico o di partito. Però, in quanto Senatore della Repubblica, l’onorevole Sarro aveva ed ha il dovere di rettificare il discorso sulla filiera partitica tra comune, provincia, regione e governo centrale. Il prestigio di un Senatore è qualcosa che appartiene a tutti, a tutta la popolazione (alifana e italiana) non soltanto a quelli che votano o che voteranno la Lista il Toro per Alife. Il Senatore deve garantire la funzionalità dello Stato (e il raccordo con gli enti locali: comune, provincia e regioni) anche se il futuro Sindaco di Alife non sarà Fernando Iannelli. Perché – per grazia di Dio – al di sopra dei politici c’è la legge. La legge dello Stato. Questo lo stabilisce la nostra Costituzione. E ve lo dice – permettetemi questa sottile immodestia – uno che con questo Governo e con i Governi passati, di destra e di sinistra, ci ha lavorato. Da tecnico, da professionista, e non per il colore di una tessera partitica che non ho mai avuto (e questo lo dico soprattutto ai giovani: un altro mondo, un’altra vita è possibile: basta volerla!). Chi vi parla collabora in un team di professionisti vicini a Renato Brunetta e a Maurizio Sacconi, rispettivamente ministro per la pubblica amministrazione e ministro del lavoro. E’ una collaborazione da “tecnico”, come dicevo, senza tessera partitica e senza sottomissione a una fede politica. Fare del bene, fare una buona legge per il popolo, è un’azione che non ha colore politico. Non è né di destra, né di sinistra. La disponibilità dei politici ed il lavoro degli amministratori devono essere assolti senza distinzione nei confronti di tutti i cittadini, senza distinzione cioè tra chi vota Pd o Pdl, tra una Lista civica o un’altra.
Rivolgo ufficialmente una domanda al Senatore Sarro: se dovessimo vincere noi della lista Vivi Alife le prossime comunali, Lei, onorevole Senatore della Repubblica, continuerà ad essere rappresentante e voce del nostro territorio, di Alife, con la stessa cura ed intensità che metterebbe se a vincere le elezioni dovesse essere Fernando Iannelli?
Andiamo avanti. Arriviamo all’intervento di Roberto Vitelli, sindaco uscente.
Rispondendo alla mia osservazione di “un’amministrazione sorda”, quella degli ultimi cinque anni, è stato fatto notare che quel mio giudizio è stato un po’ troppo duro, perché non si può dire “sorda” un’amministrazione per il solo motivo di non avere risposto a un manifesto di un cittadino. Beh, le cose non stanno esattamente in questo verso. In verità, io non ho dato del “sordo” all’amministrazione perché non mi ha risposto al manifesto. Ho dato del “sordo” ad un’amministrazione “incapace di ascoltare le esigenze della popolazione”, prima del manifesto. Manifesto nel quale, peraltro, parlavo del servizio Mensa scolastica, un argomento ripreso anche domenica sera nella presentazione della mia lista. Nel suo intervento, il Sindaco uscente, non hai accennato mai – dico mai – al servizio Mensa.
E’ vero: della questione ne abbiamo parlato in ‘privato’, senza manifesti. Ma non basta. Essere amministratori, essere Sindaco di un paese è una carica pubblica. Una carica che non può essere rinchiusa nelle stanze del Municipio, evitando il confronto e la discussione collettiva sui problemi della cittadinanza. Tutti i cittadini, pure quelli che non frequentano le stanze comunali, hanno il sacrosanto diritto di sapere cosa e come i loro rappresentanti stanno svolgendo il ruolo di amministratori.
Credo poi che il Sindaco uscente sia stato leggermente ingiusto nell’accusarci di aver voluto “manipolare” – è una mia interpretazione delle sue parole – l’immagine di Alife trasmettendo nel filmato iniziale del nostro primo comizio solo fotogrammi di un’Alife che non va (il riferimento in particolare era alla campana per la raccolta di vetro con dei rifiuti abbandonati). Quella è una delle tante immagini che abbiamo proiettato, tra cui con orgoglio abbiamo messo anche il “bello” del nostro Alife: i monumenti prima di tutto.
Il Sindaco uscente ha detto ancora di sentir dire da persone di fuori Alife che la città è cresciuta, mentre noi giochiamo al ribasso! Forse quelle persone vengono ad Alife per la festa di San Sisto; noi ci viviamo anche gli altri 360 giorni ad Alife! Ha mai provato il nostro Sindaco a passeggiare per le strade del centro storico? I negozi sono ciminiere di scarichi della macchine. I parcheggi sono isole deserte e le piazze non sono più luoghi per l’incontro tra amici, come questa sera, ma piazzole di sosta per auto e camion. Ha mai provato a portare i figli per viale stazione? Ha mai provato ad usufruire dei marciapiedi?
Ma l’esperienza più terribile l’ho vissuta quest’anno accompagnando mia figlia all’asilo: entrare fin nell’aula con l’ombrello aperto per ripararsi dalla pioggia! L’ultima esperienza, sempre riguardo alle scuole, è la cucina che da molti mesi sta andando avanti nonostante una perdita di gas: si cucina con le finestre aperte e recitando qualche Ave Maria.
Si tratta dei nostri figli, cari amici! Non è questa l’Alife che meritiamo. Un’Alife senza più ispirazioni né vocazioni. Me lo vado chiedendo da tempo: ma Alife è un paese agricolo? È un paese commerciale? È un paese industriale? È un paese turistico? Che vocazione ha il nostro paese? Quale programmazione socio-economica è stata fatta negli ultimi anni per il futuro dei nostri figli?
Un ultima cosa, prima di chiudere.
Ho dato uno sguardo al programma della Lista il Toro per Alife. Sono sobbalzato dalla sedia. E’ una sorta di fotocopia del programma presentato cinque anni fa. Perché – mi chiedo – oggi gli alifani dovrebbero credere nella realizzazione di un programma che per cinque lunghi anni è stato trascurato? Anche perché – lo hanno ripetuto nel comizio – l’amministrazione sarà la continuazione dell’amministrazione uscente.
Mi fermo al primo punto: “i candidati della lista si propongono di gestire il Comune con la massima trasparenza”. Lo diceva il programma di cinque anni fa, lo ripete quello di oggi. Questa trasparenza l’abbiamo chiesta ad alta voce negli anni passati. Ma ci è stata sempre negata! Il ministro Brunetta è famoso in tutto il mondo per la sua caparbietà nel chiedere una pubblica amministrazione trasparente. E ad Alife, da un’amministrazione uscente di centro destra, che iniziative sono state prese in tal senso? Nessuna!
Chiudo qui il mio intervento.
Vi ringrazio di cuore della partecipazione e della pazienza nell’ascoltarci.
Dateci fiducia, dateci il vostro voto.
Conto sui di voi!
Intervento di Daniele Cirioli
Carissimi amici, buona sera a tutti.
Vi abbraccio e vi ringrazio di cuore della vostra presenza.
Siamo al quarto comizio, dopo il primo round dedicato alla presentazione della Lista, domenica scorsa ad Alife e poi nelle frazioni di Totari e di San Michele.
Siamo al quarto comizio e bisogna entrare nel vivo della campagna elettorale: dobbiamo convincervi che la scelta di votare noi di “Vivi Alife” è la sola, unica alternativa per ridare slancio al nostro paese; dobbiamo guadagnarci la vostra fiducia, il vostro voto per il prossimo mandato amministrativo. Lo faremo nel nostro consueto stile, parlando di programmi ed esponendovi le idee che abbiamo in mente di realizzare per la rinascita della nostra Città. Per questo, stasera abbiamo in programma tre interventi che porteranno in primo piano i temi dell’agricoltura e dei servizi sociali.
Nelle trascorse serate, intanto, anche le altre Liste in competizione elettorale hanno fatto i loro primi interventi pubblici. Non hanno risparmiato una loro attenzione a noi della Lista “Vivi Alife”, talvolta per rispondere – giustamente e cortesemente – alle nostre prime domande che gli abbiamo formulato in apertura di campagna elettorale; ma talvolta – e questo forse in maniera più gratuita che dovuta – anche per criticarci. E’ mio dovere, come capitano di una squadra, replicare alle accuse che ci sono state mosse; come è doveroso che io risponda alle domande che ci sono state fatte.
Ma prima guardiamo i fatti. Guardiamo il futuro che potrebbe esserci per Alife con alcune delle idee che abbiamo in cantiere di realizzare nei prossimi cinque anni di amministrazione.
Passo la parola a Maurizio Amicarelli – Alessandra Angelillo – Giuseppina Rao
A questo punto è mio dovere, come capitano di squadra, replicare alle accuse che ci sono state mosse nei comizi delle altre liste; come è doveroso che io risponda alle domande che ci sono state fatte.
Un primo passaggio sento di farlo su quanto è stato detto dalla lista Leali per Alife, per mezzo del segretario del Pd, Gianfranco Di Caprio. Un discorso riportato, per grandi linee, anche dalla stampa locale.
Ricorderete – e lo confermo anche questa sera – che nel discorso di apertura di questa campagna elettorale ho mosso critiche verso la passata amministrazione parlando di “maggioranza sorda” e “minoranza muta”. Ebbene, la critica verso la “minoranza muta”, evidentemente, non è andata giù alla lista “Leali per Alife”: del resto, di quella minoranza hanno ben tre esponenti: due candidati ed un supporter esterno. Non hanno preferito rispondermi sul “perché” di quel silenzio….In una maniera più arguta hanno replicato rivolgendomi delle accuse. A proposito della mia lista, a proposito dell’arruolamento dei candidati di Vivi Alife, mi è stato detto – leggo le testuali parole riportate da un quotidiano locale – «chi ha fatto quella scelta» (la scelta di candidare Pinuccio Di Matteo) – «chi ha fatto quella scelta, partendo da criteri innovatori e moralistici, non solo è sordomuto ma ha anche la memoria corta, anzi cortissima».
Non ho dubbi sulla buona fede di chi ha pronunciato quell’accusa verso di me. Ha un sapore molto, ma molto personale questo giudizio. Riguarda la mia persona, riguarda Daniele Cirioli. Non riguarda invece il mio modo di fare amministrazione o politica anche perché, amministratore di questo comune non lo sono mai stato, e spero di diventarlo presto – con il consenso degli alifani – dal prossimo 8 giugno. Sarò anche sordomuto e di memoria cortissima, va bene. Non dimentico, però, ciò che ho scritto e fatto affiggere sui muri del Paese nel manifesto di “Appello alla Città” sul quale mi viene detto di avere memoria corta. Ricordo bene di non aver parlato di “criteri innovatori e moralistici”. Ho parlato di “rinnovamento” su “principi” – ecco su principi e non criteri – su principi nuovi che superino la logica dell’appartenenza familiare e di partito. C’è differenza tra “principi” e “criteri”. Riguarda la persona. Un criterio “seleziona” le persone, come si trattasse di una merce qualunque: questa è buona, questa non è buona. Un “principio” invece – ed è questo che ho scritto sui muri di Alife – un principio unisce e accomuna più persone. Da singoli individui le fa diventare un gruppo, una forza, associandole tutte intorno allo stesso ideale, attorno allo stesso programma. Il rinnovamento – lo ripeto – non si fa con la carta d’identità, cioè con i “giovani” o con i “mai candidati”. Il rinnovamento sta prima di tutto nel modo di pensare la politica e l’amministrazione. Noi di Vivi Alife il rinnovamento lo abbiamo fatto e me ne faccio io personalmente il garante. Il rinnovamento lo abbiamo voluto fare sposando tutti – dico tutti – l’idea di desiderare il bene collettivo e non quello personale.
