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mercoledì 7 settembre 2011

Shhhhh!!! Parla A......gnesi!


Nella seduta consiliare dello scorso 31 agosto 2011 sonointervenuto, tra l’altro, sul punto all’Ordine del Giorno in cui si chiedeva diapprovare il programma triennale 2011-2013 e l’elenco annuale 2011 dei lavoripubblici. Bene, il comunicato stampa dell’Amministrazione Comunale ha definitoil mio intervento come uno “sterile attacco”.
E’ vero, l’argomento è abbastanzacomplicato per i non addetti ai lavori ma basterebbe leggere con attenzione idocumenti. Voglio precisare che ogni rilievo da me mosso è direttamenteconnesso ad un preciso obbligo di legge. Per confrontare basta leggere il miointervento (fortunatamente allegato agli atti della seduta consiliare epronunciato di fronte ad una platea di quasi cento persone) e quanto afferma lanorma (art. 128 del D. Lgs n. 163/2006). Aggiungo che, sempre come si evincedal mio intervento, per ogni rilievo mosso ho riportato implicitamente anche lacorrezione da apportare alla Delibera, in linea con quello spirito dicollaborazione costantemente apportato ma sistematicamente scambiato per“saputezza”. Questo significa che al prossimo Consiglio Comunale eviteremo dileggere i documenti o ci impegneremo a non capirli in modo da non urtare lasuscettibilità di nessuno ed evitare ulteriori scenate di piazza, offensive sianei confronti del Consiglio che dell’intera cittadinanza.
Gianfranco Di Caprio

martedì 6 settembre 2011

Alla slot machine!

Amici miei vicini e lontani, buongiorno!

Sul sito-portavocedel nostro Sindaco – Caiazzorinasce – ho letto di un suo “chiarimento” sullaquestione Tarsu. Ho fatto qualche riflessione e voglio condividerla con Voi.

In rosso le parole del Sindaco, in blu grassetto le mie riflessioni.



L’adeguamentodella tariffa Tarsu per l’immondizia si è reso necessario per coprire al 100% icosti di gestione del servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti e non,come asserito da qualcuno invece, per ripianare costi pregressi”.

Andrebbe ricordato al Sindaco che quel “qualcuno” che ha detto chel’aumento c’è stato perché “serve a pagare i debiti che abbiamo trovato sulComune” è il Suo Superassessore Giulio Trem…, pardòn, Giulio Riccio!! Lo hadetto, per essere precisi, durante il Consiglio comunale del 30 giugno 2011.Durante quel Consiglio, inoltre – tanto per rinfrescare le idee al nostroSindaco e al Superassessore – è stato approvato anche il Rendiconto dell’anno2009 quando il costo dello smaltimento dei rifiuti è stato di euro 502.193,26 mentre la Tarsu (pagata dai Cittadini alifani) è stata di euro 563.991,12, “con copertura delcosto al 100%” (al 112%, a dire il vero). Questo non lo abbiamo detto noi, ma lo ha detto implicitamente la Maggioranza (con il Sindaco) che ha votato e approvato (appunto) quel Rendiconto, assumendosi ogni responsabilità !!!
E' vero o non è (più) vero? Sto forse dicendo delle fesserie o delle bugie, come mi rimbrotta sempre il Sindakò? Risponda, il Sindaco (o il Superassessore)!
Anche perché, laddove oggi il Sindaco volessevenirci a dire che quei dati non erano veritieri, deve spiegarci perchéha votato e fatto votare (dai Consiglieri di Maggioranza) il Rendiconto 2009, sapendoche stava deliberando… un falso!

"Gli attuali costiche l’Ente sostiene per il servizio, inoltre, sono in regime di forteeconomicità non soltanto rispetto alle precedenti amministrazioni, ma ancherispetto ad altri Comuni limitrofi. Basta confrontare, difatti, i costi delservizio rifiuti di Alife con quello degli altri Comuni della nostra zona perdedurre la bontà dell’operato di questa amministrazione, la quale ripudial’idea di adottare politiche di tassazione esasperata ma che non può nonchiedere il giusto ai propri cittadini”.