A parte questo, ho apprezzato la lunga denuncia che è stata fatta all’amministrazione uscente di Roberto Vitelli con riferimento alle tante occasioni perse, soprattutto in materia di finanziamenti, durante gli ultimi cinque anni. Ma sentirla fare dalla Lista Leali per Alife mi ha fatto sorridere! “Ma dove eravate” – mi sono chiesto – “dove eravate quando tutto questo accadeva?” Forse la mia “memoria corta, anzi cortissima” mi sta facendo qualche brutto scherzo: “sbaglio o due candidati e un supporter della Lista Leali per Alife erano seduti nei banchi dell’opposizione”? Perché sono stati sempre zitti zitti? Perché non hanno urlato alla cittadinanza queste stesse cose durante i cinque anni di amministrazione? Perché si ricordano solamente ora, alla nuova scadenza elettorale, di tirare fuori le colpe degli altri quando loro, compiacenti o meno, hanno girato la faccia dall’altra parte mentre questi errori venivano compiuti?
Giovedì sera c’è stata poi la presentazione della Lista Toro per Alife, che candida il dottore Fernando Iannelli a Sindaco. Anche in quell’occasione non sono state risparmiate attenzioni – e che attenzioni! – a noi della Lista “Vivi Alife”. Andiamo con ordine.
Partiamo dall’intervento di Maddalena Di Muccio. Tra sordi, muti e smemorati, si è pensato di allargare la platea: ci hanno messo dentro pure gli “orfani”! Cari amici, quegli orfani siamo noi. Orfani di “non avere nessuno alle spalle”. Loro invece sì, loro ce li hanno i registi alle spalle: il senatore Sarro, il sottosegretario Cosentino… e chi più ne ha, più ne metta!
Tentando di fare un discorso “politico” – ma di politico non c’era nulla – è stato svelato il vero piano dell’amministrazione uscente Vitelli e di quella che potrebbe essere di Fernando Iannelli: la creazione di una filiera ramificata… diciamo di “virtù” elettorale sul territorio: comune, provincia, regione e governo centrale.
Tutto questo ha semplicemente dell’incredibile. E’ assurdo. Giù le maschere: fateci vedere i vostri volti; diteci quali sono le vostre vere intenzioni! E mi chiedo: ma perché vi presentate come Lista civica? Perché non dire – e non ci sarebbe nulla di male – perché non dire alla cittadinanza che la tua è la lista del Pdl?
Quanto a noi, a noi orfani di “non avere nessuno alle spalle”, questa non è un accusa. Anzi lo prendiamo come un efficacissimo complimento: è un motivo di vanto! Sì, ve lo confermo: non abbiamo nessuno alle spalle. Noi non abbiamo registi nascosti. Noi non siamo “pedine” in mano al “politico” di turno. Noi siamo liberissimi di decidere autonomamente, esclusivamente per il bene di Alife, per il bene degli alifani! Noi non saremo mai chiamati a sacrificare il bene di Alife, il bene degli alifani, per favorire una richiesta – o meglio un ordine – del partito provinciale o di quello regionale.
Amici miei, noi vogliamo costruire con voi alifani una vera svolta per il nostro paese: la politica ad Alife deve cominciare a servire e smetterla di asservire, di rendere schiava la cittadinanza. La politica deve procurare benessere al territorio, non trattare i cittadini come servi da gestire a proprio piacimento. Non è una storia nuova questa che vi sto raccontando. Il potere politico radicato sul territorio è un’esperienza che conosciamo bene: è ciò che ci ha portato oggi a vivere in queste condizioni. Loro vogliono farci ripetere la stessa esperienza, alternandosi al posto di comando.
Non abbiamo casacche noi di Vivi Alife. Noi siamo l’alternativa a un modo di pensare, di concepire la politica. Non abbiamo casacche noi, ma soltanto il sacrosanto impegno di lavorare solo ed esclusivamente per il bene di tutti, per il bene di Alife.
Un’altra considerazione mi sia consentita riguardo alla presenza delle alte personalità, dell’onorevole Sarro prima di tutto. La sua presenza, composta e attenta anche durante i vari interventi, mi ha lasciato molto, molto perplesso.
Premesso che la lista il Toro per Alife non è una lista di partito ma civica, devo concludere che la presenza dell’onorevole Sarro sia stata a titolo soltanto “personale”, di amicizia, non in quanto esponente politico o di partito. Però, in quanto Senatore della Repubblica, l’onorevole Sarro aveva ed ha il dovere di rettificare il discorso sulla filiera partitica tra comune, provincia, regione e governo centrale. Il prestigio di un Senatore è qualcosa che appartiene a tutti, a tutta la popolazione (alifana e italiana) non soltanto a quelli che votano o che voteranno la Lista il Toro per Alife. Il Senatore deve garantire la funzionalità dello Stato (e il raccordo con gli enti locali: comune, provincia e regioni) anche se il futuro Sindaco di Alife non sarà Fernando Iannelli. Perché – per grazia di Dio – al di sopra dei politici c’è la legge. La legge dello Stato. Questo lo stabilisce la nostra Costituzione. E ve lo dice – permettetemi questa sottile immodestia – uno che con questo Governo e con i Governi passati, di destra e di sinistra, ci ha lavorato. Da tecnico, da professionista, e non per il colore di una tessera partitica che non ho mai avuto (e questo lo dico soprattutto ai giovani: un altro mondo, un’altra vita è possibile: basta volerla!). Chi vi parla collabora in un team di professionisti vicini a Renato Brunetta e a Maurizio Sacconi, rispettivamente ministro per la pubblica amministrazione e ministro del lavoro. E’ una collaborazione da “tecnico”, come dicevo, senza tessera partitica e senza sottomissione a una fede politica. Fare del bene, fare una buona legge per il popolo, è un’azione che non ha colore politico. Non è né di destra, né di sinistra. La disponibilità dei politici ed il lavoro degli amministratori devono essere assolti senza distinzione nei confronti di tutti i cittadini, senza distinzione cioè tra chi vota Pd o Pdl, tra una Lista civica o un’altra.
Rivolgo ufficialmente una domanda al Senatore Sarro: se dovessimo vincere noi della lista Vivi Alife le prossime comunali, Lei, onorevole Senatore della Repubblica, continuerà ad essere rappresentante e voce del nostro territorio, di Alife, con la stessa cura ed intensità che metterebbe se a vincere le elezioni dovesse essere Fernando Iannelli?
Andiamo avanti. Arriviamo all’intervento di Roberto Vitelli, sindaco uscente.
Rispondendo alla mia osservazione di “un’amministrazione sorda”, quella degli ultimi cinque anni, è stato fatto notare che quel mio giudizio è stato un po’ troppo duro, perché non si può dire “sorda” un’amministrazione per il solo motivo di non avere risposto a un manifesto di un cittadino. Beh, le cose non stanno esattamente in questo verso. In verità, io non ho dato del “sordo” all’amministrazione perché non mi ha risposto al manifesto. Ho dato del “sordo” ad un’amministrazione “incapace di ascoltare le esigenze della popolazione”, prima del manifesto. Manifesto nel quale, peraltro, parlavo del servizio Mensa scolastica, un argomento ripreso anche domenica sera nella presentazione della mia lista. Nel suo intervento, il Sindaco uscente, non hai accennato mai – dico mai – al servizio Mensa.
E’ vero: della questione ne abbiamo parlato in ‘privato’, senza manifesti. Ma non basta. Essere amministratori, essere Sindaco di un paese è una carica pubblica. Una carica che non può essere rinchiusa nelle stanze del Municipio, evitando il confronto e la discussione collettiva sui problemi della cittadinanza. Tutti i cittadini, pure quelli che non frequentano le stanze comunali, hanno il sacrosanto diritto di sapere cosa e come i loro rappresentanti stanno svolgendo il ruolo di amministratori.
Credo poi che il Sindaco uscente sia stato leggermente ingiusto nell’accusarci di aver voluto “manipolare” – è una mia interpretazione delle sue parole – l’immagine di Alife trasmettendo nel filmato iniziale del nostro primo comizio solo fotogrammi di un’Alife che non va (il riferimento in particolare era alla campana per la raccolta di vetro con dei rifiuti abbandonati). Quella è una delle tante immagini che abbiamo proiettato, tra cui con orgoglio abbiamo messo anche il “bello” del nostro Alife: i monumenti prima di tutto.
Il Sindaco uscente ha detto ancora di sentir dire da persone di fuori Alife che la città è cresciuta, mentre noi giochiamo al ribasso! Forse quelle persone vengono ad Alife per la festa di San Sisto; noi ci viviamo anche gli altri 360 giorni ad Alife! Ha mai provato il nostro Sindaco a passeggiare per le strade del centro storico? I negozi sono ciminiere di scarichi della macchine. I parcheggi sono isole deserte e le piazze non sono più luoghi per l’incontro tra amici, come questa sera, ma piazzole di sosta per auto e camion. Ha mai provato a portare i figli per viale stazione? Ha mai provato ad usufruire dei marciapiedi?
Ma l’esperienza più terribile l’ho vissuta quest’anno accompagnando mia figlia all’asilo: entrare fin nell’aula con l’ombrello aperto per ripararsi dalla pioggia! L’ultima esperienza, sempre riguardo alle scuole, è la cucina che da molti mesi sta andando avanti nonostante una perdita di gas: si cucina con le finestre aperte e recitando qualche Ave Maria.
Si tratta dei nostri figli, cari amici! Non è questa l’Alife che meritiamo. Un’Alife senza più ispirazioni né vocazioni. Me lo vado chiedendo da tempo: ma Alife è un paese agricolo? È un paese commerciale? È un paese industriale? È un paese turistico? Che vocazione ha il nostro paese? Quale programmazione socio-economica è stata fatta negli ultimi anni per il futuro dei nostri figli?
Un ultima cosa, prima di chiudere.
Ho dato uno sguardo al programma della Lista il Toro per Alife. Sono sobbalzato dalla sedia. E’ una sorta di fotocopia del programma presentato cinque anni fa. Perché – mi chiedo – oggi gli alifani dovrebbero credere nella realizzazione di un programma che per cinque lunghi anni è stato trascurato? Anche perché – lo hanno ripetuto nel comizio – l’amministrazione sarà la continuazione dell’amministrazione uscente.
Mi fermo al primo punto: “i candidati della lista si propongono di gestire il Comune con la massima trasparenza”. Lo diceva il programma di cinque anni fa, lo ripete quello di oggi. Questa trasparenza l’abbiamo chiesta ad alta voce negli anni passati. Ma ci è stata sempre negata! Il ministro Brunetta è famoso in tutto il mondo per la sua caparbietà nel chiedere una pubblica amministrazione trasparente. E ad Alife, da un’amministrazione uscente di centro destra, che iniziative sono state prese in tal senso? Nessuna!
Chiudo qui il mio intervento.
Vi ringrazio di cuore della partecipazione e della pazienza nell’ascoltarci.
Dateci fiducia, dateci il vostro voto.
Conto sui di voi!
martedì 19 maggio 2009
Comizio a San Michele
(19 maggio 2009)
Carissimi amici, buona sera a tutti.
Vi abbraccio e vi ringrazio di cuore della vostra presenza.
Siamo al nostro terzo comizio elettorale, dopo il primo di apertura ad Alife e il secondo di ieri sera nella frazione di Totari. Questa sera la Lista Vivi Alife si presenta a Voi di questa ridente frazione di San Michele, parlando del nostro futuro e, soprattutto, del futuro dei nostri figli.
L’ho già detto ad Alife, l’ho ripetuto a Totari e lo confermo stasera: mi auguro una campagna elettorale fattiva, concreta e soprattutto garbata. Spero anche in comizi elettorali entusiasmanti, appassionati…. ma sempre e solo con riferimento a temi amministrativi e politici, senza mai cadere nell’offesa personale o familiare.
Prima di presentarvi i singoli Candidati della Lista Vivi Alife – della quale mi onora essere il candidato Sindaco – sento di dovervi fare una brevissima introduzione per spiegarvi il ‘significato’ del nostro impegno. Voglio dirvi, cioè, da dove siamo partiti e, soprattutto, dove vogliamo arrivare.
E’ da alcuni anni che sono convinto di una cosa: Alife ha bisogno di un deciso cambiamento del modo di fare amministrazione. Due anni fa – esattamente poco prima di Natale del 2007 – è apparso sui muri di Alife un manifesto. Si intitolava “Persi in un perverso gioco di ipocrisie”. Il manifesto era una pubblica denuncia di un “Cittadino di Alife” – il sottoscritto – sulla cattiva amministrazione comunale, di tutto il Consiglio comunale (maggioranza e minoranza). Nel manifesto spiegavo che l’inceppo del nostro convivere stava nell’essere amministrati da una Maggioranza sorda, incapace di ascoltare le esigenze della popolazione, e da un’Opposizione muta, a significare che le cose vanno a dovere, secondo il celebre detto: chi tace acconsente!
Come padre di figli che frequentano le scuole di Alife, pensavo che quel manifesto avrebbe svegliato la Maggioranza nel dare ascolto alla voce di quel Cittadino e rispondere alle sue lamentele. Speravo pure che il manifesto avrebbe spinto la Minoranza a prendersi cura della protesta di quel Cittadino.
E invece che cosa è successo? Nulla. Il silenzio assoluto.
Nessuno ha avvertito la sensibilità o il dovere di rispondere, per concordare o anche solo per rimproverare quel Cittadino che lamentava il cattivo servizio della Mensa scolastica, uno dei tanti disservizi comunali.
Di quel manifesto ho discusso ampiamente con il Sindaco, con Roberto Vitelli. Ma l’anno dopo, cioè a settembre di quest’anno, il disservizio si è puntualmente ripetuto. Ho sollecitato personalmente alcuni dei Consiglieri di minoranza chiedendo aiuto ed intercessione nei confronti della Maggioranza nel risolvere il problema del servizio mensa. Ho trovato solo porte chiuse.
Questo silenzio ha confermato la tesi che proponevo nel manifesto, la tesi di una comunità – la nostra di Alife – amministrata da una Maggioranza sorda e da un’Opposizione muta. Quella stessa Maggioranza e quella stessa Minoranza che oggi, con incredibile coraggio, si sono ricandidate a chiedervi la fiducia elettorale!
Questo menefreghismo, da parte sia della Maggioranza che dell’Opposizione, mi ha convinto di una cosa: Alife ha bisogno di un impegno amministrativo tutto nuovo. C’è bisogno di respirare aria nuova, aria pulita. C’è bisogno di un segnale netto di discontinuità con il passato. C’è bisogno di cambiare, di volti nuovi, di idee nuove.
Da mesi circolava la voce di 2 liste in programmazione per questa tornata elettorale: una con candidato Sindaco Fernando Iannelli, in continuità dell’amministrazione di Roberto Vitelli (dunque appartenente alla Maggioranza uscente); l’altra con candidato Sindaco Alfonso Santagata (dunque appartenente alla Minoranza uscente) dopo la fantasiosa ed artificiale fusione del gruppo dei Cappellani con quello di Gianni Zeppetelli.
Senza la mia candidatura, senza la Lista Vivi Alife amici miei, che risultato elettorale avrebbe avuto il voto del 6 e 7 giugno? Avrebbe prodotto un’amministrazione fotocopia degli ultimi cinque anni, con una Maggioranza sordomuta e una Minoranza altrettanto sordomuta. Avesse vinto il gruppo di Iannelli o quello di Santagata, le cose sarebbero cambiate poco: nel Consiglio comunale avrebbero preso posto gli stessi e soli Consiglieri degli ultimi cinque anni.
Questa è dunque la ragione del perché ho deciso la nascita di Vivi Alife e della terza Lista: per offrire una via d’uscita al ripetersi dell’amministrazione degli ultimi anni; per dare una speranza di cambiamento a chi è stanco della politica degli ultimi tempi. Vivi Alife è la sola e vera “alternativa” per il futuro della nostra amministrazione comunale. Le altre Liste sono una “restaurazione” dei gruppi di Maggioranza e Minoranza che ci hanno governato gli ultimi cinque anni. Li conosciamo i loro Candidati; molti hanno già amministrato o sono stati comunque dietro le quinte di altri amministratori. Non meritano più la conferma in un ruolo che hanno svolto maldestramente negli ultimi anni.
Per questo vi chiedo di votare compatti il simbolo del germoglio nascente, la Lista Vivi Alife, senza spartire le preferenze tra amici, parenti e conoscenti delle altre Liste. Il voto è qualcosa di strettamente personale: è dare fiducia a una persona, e per mezzo di essa, a un gruppo, ad una Lista. Se però quel gruppo, quella Lista non offre una garanzia di buona amministrazione, diventa sprecato votare la fiducia al “singolo” che, da solo, non potrà mai sostituirsi al gruppo, alla Lista. Il voto non può essere oggetto di scambio per un favore; né può essere visto come segno di riconoscenza, di amicizia, di parentela: il voto è l’espressione massima della nostra libertà. Ed è con libertà, cioè senza alcun condizionamento di favoritismi, di amicizia o di parentela che deve essere espresso alla Lista che più risponde all’interesse del bene collettivo e della Città.
Il nostro credo, amici miei, il credo della Lista Vivi Alife non è strettamente politico-partitico. Lo abbiamo messo per iscritto e reso pubblico con il manifesto di “Appello alla Città” del 9 aprile scorso e poi con la successiva dichiarazione del 7 maggio.
Il nostro modo di fare politica locale va oltre la logica dell’appartenenza (familiare o di partito) e punta ai bisogni di “tutti”, non dei “singoli”. Il nostro modo di fare politica non risponde agli ordini di nessuna scuderia di partito. A noi interessa soltanto dare ad Alife una “buona amministrazione” per servire la Città, intesa come “comunità di persone”. La “persona”, il cittadino, deve ritornare al centro della vita e dell’interesse degli amministratori. Non vi promettiamo miracoli, né posti di lavoro od opere di impossibile realizzazione: ma vi do la mia parola che tutto questo sarà la naturale conseguenza di un’amministrazione ordinaria fatta straordinariamente bene.
Alife ha bisogno di rinnovamento della gestione amministrativa. Un “rinnovamento” che deve stare soprattutto nel modo di pensare la politica e di fare amministrazione, desiderando il bene collettivo e non quello personale.
Vi prego di guardare i nomi dei Candidati delle altre Liste: secondo Voi c’è rinnovamento in chi ha sposato la logica di un sistema partitico che tutto impone? E vi chiedo ancora: dove sta il rinnovamento in una Lista che ha tra i Candidati persone che hanno taciuto quando sono state nel Consiglio comunale, senza opporsi e senza proporsi per cinque lunghissimi anni? Dove sta il rinnovamento in una Lista che ha tra i Candidati un gruppo di “emigranti” che hanno valicato il confine della loro tradizionale appartenenza partitica?
Il rinnovamento, cari amici, siamo noi. Solo e soltanto noi. Gli amici delle altre Liste propongono un’alternanza, non un’alternativa. Loro, tutti loro, hanno cambiato casacca e vogliono farci credere di volere rinnovare l’amministrazione comunale.
L’alternativa è il rinnovamento che propone Vivi Alife. Non abbiamo casacche noi, ma soltanto il sacrosanto impegno di lavorare solo ed esclusivamente per il bene di tutti, per il bene di Alife.
Guardate i nostri manifesti: ci abbiamo messo tutti la nostra “faccia”. Lo abbiamo fatto insieme, senza paura, perché non abbiamo nulla da nascondervi. Ci guardiamo negli occhi oggi, e vogliamo farlo anche domani – a Dio piacente! – senza paura di un giudizio insano per il nostro modo di gestire l’amministrazione comunale.
LA SQUADRA
Passo adesso a presentarvi la Squadra di Vivi Alife. L’avventura di formare una lista è un’esperienza straordinaria. Ad Alife, poi, tutto diventa eccezionale. Ho scoperto che tra gli alifani ci sono persone che pensano di avere il diritto di candidarsi solo perché sono “portatori di voti”.
Per formare la lista Vivi Alife ho preferito guardare in un’altra direzione. Non ho cercato i “portatori di voti”, ma persone “portatori di idee”. Perché, oltre a puntare a vincere le elezioni, il mio desiderio è quello di portare sul Comune un gruppo che sappia bene amministrare il Paese.
1. Amicarelli Maurizio
2. Angelillo Alessandra
3. Bergamin Marco
4. Del Basso Antonio
5. Di Lauro Nicola
6. La mascotte Di Matteo Giuseppe
7. Fappiano Angelo
8. Farina Bernardino
9. Fiorillo Pasquale
10. Guadagno Giovanni
11. Melillo Annunziata
12. Meola Maria
13. Nisio Daniela
14. Pece Daniela
15. Rao Giuseppina
16. Vetere Marisa
IL NOSTRO PROGRAMMA
Io e questa splendida Squadra, amici miei – splendida anche perché annovera ben sette quote rosa – ci impegniamo a rinnovare la gestione amministrativa del Comune di Alife. Lo abbiamo scritto sui nostri volantini e manifesti: vogliamo la “rinascita” di Alife.
Il programma è ricco di idee, tutte concretamente realizzabili e senza “promesse” di impossibile attuazione.
Queste idee mirano a tre obiettivi fondamentali:
1) un’amministrazione compartecipata;
2) una maggiore e migliore vivibilità della Città;
3) lo sviluppo del territorio.
1) Amministrazione compartecipata
Amministrazione compartecipata significa gestire il Comune alla luce del sole, nella massima trasparenza e con il coinvolgimento dei cittadini. Gli alifani devono sapere giorno per giorno tutto quanto succede sul Comune, le decisioni che vengono prese e quelle che non vengono prese. I cittadini devono essere messi al corrente di ogni singolo euro che viene speso. Non c’è nulla di straordinario in questo, eppure è qualcosa che ci è stato negato dalle precedenti amministrazioni. Dalla Maggioranza e dall’Opposizione. Noi di Vivi Alife istituiremo subito un “Notiziario dal Comune” per fare arrivare in tutte le famiglie gli atti deliberativi del Comune. Vogliamo che nei cittadini rinasca l’interesse dei problemi sociali. La gestione della Città non è una delega in bianco data agli amministratori, i quali possono fare e disfare a loro piacimento. Gli amministratori devono rendere conto del loro operato ai cittadini costantemente, giorno dopo giorno. E questo controllo ci può essere soltanto se i cittadini sono messi al corrente, quotidianamente, di ciò che viene deciso per loro sul Comune.
2) Maggiore e migliore vivibilità della Città
Il nostro secondo obiettivo è quello di dare alla Città una maggiore e migliore vivibilità. Una “città vivibile”, secondo noi di Vivi Alife, è un luogo dove il cittadino si sente come “a casa propria”. Vi chiedo: è vivibile la nostra città, Alife come San Michele, se ci viene negato un servizio basilare come l’acqua? E vi chiedo ancora: è vivibile la nostra città – mi riferisco soprattutto a San Michele – dove ci è stata negata da due anni la promessa di un campo di calcio per i nostri figli?
Per noi di Vivi Alife, vivibilità significa rendere il Paese attraente, interessante, coinvolgente. Un Paese che offre opportunità ai minori, ai giovani, agli anziani, ai disabili, a tutti i cittadini insomma.