(omissis –tabelle dei vari Comuni)

"Siricorda, inoltre, che Alife è il terzo Comune per estensione territoriale dell’interaprovincia di Caserta, ed il secondo più popoloso delle nostre zone. Se nededuce facilmente che i costi che ci troviamo a sostenere sono ovviamentemaggiori rispetto ad un Comune di 700 anime come Letino, ma che la nostratariffa Tarsu resta comunque bassa, concorrenziale e perfettamente in regolacon quanto prevede la normativa. Qualora ciò non bastasse, si ricorda che icosti attualmente sostenuti sono in regime di mancato utilizzo dell’isolaecologica per le note vicende riguardanti le ultime fasi della precedenteamministrazione comunale. Appare palese che non appena disporremo dell’isolaecologica, i costi per la frazione secca saranno notevolmente più bassi e ciconsentiranno, probabilmente già dal prossimo anno, di abbassare la tariffa.”

Forse il Sindaco farebbe bene a leggere qualche Manuale di economia,ricercando alla voce “economie di scala” dove viene affermato esattamente ilcontrario: SuperGiulio, pensaci tu!

"Ci tengo inoltrea ricordare che le nostre scelte politiche, come da programma elettorale,prevedono tutta una serie di iniziative per abbassare i costi di gestione delservizio, su tutti lo studio di fattibilità di un impianto di compostaggio, ilquale a fronte di un impatto ambientale zero, porterebbe nonsolo costi minimi per la frazione umida ma addirittura un guadagno per l’Enteed una ricaduta occupazionale sul nostro territorio”.

Andrebbe ricordato al Sindaco quello che ha promesso in campagnaelettorale; sul web ci sono ancora parecchi suoi filmati. Ha ripetuto che “nonavrebbe aumentato le tasse” e “non avrebbe fatto ricorso ad incarichi esterni”o, laddove proprio ce ne fosse stato bisogno, avrebbe fatto ricorso a “incarichi acosto zero!”. Ecco mantenute tutte e due le promesse: tasse aumentate (Tarsu, addizionaleIrpef ed Energia elettrica ….) e due “incarichi” freschi freschi, "a pagamento”,come hanno affermato in Consiglio comunale il 31 agosto lo stesso Sindaco e ilSuperassessore Giulio.

Un Consiglio alSindaco (e al suo Superassessore Giulio): spieghino ai Cittadini queste duecifre che fanno parte del costo della spazzatura, e che fanno rizzare i capellianche ai calvi:

· Costo del lavoro = 115.909,09
· Aggio Pubblialifana =132.000,00

Thankyou, Sindaco!
Thankyou, SuperGiulio!

sabato 3 settembre 2011

Una dovuta risposta



Riporto un "commento" che ho lasciato sul blog Caiazzorinasce, in risposta ad alcune domande che mi erano state rivolte da Anonimi Lettori in merito agli interventi pronunciati durante il Consiglio Comunale del 31 agosto.
Ciao, Daniele.




02 settembre 2011 16: 37
Daniele Cirioli ha detto...
Mi vengono rivolte delle domande, a cui mi tocca rispondere.
Sono tre anni che rincorro questa cosa: evitare che i Cittadini di Alife paghino per gli errori del passato. Perché, in questo modo, subirebbero oltre al danno anche la beffa: 1) il danno, quando è successo; 2) la beffa, per rimediare al danno. Insomma sono tre anni che ostacolo chi vuole mettere una “pietra sul passato”.
E’ arrivata questa amministrazione; si è presentata come il “nuovo”, ma che cosa ha fatto? Dalla sera alla mattina ha approvato il Rendiconto 2009 (mettendo una pietra sul passato) ed ha alzato le tasse ai Cittadini (facendogli così pagare gli errori del passato). Dunque, in un sol colpo, sia il danno che la beffa!
Posso essere d’accordo con il loro operato? Capitemi: non posso proprio!
Mi pare chiaro che, politicamente, il Sindaco con la sua Maggioranza è “contro” la mia linea e non “contro” quella delle passate amministrazioni (da Vitelli a Di Muccio). Altrimenti, avrebbe accolto a braccia aperte la mia (e nostra, cioè di tutto il Gruppo Insieme per Alife) piena disponibilità a collaborare. Garantivo il nostro voto, ma in cambio chiedevo una sola cosa. Non incarichi, assessorati, posti in commissioni od altro: chiedevo di rivedere il Rendiconto 2009 (deliberato dalla Giunta Di Muccio precedente) prima dell’approvazione in Consiglio comunale.
Proposta tanto indecente, secondo Voi?
Era il 30 giugno (tutto è scritto negli atti allegati al Verbale di seduta del Consiglio comunale di quel giorno ed è pubblicato sul blog del nostro Gruppo di Minoranza) e si sapeva che il termine per l’approvazione del Bilancio preventivo per il 2011 sarebbe slittato al 31 luglio: quindi c’era tempo un mese per approvare il preventivo 2011 ed evitare lo scioglimento del Consiglio comunale (quel mese di tempo, poi, è raddoppiato).
Il Sindaco rifiutò la mia/nostra collaborazione facendo approvare il Rendiconto 2009.
“In limine”, poi, cioè alla scadenza del 31 agosto (dopo due mesi!!!), ha approvato il Bilancio di previsione 2011.
In questi due mesi è stato come se la Minoranza non esistesse…. nonostante la nostra apertura a 360 gradi a collaborare. Dubito, dunque, che l’attuale Maggioranza stia dalla parte di “tutti” i Cittadini.
Buona serata.