3) Sviluppo del territorio
Il nostro terzo obiettivo è quello di dare alla Città validi presupposti per lo sviluppo reale e concreto del territorio. Smettiamola di regalare valigie ai nostri figli! Chi vuole oggi realizzarsi nello studio, nel lavoro, nella società è costretto ad abbandonare le nostre terre e gli affetti più cari. Stiamo nel 2009 ma sembra la storia del ’49, del dopoguerra, quando molti dei nostri parenti hanno dovuto emigrare in terre sconosciute per garantirsi la sopravvivenza. Il nostro è un paese oggi che non ha più né ispirazioni né vocazioni. Me lo vado chiedendo da tempo: ma Alife è un paese agricolo? È un paese commerciale? È un paese industriale? È un paese turistico? Che vocazione ha il nostro paese? Quale programmazione è stata fatta negli ultimi anni per il futuro dei nostri figli? Nessuna! Mentre nei paesi limitrofi – pensate ad Isernia o al beneventano – c’è stato l’insediamento di numerose fabbriche che hanno portato posti di lavoro e, dunque, benessere alla cittadinanza, la nostra zona industriale è stata abbandonata e dimenticata. Come pari pari è stato dimenticato il settore agricolo e quello commerciale. Il nostro Comune non ha sottoscritto un solo accordo per favorire l’insediamento di aziende provenienti da altre zone più sviluppate. Gli enti locali possono – anzi è loro dovere soprattutto in questo tempo di crisi – favorire lo sviluppo produttivo, anche sottoscrivendo patti con aziende in cambio di posti di lavoro. 10, 20, 100 posti di lavoro significa liberare 10, 20 o 100 famiglie dal bisogno più elementare che è quello di avere la dignità di un lavoro e di una sudata paga mensile. Articolo 4 della Costituzione: la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Noi di Vivi Alife lo abbiamo scritto nel programma: lavoreremo per intraprendere trattative con imprenditori esterni, in accordo con le nostre aziende, per favorire il loro insediamento produttivo nell’area di sviluppo industriale mediante la previsione di agevolazioni fiscali, ed in cambio chiederemo l’impegno ad assumere manodopera locale. Assunzioni libere, soprattutto dal voto elettorale.
Le frazioni di Totari e San Michele
Il nostro programma, poi, prevede due sezioni speciali dedicate alle due frazioni di Totari e San Michele. Quando incontravo le persone per proporre la candidatura nella Lista Vivi Alife, Nunzia Melillo di Totari, parlandomi dei problemi delle nostre zone mi rappresentava Alife con un’immagine simbolica molto bella ed efficace. Mi spiegava che, secondo lei, Alife si presenta come una bella donna, vestita bene, ma con capelli disordinati e scarpe rotte. I capelli disordinati rappresentano San Michele, le scarpe rotte Totari. Io ho aggiunto che, oggi però, questa bella donna che era Alife si ritrova anche con il vestito rotto e rattoppato in parecchie parti: il nucleo urbano principale e il centro storico. L’impegno di Vivi Alife è allora quello di ridare un vestito nuovo e scarpe nuove ad Alife e a Totari, nonché una bellissima pettinatura a San Michele con un programma dettagliato di idee che adesso vi sarà presentato da Daniela Pece.
Amici miei, questo è Vivi Alife. Questo è il nostro programma, questo il nostro disinteressato impegno per il bene di tutti e, soprattutto, dei nostri figli.
Vi chiedo, vi supplico di credermi e di credere alla nostra proposta. Vi chiedo anche un piccolo sacrificio: scavalcate quel recinto dell’“io”, del proprio orticello nel quale tranquilli ci siamo barricati; fino ad ieri anche io e i candidati di Vivi Alife. Cominciamo a parlare con il tuono della coscienza, pretendendo sani principi di vita sociale. Io e i Candidati di Vivi Alife ci siamo messi in gioco. La posta è molto alta: si tratta del futuro della nostra Città e, soprattutto, dei nostri figli. Smettiamola di restare alla finestra a guardare e a subire ciò che altri ci offrono senza possibilità di scelta.
E’ un mio sogno… è il sogno di Vivi Alife. Per realizzarlo adesso c’è bisogno del vostro aiuto, della fiducia di Voi elettori. Soltanto con un voto libero, compatto ed unito, sarà possibile dare ad Alife e al nostro futuro un vero cambio di rotta.
Prima di questa campagna elettorale ho girato molte famiglie per avere consensi sull’operazione Vivi Alife che stavo mettendo in atto. Vorrei adesso ritornare nelle vostre case, sempre accoglienti, per supplicarvi di donare ad Alife l’ultima occasione di un avvenire diverso. Vi prometto che lo farò in questi giorni, ma se non dovessi riuscirci lo farò dal giorno dopo le elezioni. Perché Vivi Alife è una storia che è solo all’inizio e che non finirà il giorno delle elezioni, ma continuerà negli anni a partire dall’8 giugno.
Dateci fiducia, dateci il vostro voto.
Conto su di voi!
Carissimi amici, buona sera a tutti.
Vi abbraccio e vi ringrazio di cuore della vostra presenza.
Siamo al nostro terzo comizio elettorale, dopo il primo di apertura ad Alife e il secondo di ieri sera nella frazione di Totari. Questa sera la Lista Vivi Alife si presenta a Voi di questa ridente frazione di San Michele, parlando del nostro futuro e, soprattutto, del futuro dei nostri figli.
L’ho già detto ad Alife, l’ho ripetuto a Totari e lo confermo stasera: mi auguro una campagna elettorale fattiva, concreta e soprattutto garbata. Spero anche in comizi elettorali entusiasmanti, appassionati…. ma sempre e solo con riferimento a temi amministrativi e politici, senza mai cadere nell’offesa personale o familiare.
Prima di presentarvi i singoli Candidati della Lista Vivi Alife – della quale mi onora essere il candidato Sindaco – sento di dovervi fare una brevissima introduzione per spiegarvi il ‘significato’ del nostro impegno. Voglio dirvi, cioè, da dove siamo partiti e, soprattutto, dove vogliamo arrivare.
E’ da alcuni anni che sono convinto di una cosa: Alife ha bisogno di un deciso cambiamento del modo di fare amministrazione. Due anni fa – esattamente poco prima di Natale del 2007 – è apparso sui muri di Alife un manifesto. Si intitolava “Persi in un perverso gioco di ipocrisie”. Il manifesto era una pubblica denuncia di un “Cittadino di Alife” – il sottoscritto – sulla cattiva amministrazione comunale, di tutto il Consiglio comunale (maggioranza e minoranza). Nel manifesto spiegavo che l’inceppo del nostro convivere stava nell’essere amministrati da una Maggioranza sorda, incapace di ascoltare le esigenze della popolazione, e da un’Opposizione muta, a significare che le cose vanno a dovere, secondo il celebre detto: chi tace acconsente!
Come padre di figli che frequentano le scuole di Alife, pensavo che quel manifesto avrebbe svegliato la Maggioranza nel dare ascolto alla voce di quel Cittadino e rispondere alle sue lamentele. Speravo pure che il manifesto avrebbe spinto la Minoranza a prendersi cura della protesta di quel Cittadino.
E invece che cosa è successo? Nulla. Il silenzio assoluto.
Nessuno ha avvertito la sensibilità o il dovere di rispondere, per concordare o anche solo per rimproverare quel Cittadino che lamentava il cattivo servizio della Mensa scolastica, uno dei tanti disservizi comunali.
Di quel manifesto ho discusso ampiamente con il Sindaco, con Roberto Vitelli. Ma l’anno dopo, cioè a settembre di quest’anno, il disservizio si è puntualmente ripetuto. Ho sollecitato personalmente alcuni dei Consiglieri di minoranza chiedendo aiuto ed intercessione nei confronti della Maggioranza nel risolvere il problema del servizio mensa. Ho trovato solo porte chiuse.
Questo silenzio ha confermato la tesi che proponevo nel manifesto, la tesi di una comunità – la nostra di Alife – amministrata da una Maggioranza sorda e da un’Opposizione muta. Quella stessa Maggioranza e quella stessa Minoranza che oggi, con incredibile coraggio, si sono ricandidate a chiedervi la fiducia elettorale!
Questo menefreghismo, da parte sia della Maggioranza che dell’Opposizione, mi ha convinto di una cosa: Alife ha bisogno di un impegno amministrativo tutto nuovo. C’è bisogno di respirare aria nuova, aria pulita. C’è bisogno di un segnale netto di discontinuità con il passato. C’è bisogno di cambiare, di volti nuovi, di idee nuove.
Da mesi circolava la voce di 2 liste in programmazione per questa tornata elettorale: una con candidato Sindaco Fernando Iannelli, in continuità dell’amministrazione di Roberto Vitelli (dunque appartenente alla Maggioranza uscente); l’altra con candidato Sindaco Alfonso Santagata (dunque appartenente alla Minoranza uscente) dopo la fantasiosa ed artificiale fusione del gruppo dei Cappellani con quello di Gianni Zeppetelli.
Senza la mia candidatura, senza la Lista Vivi Alife amici miei, che risultato elettorale avrebbe avuto il voto del 6 e 7 giugno? Avrebbe prodotto un’amministrazione fotocopia degli ultimi cinque anni, con una Maggioranza sordomuta e una Minoranza altrettanto sordomuta. Avesse vinto il gruppo di Iannelli o quello di Santagata, le cose sarebbero cambiate poco: nel Consiglio comunale avrebbero preso posto gli stessi e soli Consiglieri degli ultimi cinque anni.
Questa è dunque la ragione del perché ho deciso la nascita di Vivi Alife e della terza Lista: per offrire una via d’uscita al ripetersi dell’amministrazione degli ultimi anni; per dare una speranza di cambiamento a chi è stanco della politica degli ultimi tempi. Vivi Alife è la sola e vera “alternativa” per il futuro della nostra amministrazione comunale. Le altre Liste sono una “restaurazione” dei gruppi di Maggioranza e Minoranza che ci hanno governato gli ultimi cinque anni. Li conosciamo i loro Candidati; molti hanno già amministrato o sono stati comunque dietro le quinte di altri amministratori. Non meritano più la conferma in un ruolo che hanno svolto maldestramente negli ultimi anni.
Per questo vi chiedo di votare compatti il simbolo del germoglio nascente, la Lista Vivi Alife, senza spartire le preferenze tra amici, parenti e conoscenti delle altre Liste. Il voto è qualcosa di strettamente personale: è dare fiducia a una persona, e per mezzo di essa, a un gruppo, ad una Lista. Se però quel gruppo, quella Lista non offre una garanzia di buona amministrazione, diventa sprecato votare la fiducia al “singolo” che, da solo, non potrà mai sostituirsi al gruppo, alla Lista. Il voto non può essere oggetto di scambio per un favore; né può essere visto come segno di riconoscenza, di amicizia, di parentela: il voto è l’espressione massima della nostra libertà. Ed è con libertà, cioè senza alcun condizionamento di favoritismi, di amicizia o di parentela che deve essere espresso alla Lista che più risponde all’interesse del bene collettivo e della Città.
Il nostro credo, amici miei, il credo della Lista Vivi Alife non è strettamente politico-partitico. Lo abbiamo messo per iscritto e reso pubblico con il manifesto di “Appello alla Città” del 9 aprile scorso e poi con la successiva dichiarazione del 7 maggio.
Il nostro modo di fare politica locale va oltre la logica dell’appartenenza (familiare o di partito) e punta ai bisogni di “tutti”, non dei “singoli”. Il nostro modo di fare politica non risponde agli ordini di nessuna scuderia di partito. A noi interessa soltanto dare ad Alife una “buona amministrazione” per servire la Città, intesa come “comunità di persone”. La “persona”, il cittadino, deve ritornare al centro della vita e dell’interesse degli amministratori. Non vi promettiamo miracoli, né posti di lavoro od opere di impossibile realizzazione: ma vi do la mia parola che tutto questo sarà la naturale conseguenza di un’amministrazione ordinaria fatta straordinariamente bene.
Alife ha bisogno di rinnovamento della gestione amministrativa. Un “rinnovamento” che deve stare soprattutto nel modo di pensare la politica e di fare amministrazione, desiderando il bene collettivo e non quello personale.
Vi prego di guardare i nomi dei Candidati delle altre Liste: secondo Voi c’è rinnovamento in chi ha sposato la logica di un sistema partitico che tutto impone? E vi chiedo ancora: dove sta il rinnovamento in una Lista che ha tra i Candidati persone che hanno taciuto quando sono state nel Consiglio comunale, senza opporsi e senza proporsi per cinque lunghissimi anni? Dove sta il rinnovamento in una Lista che ha tra i Candidati un gruppo di “emigranti” che hanno valicato il confine della loro tradizionale appartenenza partitica?
Il rinnovamento, cari amici, siamo noi. Solo e soltanto noi. Gli amici delle altre Liste propongono un’alternanza, non un’alternativa. Loro, tutti loro, hanno cambiato casacca e vogliono farci credere di volere rinnovare l’amministrazione comunale.
L’alternativa è il rinnovamento che propone Vivi Alife. Non abbiamo casacche noi, ma soltanto il sacrosanto impegno di lavorare solo ed esclusivamente per il bene di tutti, per il bene di Alife.
Guardate i nostri manifesti: ci abbiamo messo tutti la nostra “faccia”. Lo abbiamo fatto insieme, senza paura, perché non abbiamo nulla da nascondervi. Ci guardiamo negli occhi oggi, e vogliamo farlo anche domani – a Dio piacente! – senza paura di un giudizio insano per il nostro modo di gestire l’amministrazione comunale.
LA SQUADRA
Passo adesso a presentarvi la Squadra di Vivi Alife. L’avventura di formare una lista è un’esperienza straordinaria. Ad Alife, poi, tutto diventa eccezionale. Ho scoperto che tra gli alifani ci sono persone che pensano di avere il diritto di candidarsi solo perché sono “portatori di voti”.
Per formare la lista Vivi Alife ho preferito guardare in un’altra direzione. Non ho cercato i “portatori di voti”, ma persone “portatori di idee”. Perché, oltre a puntare a vincere le elezioni, il mio desiderio è quello di portare sul Comune un gruppo che sappia bene amministrare il Paese.
1. Amicarelli Maurizio
2. Angelillo Alessandra
3. Bergamin Marco
4. Del Basso Antonio
5. Di Lauro Nicola
6. La mascotte Di Matteo Giuseppe
7. Fappiano Angelo
8. Farina Bernardino
9. Fiorillo Pasquale
10. Guadagno Giovanni
11. Melillo Annunziata
12. Meola Maria
13. Nisio Daniela
14. Pece Daniela
15. Rao Giuseppina
16. Vetere Marisa
IL NOSTRO PROGRAMMA
Io e questa splendida Squadra, amici miei – splendida anche perché annovera ben sette quote rosa – ci impegniamo a rinnovare la gestione amministrativa del Comune di Alife. Lo abbiamo scritto sui nostri volantini e manifesti: vogliamo la “rinascita” di Alife.
Il programma è ricco di idee, tutte concretamente realizzabili e senza “promesse” di impossibile attuazione.
Queste idee mirano a tre obiettivi fondamentali:
1) un’amministrazione compartecipata;
2) una maggiore e migliore vivibilità della Città;
3) lo sviluppo del territorio.
1) Amministrazione compartecipata
Amministrazione compartecipata significa gestire il Comune alla luce del sole, nella massima trasparenza e con il coinvolgimento dei cittadini. Gli alifani devono sapere giorno per giorno tutto quanto succede sul Comune, le decisioni che vengono prese e quelle che non vengono prese. I cittadini devono essere messi al corrente di ogni singolo euro che viene speso. Non c’è nulla di straordinario in questo, eppure è qualcosa che ci è stato negato dalle precedenti amministrazioni. Dalla Maggioranza e dall’Opposizione. Noi di Vivi Alife istituiremo subito un “Notiziario dal Comune” per fare arrivare in tutte le famiglie gli atti deliberativi del Comune. Vogliamo che nei cittadini rinasca l’interesse dei problemi sociali. La gestione della Città non è una delega in bianco data agli amministratori, i quali possono fare e disfare a loro piacimento. Gli amministratori devono rendere conto del loro operato ai cittadini costantemente, giorno dopo giorno. E questo controllo ci può essere soltanto se i cittadini sono messi al corrente, quotidianamente, di ciò che viene deciso per loro sul Comune.
2) Maggiore e migliore vivibilità della Città
Il nostro secondo obiettivo è quello di dare alla Città una maggiore e migliore vivibilità. Una “città vivibile”, secondo noi di Vivi Alife, è un luogo dove il cittadino si sente come “a casa propria”. Vi chiedo: è vivibile la nostra città, Alife come San Michele, se ci viene negato un servizio basilare come l’acqua? E vi chiedo ancora: è vivibile la nostra città – mi riferisco soprattutto a San Michele – dove ci è stata negata da due anni la promessa di un campo di calcio per i nostri figli?
Per noi di Vivi Alife, vivibilità significa rendere il Paese attraente, interessante, coinvolgente. Un Paese che offre opportunità ai minori, ai giovani, agli anziani, ai disabili, a tutti i cittadini insomma.
3) Sviluppo del territorio
Il nostro terzo obiettivo è quello di dare alla Città validi presupposti per lo sviluppo reale e concreto del territorio. Smettiamola di regalare valigie ai nostri figli! Chi vuole oggi realizzarsi nello studio, nel lavoro, nella società è costretto ad abbandonare le nostre terre e gli affetti più cari. Stiamo nel 2009 ma sembra la storia del ’49, del dopoguerra, quando molti dei nostri parenti hanno dovuto emigrare in terre sconosciute per garantirsi la sopravvivenza. Il nostro è un paese oggi che non ha più né ispirazioni né vocazioni. Me lo vado chiedendo da tempo: ma Alife è un paese agricolo? È un paese commerciale? È un paese industriale? È un paese turistico? Che vocazione ha il nostro paese? Quale programmazione è stata fatta negli ultimi anni per il futuro dei nostri figli? Nessuna! Mentre nei paesi limitrofi – pensate ad Isernia o al beneventano – c’è stato l’insediamento di numerose fabbriche che hanno portato posti di lavoro e, dunque, benessere alla cittadinanza, la nostra zona industriale è stata abbandonata e dimenticata. Come pari pari è stato dimenticato il settore agricolo e quello commerciale. Il nostro Comune non ha sottoscritto un solo accordo per favorire l’insediamento di aziende provenienti da altre zone più sviluppate. Gli enti locali possono – anzi è loro dovere soprattutto in questo tempo di crisi – favorire lo sviluppo produttivo, anche sottoscrivendo patti con aziende in cambio di posti di lavoro. 10, 20, 100 posti di lavoro significa liberare 10, 20 o 100 famiglie dal bisogno più elementare che è quello di avere la dignità di un lavoro e di una sudata paga mensile. Articolo 4 della Costituzione: la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Noi di Vivi Alife lo abbiamo scritto nel programma: lavoreremo per intraprendere trattative con imprenditori esterni, in accordo con le nostre aziende, per favorire il loro insediamento produttivo nell’area di sviluppo industriale mediante la previsione di agevolazioni fiscali, ed in cambio chiederemo l’impegno ad assumere manodopera locale. Assunzioni libere, soprattutto dal voto elettorale.
Le frazioni di Totari e San Michele
Il nostro programma, poi, prevede due sezioni speciali dedicate alle due frazioni di Totari e San Michele. Quando incontravo le persone per proporre la candidatura nella Lista Vivi Alife, Nunzia Melillo di Totari, parlandomi dei problemi delle nostre zone mi rappresentava Alife con un’immagine simbolica molto bella ed efficace. Mi spiegava che, secondo lei, Alife si presenta come una bella donna, vestita bene, ma con capelli disordinati e scarpe rotte. I capelli disordinati rappresentano San Michele, le scarpe rotte Totari. Io ho aggiunto che, oggi però, questa bella donna che era Alife si ritrova anche con il vestito rotto e rattoppato in parecchie parti: il nucleo urbano principale e il centro storico. L’impegno di Vivi Alife è allora quello di ridare un vestito nuovo e scarpe nuove ad Alife e a Totari, nonché una bellissima pettinatura a San Michele con un programma dettagliato di idee che adesso vi sarà presentato da Daniela Pece.
Amici miei, questo è Vivi Alife. Questo è il nostro programma, questo il nostro disinteressato impegno per il bene di tutti e, soprattutto, dei nostri figli.
Vi chiedo, vi supplico di credermi e di credere alla nostra proposta. Vi chiedo anche un piccolo sacrificio: scavalcate quel recinto dell’“io”, del proprio orticello nel quale tranquilli ci siamo barricati; fino ad ieri anche io e i candidati di Vivi Alife. Cominciamo a parlare con il tuono della coscienza, pretendendo sani principi di vita sociale. Io e i Candidati di Vivi Alife ci siamo messi in gioco. La posta è molto alta: si tratta del futuro della nostra Città e, soprattutto, dei nostri figli. Smettiamola di restare alla finestra a guardare e a subire ciò che altri ci offrono senza possibilità di scelta.
E’ un mio sogno… è il sogno di Vivi Alife. Per realizzarlo adesso c’è bisogno del vostro aiuto, della fiducia di Voi elettori. Soltanto con un voto libero, compatto ed unito, sarà possibile dare ad Alife e al nostro futuro un vero cambio di rotta.
Prima di questa campagna elettorale ho girato molte famiglie per avere consensi sull’operazione Vivi Alife che stavo mettendo in atto. Vorrei adesso ritornare nelle vostre case, sempre accoglienti, per supplicarvi di donare ad Alife l’ultima occasione di un avvenire diverso. Vi prometto che lo farò in questi giorni, ma se non dovessi riuscirci lo farò dal giorno dopo le elezioni. Perché Vivi Alife è una storia che è solo all’inizio e che non finirà il giorno delle elezioni, ma continuerà negli anni a partire dall’8 giugno.
Dateci fiducia, dateci il vostro voto.
Conto su di voi!
domenica 17 maggio 2009
Comizio di apertura
(piazza L. Vessella - 17 maggio 2009)
Intervento di Daniele Cirioli
L’incontro di questa sera è dedicato alla presentazione della Squadra che compone la Lista n. 1 Vivi Alife, della quale mi onora esserne il candidato a Sindaco. Prima di presentarvi i singoli Candidati, sento di dovervi fare una brevissima introduzione per spiegarvi il ‘significato’ del nostro impegno. Voglio dirvi, cioè, da dove siamo partiti e, soprattutto, dove vogliamo arrivare.
La “spinta” ad impegnarmi in prima persona l’ho maturata negli ultimi mesi, quando nell’aria e nelle piazze di Alife si vedevano i primi movimenti per la formazione delle liste: da una parte l’amministrazione uscente e dall’altra il gruppo facente capo al partito democratico, con la fusione del gruppo degli ex Margherita vicini a Enzo Cappello e del gruppo di “Alife Tua” di Gianni Zeppettelli. Se questa è stata la “spinta” a candidarmi – e vi spiegherò meglio il perché – l’idea che Alife avesse bisogno di un deciso cambiamento del modo di fare amministrazione la nutro da diversi anni.