venerdì 2 settembre 2011

Good morning, Alife


Amici miei vicini e lontani, buongiorno.


Non ci si sente da un pezzo. Ma era dovuto per nonintralciare l’operato della Maggioranza, alle prese con le prime programmazionidelle iniziative per Alife e per gli alifani.
Adesso che sono largamente trascorsi “i 100 giorni” cisentiamo più liberi di onorare il mandato amministrativo che gli Alifani cihanno dato: il ruolo di Minoranza.

Il 31 agosto c’è stato il Consiglio comunale conl’approvazione, tra l’altro, del Bilancio di previsione 2011 e con la “presad’atto” di una sentenza della Corte dei conti (la n. 331/2011, riportataintegralmente su questo blog e – vi prego – di leggerla con attenzione).

Su questi argomenti ho pronunciato (cercato di pronunciare)due interventi.

Sul primo intervento (Bilancio di previsione 2011) ilSindakò mi ha interrotto più volte: che pessima abitudine! (voto: zerospaccato!). Al termine, è stato lui a fare il suo commento. Vi risparmio le coseche ha detto; ma non quelle allusive….soprattutto una.
A un certo punto ha parlato di “controlli da fare a chiprende il sole in terrazza, per non parlare di coperture”. Lì per lì ho pensato: "questo ce l'ha con me!". Del resto, “coperture” e “terrazze” di casa mia sono salitegià una volta agli onori della cronaca: erano i tempi dell’approvazione delRendiconto 2008. Perciò gli ho chiesto di precisare se si riferiva alla miaabitazione di piazza Vescovado; un riferimento molto, ma molto “personale” chéaveva niente a che vedere con tasse e bilancio di cui si stava discutendo.Oltretutto, mi pareva verosimile che il Sindakò si riferisse alla miaabitazione per quest'altra ragione. Quest’anno mia moglie ha avuto la feliceidea di piazzare sulla terrazza una piccola piscina di plastica – sapete: diquelle gonfiabili – dove far divertire le mie bambine (cinque e sette anni). Durantequesto loro quotidiano diversivo, mentre fa da “bagnina” in attenzione allefiglie, mia moglie si sdraia su un lettino a…. “prendere il sole!”. Dunque hofatto due più due, terrazzo più prendere il sole: il conto tornava. Ma ditemi:è forse vietato prendere il sole a casa propria sulla terrazza?
Comunque, il Sindakò non ha precisato se si riferiva a me. Perciòresto con quel dubbio. Ma quello che è peggio è che la sera, a letto,ripensando all’episodio, mi è salito un brutto senso di mortificazione: “cherazza di marito che sono!”, ho pensato. “Far prendere il sole a mia moglie interrazza e dare alle piccolette una misera piscinetta di 30 cm……”. “Daniele seiun bastardo! Sei un padre e marito egoista!”, mi sono detto, battendomi ilpetto: meglio sarebbe stato un viaggio in zone esotiche, tropicali o….desertiche.

Andiamo avanti.
Il bello deve ancora arrivare.

Al termine del suo commento, tanto per peggiorare il suo giàencomiabile comportamento, il Sindakò ha ordinato il “divieto a qualsiasireplica”. Sì, proprio così. Ed è stato solo grazie all’intervento delSegretario che è stato possibile ristabilire un clima più “civile”, prima che più“democratico”. Il Segretario, ovviamente, è stato sollecitato da noi dellaMinoranza a far rispettare il “Regolamento sul funzionamento del Consigliocomunale”. Regolamento che – devo supporre – il Sindakò non avrà mai letto, altrimenti si sarebberisparmiato quella brutta figuraccia!