Alcuni di Voi ricorderanno (almeno lo spero) un manifesto che è apparso sui muri di Alife poco prima del Natale del 2007. Si intitolava “Persi in un perverso gioco di ipocrisie”. Il manifesto era una pubblica denuncia di un “Cittadino di Alife” – il sottoscritto – sulla cattiva amministrazione comunale, di tutto il Consiglio comunale (maggioranza e minoranza), a cominciare dal servizio di mensa scolastica. Spiegavo che, secondo me, “l’inceppo del nostro convivere fosse questo: ad una Maggioranza sorda, incapace di ascoltare le esigenze della popolazione, si affiancava un’Opposizione muta a significare che le cose andavano a dovere”, secondo il celebre detto: chi tace acconsente!
Pensavo che quel manifesto avrebbe svegliato la Maggioranza nel dare ascolto alla voce del Cittadino e rispondere alle lamentele. Speravo anche che avrebbe spinto la Minoranza a prendersi cura della protesta del Cittadino.
E invece che cosa è successo? Nulla. Il silenzio assoluto.
Nessuno ha avvertito la sensibilità o il dovere di rispondere, di concordare o di rimproverare quel Cittadino che lamentava il disservizio della Mensa scolastica.
Quel silenzio ha confermato la tesi che proponevo nel manifesto, la tesi di una comunità – la nostra di Alife – amministrata da una Maggioranza sorda e da un’Opposizione muta.
In quest’anno e mezzo, amici miei carissimi, le cose non sono cambiate. Anzi sono peggiorate. La Città ha continuato ad essere amministrata da una Maggioranza sorda e da una Minoranza muta. Anzi Maggioranza e Minoranza sono diventate entrambe “sordomute”. Ora, con inaudito coraggio, quella stessa Maggioranza e quella stessa Minoranza si sono ricandidate a chiedervi la fiducia elettorale!
Di quel manifesto, ho discusso ampiamente con il Sindaco Roberto Vitelli. Ma l’anno dopo, cioè a settembre di quest’anno, il disservizio si è puntualmente ripetuto. Ho sollecitato personalmente alcuni dei Consiglieri di minoranza per tentare una collaborazione con la Maggioranza nel risolvere il problema del servizio mensa. Ho trovato solo porte chiuse. Nessuno, dico n-e-s-s-u-n-o ha sentito il dovere di fare proprie, per sostenere o dissentire, le lamentele di quel Cittadino.
Tutto questo silenzio, questo menefreghismo da parte sia della Maggioranza che dell’Opposizione, mi ha convinto di una cosa: Alife ha bisogno di un impegno amministrativo tutto nuovo. C’è bisogno di respirare aria nuova, aria pulita. C’è bisogno di un segnale netto di discontinuità con il passato. C’è bisogno di cambiare, di volti nuovi, di idee nuove.
Da mesi circolava la voce di 2 liste in programmazione per questa tornata elettorale: una con candidato Sindaco Fernando Iannelli in continuità dell’amministrazione di Roberto Vitelli (dunque appartenente alla Maggioranza uscente); l’altra con candidato Sindaco “di ferro” Alfonso Santagata (dunque appartenente alla Minoranza uscente).
Senza la mia candidatura, senza la Lista Vivi Alife amici miei, che risultato elettorale avrebbe avuto il voto del 6 e 7 giugno? Avrebbe prodotto un’amministrazione fotocopia degli ultimi cinque anni, con una Maggioranza sordomuta e una Minoranza altrettanto sordomuta. Avesse vinto il gruppo di Iannelli o quello di Santagata, le cose sarebbero cambiate poco: nel Consiglio comunale avrebbero preso posto gli stessi e soli Consiglieri degli ultimi cinque anni.
Ecco perché ho deciso la nascita di Vivi Alife e della terza Lista: per offrire una via d’uscita al ripetersi dell’amministrazione degli ultimi anni; per dare una speranza di cambiamento a chi è stanco della politica degli ultimi tempi. Vivi Alife è la sola e vera “alternativa” per il futuro dell’amministrazione comunale. Le altre Liste sono una “restaurazione” dei gruppi di Maggioranza e Minoranza che ci hanno governato gli ultimi cinque anni. Li conosciamo i loro Candidati; molti hanno già amministrato o sono stati comunque dietro le quinte di altri amministratori. Non meritano più la conferma in un ruolo che hanno svolto maldestramente negli ultimi anni.
Per questo vi chiedo di votare compatti il simbolo del germoglio nascente, La Lista Vivi Alife, senza spartire le preferenze tra amici, parenti e conoscenti delle altre Liste.
Il nostro credo, amici miei, il credo della Lista Vivi Alife non è strettamente politico-partitico. Lo abbiamo messo per iscritto e reso pubblico con il manifesto di “Appello alla Città” del 9 aprile scorso e poi con la successiva dichiarazione del 7 maggio.
Il nostro modo di fare politica locale va oltre la logica dell’appartenenza (familiare o di partito) e punta ai bisogni di “tutti”, non dei “singoli”. Il nostro modo di fare politica non risponde agli ordini di nessuna scuderia di partito. A noi interessa soltanto dare ad Alife una “buona amministrazione” per servire la Città, intesa come “comunità di persone”. La “persona”, il cittadino, deve ritornare al centro della vita e dell’interesse degli amministratori. Non vi promettiamo miracoli, né posti di lavoro od opere di impossibile realizzazione: ciò sarà la naturale conseguenza di un’amministrazione ordinaria fatta straordinariamente bene.
Per questo siamo riusciti a dare vita a un gruppo di persone che testimoniano un concreto rinnovamento della gestione amministrativa. “Rinnovamento” non vuol dire necessariamente “persone sconosciute all’elettorato”. Il rinnovamento non si fa con la carta d’identità, cioè con i “giovani” e i “mai candidati”. Certo è anche questa una strada per raggiungerlo. Tuttavia, il rinnovamento deve stare prima di tutto nel modo di pensare la politica e l’amministrazione, desiderando il bene collettivo e non quello personale.
Vi prego di guardare i nomi dei Candidati delle altre Liste: secondo Voi c’è rinnovamento in chi ha sposato la logica di un sistema partitico che tutto impone? E vi chiedo ancora: dove sta il rinnovamento in una Lista che ha tra i Candidati persone che hanno taciuto quando sono state nel Consiglio comunale, senza opporsi e senza proporsi per cinque lunghissimi anni? Dove sta il rinnovamento in una Lista che ha tra i Candidati un gruppo di “emigranti” che hanno valicato il confine della loro tradizionale appartenenza partitica?
Il rinnovamento, cari amici, siamo noi. Solo e soltanto noi. Gli amici delle altre Liste propongono un’alternanza, non un’alternativa. Loro, tutti loro, hanno cambiato casacca e vogliono farci credere di volere rinnovare l’amministrazione comunale.
L’alternativa è il rinnovamento che propone Vivi Alife. Non abbiamo casacche noi, ma soltanto il sacrosanto impegno di lavorare solo ed esclusivamente per il bene di tutti, per il bene di Alife.
Guardate i nostri manifesti: ci abbiamo messo tutti la nostra “faccia”. Lo abbiamo fatto insieme, senza paura, perché non abbiamo nulla da nascondervi. Ci guardiamo negli occhi…
LA SQUADRA
Passo adesso a presentarvi la Squadra di Vivi Alife. L’avventura di formare una lista è un’esperienza straordinaria. Ad Alife, poi, tutto diventa eccezionale. Ho scoperto che tra gli alifani ci sono persone che pensano di avere il diritto di candidarsi solo perché sono “portatori di voti”.
Per formare la lista Vivi Alife ho preferito guardare in un’altra direzione. Non ho cercato i “portatori di voti”, ma persone “portatori di idee”. Perché, oltre a puntare a vincere le elezioni, il mio desiderio è quello di portare sul Comune un gruppo che sappia bene amministrare il Paese.
Amicarelli Maurizio; Angelillo Alessandra; Bergamin Marco; Del Basso Antonio; Di Lauro Nicola; Di Matteo Giuseppe; Fappiano Angelo; Farina Bernardino; Fiorillo Pasquale; Guadagno Giovanni; Melillo Annunziata; Meola Maria; Nisio Daniela; Pece Daniela; Rao Giuseppina; Vetere Marisa
IL NOSTRO PROGRAMMA
Io e questa splendida Squadra, amici miei – splendida anche perché annovera ben sette quote rosa – ci impegniamo a rinnovare la gestione amministrativa del Comune di Alife. Lo abbiamo scritto sui nostri volantini e manifesti: vogliamo la “rinascita” di
Il programma è ricco di idee, tutte concretamente realizzabili e senza “promesse” di impossibile attuazione. Queste idee mirano a tre obiettivi fondamentali:
1) un’amministrazione compartecipata;
2) una maggiore e migliore vivibilità della Città;
3) lo sviluppo del territorio.
Amministrazione compartecipata significa gestire il Comune alla luce del sole, nella massima trasparenza e con il coinvolgimento dei cittadini. Gli alifani devono sapere giorno per giorno tutto quanto succede sul Comune, le decisioni che vengono prese e quelle che non vengono prese. I cittadini devono essere messi al corrente di ogni singolo euro che viene speso. Sono questi aspetti di fondamentale importanza su cui punto molto, quasi tutto, per la prossima amministrazione. Istituiremo un “Notiziario dal Comune” per fare arrivare in tutte le famiglie gli atti deliberativi del Comune. Nei cittadini deve rinascere l’interesse dei problemi sociali. La gestione della Città non è una delega in bianco data agli amministratori, i quali possono fare e disfare a loro piacimento. Gli amministratori devono rendere conto del loro operato ai cittadini. Questo controllo ci può essere soltanto se i cittadini sono messi al corrente di quello che viene deciso per loro sul Comune.
Sul tema dello sviluppo del territorio: Bergamin Marco.
Lo stato di cose attuale e’ il fattore propulsore della scelta di rinnovamento, un rinnovamento che deve necessariamente essere non virtuale, ma reale. Rinnovamento significa miglioramenti tangibili, che posso essere visti, toccati con mano, fruiti dai cittadini. Rinnovamento significa quindi SERVIZI. Nuove capacità, nuovi modi di vivere la città, strutture piu agevoli e impianti che facilitino le attività di chi lavora qui.
Il nostro intento e’ quello di donare ad Alife un volto nuovo, un segno tangibile di come gli alifani hanno deciso di evolvere e di aprirsi ad un rilancio che, con le nostre risorse storiche, territoriali e soprattutto umane, non e’ soltanto possibile ma doveroso. Tutta la nostra squadra, composta di persone diverse e che magari non credevano di avere nulla in comune se non la cittadinanza, e’ unita attorno ad un obiettivo comune: rendere Alife un paese moderno.
I nostri progetti sono ambiziosi, e’ inutile nasconderlo, ma tutti assolutamente fattibili. Le nostre proposte di sviluppo partono da interventi che dovrebbero essere basilari, e che invece per Alife rappresentano motivo di programma elettorale. Cose semplici come interventi di recupero degli edifici scolastici, il miglioramento della rete idrica e fognaria e la creazione di aree verdi cittadine, verrano garantite. Abbiamo in mente di dare un nuovo e migliore ordine alla viabilità urbana, con particolare attenzione agli spostamenti di anziani e bambini, di potenziare la rete stradale e di garantirne una manutenzione accurata e regolare, oltre che migliorare l’aspetto della nostra città.
Tuttavia sviluppo non significa esclusivamente “infrastrutture”, tutt’altro. A cosa servono strade ben tenute se non vengono sfruttate a dovere? E’ per questo che sono già stati studiati progetti per lo sviluppo economico della città. Pensiamo ad eventi ed iniziative in grado di promuovere i nostri prodotti tipici locali, come ad esempio dei “percorsi” eno-gastronomici organizzati, e di incentivare il turismo. Tutto ciò e’ realizzabile nel breve periodo, sarà fatto subito. E non saranno trascurati i bisogni e le richieste degli agricoltori. In tanti, forse, hanno dimenticato che Alife e’ un paese che vive di agricoltura: trascurare questo settore e le persone che vivono coltivando duramente la terra, significa strangolare Alife stessa. E’ per questo che senza alcuna incertezza possiamo garantire fin d’ora che grande attenzione sarà data al comparto agricolo. Istituiremo un assessorato per l’agricoltura, in modo da garantire vicinanza ai problemi degli agricoltori, e una commissione di esperti che valutino le possibilità di espansione del settore. E poi ancora: iniziative per lo sviluppo del commercio e dell’artigianato e nuove proposte per la zona industriale.
Tutto ciò e’ realmente possibile. Alife non deve temere nulla se non se’ stessa, il nostro futuro e’ esclusivamente nelle nostre mani. Se riusciamo tutti assieme a perseguire la strada del rinnovamento, se riusciamo a guardarci in faccia e a dire “e’ giunto il momento di cambiare”, nessun obiettivo ci può essere precluso, perche’ non ci manca niente per poter tornare a quell’antica importanza che i nostri anziani ricordano e che con tanta nostalgia rimpiangono.
Sul tema della vivibilità: Pece Daniela.
Alcuni giorni fa ho letto delle considerazione su un blog, dove si diceva che nella lista “Vivi Alife” non vi sono alifani, perché alcuni dei candidati nati fuori Alife, o all’estero.
Io sono una di quelle persone. E’ vero, sono nata all’estero, ma sono 32 anni che vivo ad Alife e mi sento alifana. Sono figlia e nipote di persone che un giorno hanno lasciato la loro terra, perché non offriva nulla. Persone che hanno sofferto, perché lontane dalle loro radici, ma hanno comunque conservato e trasmesso a noi quei valori quali il rispetto, la generosità, le tradizioni, ma soprattutto la dignità, che spesso, oggi viene calpestata. Non hanno mai dimenticato le loro origini e hanno investito tutti i loro sacrifici in questa terra per far sì che un giorno potessero ritornare. Non è stato facile per queste persone conservare tutti questi alti valori in terra straniera. Sentivano la nostalgia senza sapere che la loro Italia cambiava giorno dopo giorno, perdendo parte di quei valori, pur di inserirsi in una società ammalata di favoritismi, compromessi e raccomandazioni. Solo quando quei figli e nipoti sono tornati, hanno capito cosa era accaduto. Mentre si lasciavano dietro un paese emancipato che dava tante opportunità nel lavoro e nel sociale, in Italia si andava incontro alla realtà.
Nella lista “Vivi Alife” vi sono alcuni di quei figli e nipoti che mossi da quegli alti valori, vorrebbero dare un deciso contributo alla città, per un cambiamento attraverso progetti innovativi.
Vogliamo soprattutto una città vivibile, dando a tutti l’opportunità di collaborare con noi e di amministrare insieme nel modo più trasparente possibile.
Aiuteremo tutte le famiglie, soprattutto quelle più disagiate. Cercheremo di aiutare i giovani ad integrarsi nel mondo del lavoro, so che non è semplice per i ragazzi, i giovani vivere in questa città. Hanno tante capacità, tante idee, ma mancano le possibilità e le strutture per potersi realizzare, ed è soprattutto insieme a loro che lavoreremo e cercheremo di aiutarli ad integrarsi nel mondo del lavoro. Cercheremo di rendere questa città vivibile per i giovani organizzando eventi culturali ed associavi come eventi, mostre e convegni.
Restituiremo ad Alife il suo Carnevale storico.
Saremo punto di riferimento per tutte quelle associazioni di volontariato, sportive, parrocchiali che operano sul territorio.
I disabili. Spesso vengono dimenticati. Eppure hanno gli stessi diritti degli altri cittadini, dobbiamo abbattere le barriere architettoniche affinché possano muoversi facilmente all’interno della città e degli uffici pubblici. Organizzare anche per loro manifestazioni sportive e sociali e renderli responsabilmente primi protagonisti. Così facendo solleveremo anche le loro famiglie che quotidianamente li assistono.
Come i disabili, al centro della nostra attenzione, vi sono anche gli anziani ed è ad essi che tengo particolarmente . Vi do la mia parola: faremo in modo che possano sentirsi parte integrante della città, rendendoli partecipi alla vita cittadina attraverso attività di volontariato come vigilanza presso i plessi scolastici.
Collaboreremo in maniera costante con quelle famiglie con anziani malati garantendo assistenza e solidarietà.
Ma il vero volto di una città è la scuola, luogo di crescita umana e culturale. Sono anni che combatto come mamma in prima persona e sembra che tutto ciò che è diritto per i bambini è un favore. La scuola deve essere come la propria casa: ogni bambino passa la maggior parte della sua giornata tra le mura scolastiche. E vi posso assicurare che le nostre strutture non sono affatto confortevoli e sono prive di spazi all’aperto belli e curati. Esse somigliano a caserme militari.
Noi di Vivi Alife non facciamo promesse, ma se voi ci darete la vostra fiducia, amministreremo con attenzione e competenza questa città millenaria che sì, ha i suoi problemi, ma offre anche tutti gli strumenti per poter diventare città vivibile, dove non bisogna regalare le valigie ai figli.
Intervento di Daniele Cirioli
L’incontro di questa sera è dedicato alla presentazione della Squadra che compone la Lista n. 1 Vivi Alife, della quale mi onora esserne il candidato a Sindaco. Prima di presentarvi i singoli Candidati, sento di dovervi fare una brevissima introduzione per spiegarvi il ‘significato’ del nostro impegno. Voglio dirvi, cioè, da dove siamo partiti e, soprattutto, dove vogliamo arrivare.
La “spinta” ad impegnarmi in prima persona l’ho maturata negli ultimi mesi, quando nell’aria e nelle piazze di Alife si vedevano i primi movimenti per la formazione delle liste: da una parte l’amministrazione uscente e dall’altra il gruppo facente capo al partito democratico, con la fusione del gruppo degli ex Margherita vicini a Enzo Cappello e del gruppo di “Alife Tua” di Gianni Zeppettelli. Se questa è stata la “spinta” a candidarmi – e vi spiegherò meglio il perché – l’idea che Alife avesse bisogno di un deciso cambiamento del modo di fare amministrazione la nutro da diversi anni.
Alcuni di Voi ricorderanno (almeno lo spero) un manifesto che è apparso sui muri di Alife poco prima del Natale del 2007. Si intitolava “Persi in un perverso gioco di ipocrisie”. Il manifesto era una pubblica denuncia di un “Cittadino di Alife” – il sottoscritto – sulla cattiva amministrazione comunale, di tutto il Consiglio comunale (maggioranza e minoranza), a cominciare dal servizio di mensa scolastica. Spiegavo che, secondo me, “l’inceppo del nostro convivere fosse questo: ad una Maggioranza sorda, incapace di ascoltare le esigenze della popolazione, si affiancava un’Opposizione muta a significare che le cose andavano a dovere”, secondo il celebre detto: chi tace acconsente!
Pensavo che quel manifesto avrebbe svegliato la Maggioranza nel dare ascolto alla voce del Cittadino e rispondere alle lamentele. Speravo anche che avrebbe spinto la Minoranza a prendersi cura della protesta del Cittadino.
E invece che cosa è successo? Nulla. Il silenzio assoluto.
Nessuno ha avvertito la sensibilità o il dovere di rispondere, di concordare o di rimproverare quel Cittadino che lamentava il disservizio della Mensa scolastica.
Quel silenzio ha confermato la tesi che proponevo nel manifesto, la tesi di una comunità – la nostra di Alife – amministrata da una Maggioranza sorda e da un’Opposizione muta.
In quest’anno e mezzo, amici miei carissimi, le cose non sono cambiate. Anzi sono peggiorate. La Città ha continuato ad essere amministrata da una Maggioranza sorda e da una Minoranza muta. Anzi Maggioranza e Minoranza sono diventate entrambe “sordomute”. Ora, con inaudito coraggio, quella stessa Maggioranza e quella stessa Minoranza si sono ricandidate a chiedervi la fiducia elettorale!
Di quel manifesto, ho discusso ampiamente con il Sindaco Roberto Vitelli. Ma l’anno dopo, cioè a settembre di quest’anno, il disservizio si è puntualmente ripetuto. Ho sollecitato personalmente alcuni dei Consiglieri di minoranza per tentare una collaborazione con la Maggioranza nel risolvere il problema del servizio mensa. Ho trovato solo porte chiuse. Nessuno, dico n-e-s-s-u-n-o ha sentito il dovere di fare proprie, per sostenere o dissentire, le lamentele di quel Cittadino.
Tutto questo silenzio, questo menefreghismo da parte sia della Maggioranza che dell’Opposizione, mi ha convinto di una cosa: Alife ha bisogno di un impegno amministrativo tutto nuovo. C’è bisogno di respirare aria nuova, aria pulita. C’è bisogno di un segnale netto di discontinuità con il passato. C’è bisogno di cambiare, di volti nuovi, di idee nuove.
Da mesi circolava la voce di 2 liste in programmazione per questa tornata elettorale: una con candidato Sindaco Fernando Iannelli in continuità dell’amministrazione di Roberto Vitelli (dunque appartenente alla Maggioranza uscente); l’altra con candidato Sindaco “di ferro” Alfonso Santagata (dunque appartenente alla Minoranza uscente).
Senza la mia candidatura, senza la Lista Vivi Alife amici miei, che risultato elettorale avrebbe avuto il voto del 6 e 7 giugno? Avrebbe prodotto un’amministrazione fotocopia degli ultimi cinque anni, con una Maggioranza sordomuta e una Minoranza altrettanto sordomuta. Avesse vinto il gruppo di Iannelli o quello di Santagata, le cose sarebbero cambiate poco: nel Consiglio comunale avrebbero preso posto gli stessi e soli Consiglieri degli ultimi cinque anni.
Ecco perché ho deciso la nascita di Vivi Alife e della terza Lista: per offrire una via d’uscita al ripetersi dell’amministrazione degli ultimi anni; per dare una speranza di cambiamento a chi è stanco della politica degli ultimi tempi. Vivi Alife è la sola e vera “alternativa” per il futuro dell’amministrazione comunale. Le altre Liste sono una “restaurazione” dei gruppi di Maggioranza e Minoranza che ci hanno governato gli ultimi cinque anni. Li conosciamo i loro Candidati; molti hanno già amministrato o sono stati comunque dietro le quinte di altri amministratori. Non meritano più la conferma in un ruolo che hanno svolto maldestramente negli ultimi anni.
Per questo vi chiedo di votare compatti il simbolo del germoglio nascente, La Lista Vivi Alife, senza spartire le preferenze tra amici, parenti e conoscenti delle altre Liste.
Il nostro credo, amici miei, il credo della Lista Vivi Alife non è strettamente politico-partitico. Lo abbiamo messo per iscritto e reso pubblico con il manifesto di “Appello alla Città” del 9 aprile scorso e poi con la successiva dichiarazione del 7 maggio.
Il nostro modo di fare politica locale va oltre la logica dell’appartenenza (familiare o di partito) e punta ai bisogni di “tutti”, non dei “singoli”. Il nostro modo di fare politica non risponde agli ordini di nessuna scuderia di partito. A noi interessa soltanto dare ad Alife una “buona amministrazione” per servire la Città, intesa come “comunità di persone”. La “persona”, il cittadino, deve ritornare al centro della vita e dell’interesse degli amministratori. Non vi promettiamo miracoli, né posti di lavoro od opere di impossibile realizzazione: ciò sarà la naturale conseguenza di un’amministrazione ordinaria fatta straordinariamente bene.
Per questo siamo riusciti a dare vita a un gruppo di persone che testimoniano un concreto rinnovamento della gestione amministrativa. “Rinnovamento” non vuol dire necessariamente “persone sconosciute all’elettorato”. Il rinnovamento non si fa con la carta d’identità, cioè con i “giovani” e i “mai candidati”. Certo è anche questa una strada per raggiungerlo. Tuttavia, il rinnovamento deve stare prima di tutto nel modo di pensare la politica e l’amministrazione, desiderando il bene collettivo e non quello personale.
Vi prego di guardare i nomi dei Candidati delle altre Liste: secondo Voi c’è rinnovamento in chi ha sposato la logica di un sistema partitico che tutto impone? E vi chiedo ancora: dove sta il rinnovamento in una Lista che ha tra i Candidati persone che hanno taciuto quando sono state nel Consiglio comunale, senza opporsi e senza proporsi per cinque lunghissimi anni? Dove sta il rinnovamento in una Lista che ha tra i Candidati un gruppo di “emigranti” che hanno valicato il confine della loro tradizionale appartenenza partitica?
Il rinnovamento, cari amici, siamo noi. Solo e soltanto noi. Gli amici delle altre Liste propongono un’alternanza, non un’alternativa. Loro, tutti loro, hanno cambiato casacca e vogliono farci credere di volere rinnovare l’amministrazione comunale.
L’alternativa è il rinnovamento che propone Vivi Alife. Non abbiamo casacche noi, ma soltanto il sacrosanto impegno di lavorare solo ed esclusivamente per il bene di tutti, per il bene di Alife.
Guardate i nostri manifesti: ci abbiamo messo tutti la nostra “faccia”. Lo abbiamo fatto insieme, senza paura, perché non abbiamo nulla da nascondervi. Ci guardiamo negli occhi…
LA SQUADRA
Passo adesso a presentarvi la Squadra di Vivi Alife. L’avventura di formare una lista è un’esperienza straordinaria. Ad Alife, poi, tutto diventa eccezionale. Ho scoperto che tra gli alifani ci sono persone che pensano di avere il diritto di candidarsi solo perché sono “portatori di voti”.
Per formare la lista Vivi Alife ho preferito guardare in un’altra direzione. Non ho cercato i “portatori di voti”, ma persone “portatori di idee”. Perché, oltre a puntare a vincere le elezioni, il mio desiderio è quello di portare sul Comune un gruppo che sappia bene amministrare il Paese.
Amicarelli Maurizio; Angelillo Alessandra; Bergamin Marco; Del Basso Antonio; Di Lauro Nicola; Di Matteo Giuseppe; Fappiano Angelo; Farina Bernardino; Fiorillo Pasquale; Guadagno Giovanni; Melillo Annunziata; Meola Maria; Nisio Daniela; Pece Daniela; Rao Giuseppina; Vetere Marisa
IL NOSTRO PROGRAMMA
Io e questa splendida Squadra, amici miei – splendida anche perché annovera ben sette quote rosa – ci impegniamo a rinnovare la gestione amministrativa del Comune di Alife. Lo abbiamo scritto sui nostri volantini e manifesti: vogliamo la “rinascita” di
Il programma è ricco di idee, tutte concretamente realizzabili e senza “promesse” di impossibile attuazione. Queste idee mirano a tre obiettivi fondamentali:
1) un’amministrazione compartecipata;
2) una maggiore e migliore vivibilità della Città;
3) lo sviluppo del territorio.
Amministrazione compartecipata significa gestire il Comune alla luce del sole, nella massima trasparenza e con il coinvolgimento dei cittadini. Gli alifani devono sapere giorno per giorno tutto quanto succede sul Comune, le decisioni che vengono prese e quelle che non vengono prese. I cittadini devono essere messi al corrente di ogni singolo euro che viene speso. Sono questi aspetti di fondamentale importanza su cui punto molto, quasi tutto, per la prossima amministrazione. Istituiremo un “Notiziario dal Comune” per fare arrivare in tutte le famiglie gli atti deliberativi del Comune. Nei cittadini deve rinascere l’interesse dei problemi sociali. La gestione della Città non è una delega in bianco data agli amministratori, i quali possono fare e disfare a loro piacimento. Gli amministratori devono rendere conto del loro operato ai cittadini. Questo controllo ci può essere soltanto se i cittadini sono messi al corrente di quello che viene deciso per loro sul Comune.
Sul tema dello sviluppo del territorio: Bergamin Marco.
Lo stato di cose attuale e’ il fattore propulsore della scelta di rinnovamento, un rinnovamento che deve necessariamente essere non virtuale, ma reale. Rinnovamento significa miglioramenti tangibili, che posso essere visti, toccati con mano, fruiti dai cittadini. Rinnovamento significa quindi SERVIZI. Nuove capacità, nuovi modi di vivere la città, strutture piu agevoli e impianti che facilitino le attività di chi lavora qui.
Il nostro intento e’ quello di donare ad Alife un volto nuovo, un segno tangibile di come gli alifani hanno deciso di evolvere e di aprirsi ad un rilancio che, con le nostre risorse storiche, territoriali e soprattutto umane, non e’ soltanto possibile ma doveroso. Tutta la nostra squadra, composta di persone diverse e che magari non credevano di avere nulla in comune se non la cittadinanza, e’ unita attorno ad un obiettivo comune: rendere Alife un paese moderno.
I nostri progetti sono ambiziosi, e’ inutile nasconderlo, ma tutti assolutamente fattibili. Le nostre proposte di sviluppo partono da interventi che dovrebbero essere basilari, e che invece per Alife rappresentano motivo di programma elettorale. Cose semplici come interventi di recupero degli edifici scolastici, il miglioramento della rete idrica e fognaria e la creazione di aree verdi cittadine, verrano garantite. Abbiamo in mente di dare un nuovo e migliore ordine alla viabilità urbana, con particolare attenzione agli spostamenti di anziani e bambini, di potenziare la rete stradale e di garantirne una manutenzione accurata e regolare, oltre che migliorare l’aspetto della nostra città.
Tuttavia sviluppo non significa esclusivamente “infrastrutture”, tutt’altro. A cosa servono strade ben tenute se non vengono sfruttate a dovere? E’ per questo che sono già stati studiati progetti per lo sviluppo economico della città. Pensiamo ad eventi ed iniziative in grado di promuovere i nostri prodotti tipici locali, come ad esempio dei “percorsi” eno-gastronomici organizzati, e di incentivare il turismo. Tutto ciò e’ realizzabile nel breve periodo, sarà fatto subito. E non saranno trascurati i bisogni e le richieste degli agricoltori. In tanti, forse, hanno dimenticato che Alife e’ un paese che vive di agricoltura: trascurare questo settore e le persone che vivono coltivando duramente la terra, significa strangolare Alife stessa. E’ per questo che senza alcuna incertezza possiamo garantire fin d’ora che grande attenzione sarà data al comparto agricolo. Istituiremo un assessorato per l’agricoltura, in modo da garantire vicinanza ai problemi degli agricoltori, e una commissione di esperti che valutino le possibilità di espansione del settore. E poi ancora: iniziative per lo sviluppo del commercio e dell’artigianato e nuove proposte per la zona industriale.
Tutto ciò e’ realmente possibile. Alife non deve temere nulla se non se’ stessa, il nostro futuro e’ esclusivamente nelle nostre mani. Se riusciamo tutti assieme a perseguire la strada del rinnovamento, se riusciamo a guardarci in faccia e a dire “e’ giunto il momento di cambiare”, nessun obiettivo ci può essere precluso, perche’ non ci manca niente per poter tornare a quell’antica importanza che i nostri anziani ricordano e che con tanta nostalgia rimpiangono.
Sul tema della vivibilità: Pece Daniela.
Alcuni giorni fa ho letto delle considerazione su un blog, dove si diceva che nella lista “Vivi Alife” non vi sono alifani, perché alcuni dei candidati nati fuori Alife, o all’estero.
Io sono una di quelle persone. E’ vero, sono nata all’estero, ma sono 32 anni che vivo ad Alife e mi sento alifana. Sono figlia e nipote di persone che un giorno hanno lasciato la loro terra, perché non offriva nulla. Persone che hanno sofferto, perché lontane dalle loro radici, ma hanno comunque conservato e trasmesso a noi quei valori quali il rispetto, la generosità, le tradizioni, ma soprattutto la dignità, che spesso, oggi viene calpestata. Non hanno mai dimenticato le loro origini e hanno investito tutti i loro sacrifici in questa terra per far sì che un giorno potessero ritornare. Non è stato facile per queste persone conservare tutti questi alti valori in terra straniera. Sentivano la nostalgia senza sapere che la loro Italia cambiava giorno dopo giorno, perdendo parte di quei valori, pur di inserirsi in una società ammalata di favoritismi, compromessi e raccomandazioni. Solo quando quei figli e nipoti sono tornati, hanno capito cosa era accaduto. Mentre si lasciavano dietro un paese emancipato che dava tante opportunità nel lavoro e nel sociale, in Italia si andava incontro alla realtà.
Nella lista “Vivi Alife” vi sono alcuni di quei figli e nipoti che mossi da quegli alti valori, vorrebbero dare un deciso contributo alla città, per un cambiamento attraverso progetti innovativi.
Vogliamo soprattutto una città vivibile, dando a tutti l’opportunità di collaborare con noi e di amministrare insieme nel modo più trasparente possibile.
Aiuteremo tutte le famiglie, soprattutto quelle più disagiate. Cercheremo di aiutare i giovani ad integrarsi nel mondo del lavoro, so che non è semplice per i ragazzi, i giovani vivere in questa città. Hanno tante capacità, tante idee, ma mancano le possibilità e le strutture per potersi realizzare, ed è soprattutto insieme a loro che lavoreremo e cercheremo di aiutarli ad integrarsi nel mondo del lavoro. Cercheremo di rendere questa città vivibile per i giovani organizzando eventi culturali ed associavi come eventi, mostre e convegni.
Restituiremo ad Alife il suo Carnevale storico.
Saremo punto di riferimento per tutte quelle associazioni di volontariato, sportive, parrocchiali che operano sul territorio.
I disabili. Spesso vengono dimenticati. Eppure hanno gli stessi diritti degli altri cittadini, dobbiamo abbattere le barriere architettoniche affinché possano muoversi facilmente all’interno della città e degli uffici pubblici. Organizzare anche per loro manifestazioni sportive e sociali e renderli responsabilmente primi protagonisti. Così facendo solleveremo anche le loro famiglie che quotidianamente li assistono.
Come i disabili, al centro della nostra attenzione, vi sono anche gli anziani ed è ad essi che tengo particolarmente . Vi do la mia parola: faremo in modo che possano sentirsi parte integrante della città, rendendoli partecipi alla vita cittadina attraverso attività di volontariato come vigilanza presso i plessi scolastici.
Collaboreremo in maniera costante con quelle famiglie con anziani malati garantendo assistenza e solidarietà.
Ma il vero volto di una città è la scuola, luogo di crescita umana e culturale. Sono anni che combatto come mamma in prima persona e sembra che tutto ciò che è diritto per i bambini è un favore. La scuola deve essere come la propria casa: ogni bambino passa la maggior parte della sua giornata tra le mura scolastiche. E vi posso assicurare che le nostre strutture non sono affatto confortevoli e sono prive di spazi all’aperto belli e curati. Esse somigliano a caserme militari.
Noi di Vivi Alife non facciamo promesse, ma se voi ci darete la vostra fiducia, amministreremo con attenzione e competenza questa città millenaria che sì, ha i suoi problemi, ma offre anche tutti gli strumenti per poter diventare città vivibile, dove non bisogna regalare le valigie ai figli.
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