Sul secondo intervento le cose sono andate peggio. Qui nondo un voto, anche perché dà fastidio al Sindakò. Ma mi sia concesso digratificarlo con il “Premio raffinatezza!”.
Il mio intervento era di 9.177 battute, 112 righe, 1.400parole. Ebbene sono arrivato a leggere solo le prime 3.000 battute, ossia 37righe e 480 parole ed è successo il patatrac! Il Sindakò è scattato ed ha sferzato un pugno sul tavolo. All'istante s'è messo in piedi puntandomi contro l'indice e, mentre lo muoveva su e giù, ha cominciato, urlando, ad inveirecontro di me con divieti, ordini e minacce. Ecco: gli ingredienti giusti emisurati per una frittata di sgarbatezza! A quel punto ho deciso di abbandonarel’Aula; così hanno fatto pure i miei Colleghi Consiglieri di Minoranza.

* * *

E’ inspiegabile questo atteggiamento del Sindaco! Edè il risultato più preoccupante venuto fuori dal Consiglio comunale. Piùpreoccupante della decisione sul Bilancio 2011 o della sentenza della Corte deiconti. Sentenza, a proposito, che “mette sotto controllo questa amministrazione”non quella di Vitelli (nome sussurrato da un Consigliere di Maggioranza) che nonha più cariche amministrative (assieme a Vitelli, tanto per dirla tutta, nel2009, è stato Assessore anche un tale Giammatteo: mi sbaglio o è lo stesso Assessoredella giunta Avecone?). Un cartellino giallo che si poteva benissimo evitare,basta leggere la sentenza per capirlo: perché tanta fretta nell’approvare ilRendiconto 2009?
Dicevo: il risultato più preoccupante è il comportamento che il Sindaco va perfezionando in un continuo e costante crescendo. E devosupporre che lo stesso atteggiamento tenga pure all’interno delgruppo di Maggioranza: nessuno ha battuto ciglio alle sue esternazioni enessuno a dire una parola; tutti pronti, però, a scattare ed alzare la mano,per le votazioni, sulla sua parola: “ueeè!”. A guardarli, sembrava una scena diquei films in bianco e nero delle simpatiche canaglie!!!.

Una cosa è certa: non è un comportamento da “Primo Cittadino”.
Un “Primo Cittadino” dovrebbe ammettere che altri lo possanocontraddire; dovrebbe tollerare che altri la pensano in maniera diversa dallasua; dovrebbe lasciare la libertà agli altri di pronunciare parole diverse daquelle che vuole ascoltare. Perché il “Primo Cittadino” non ha nulla più deglialtri (cittadini); perché il “Primo Cittadino” non ha alcun “potere” suglialtri; perché il “Primo Cittadino” è tale perché è stato votato (e dunquescelto) dalla maggioranza dei Cittadini per “servire”, non per “asservire” lacomunità, gli altri, il popolo.
Qualcuno, che però ha fatto una brutta fine, sosteneva che“chi vuol essere il primo, si faccia servo di tutti”: l’hanno frustato e poiammazzato.

Mi immagino la replica del Sindakò a queste mie parole. Dirà,anche stavolta (come fa sempre), che “mi erigo a giudice….che do voti e facciolezioni!”. Può darsi che abbia ragione: sarà magari uno dei miei tanti vizi. Mavoglio osare di più e perseverare in questo mio errore dandogli un consiglio: sichieda, serenamente, se di queste lezioni non ne abbia un grande ed impellente bisogno!

Personalmente, dunque, mi sento offeso; nel ruolo pubblico cherivesto, screditato.
Se vuole vedermi ancora in Consiglio comunale, deve faredelle pubbliche scuse (spero la capisca, questa!). Scuse non al ConsigliereCirioli, ma ai Cittadini per l’indecoroso spettacolo del 31 agosto, che fa dareplica alla “prima” del 30 giugno.

Mi fermo qua, per oggi.

Voltaire (al secolo François-MarieArouet) diceva: “non sono d’accordo con quello che dici, ma darei lavita affinché tu lo possa dire”.
Appunto.

Ciao, daniele.

venerdì 22 luglio 2011

La Corte dei conti ha messo sotto controllo la nostra Amministrazione

Come dice quel proverbio, aiutatemi: “stavo bene, per stare meglio…..” oh, non riesco a ricordarmi come finisce. Vabbè, lasciamo stare.

La situazione, amici miei, è catastrofica!

Nell’ultimo Consiglio comunale, il Sindaco ha sostenuto di approvare il Rendiconto 2009 in quanto aveva avuto “garanzie” dalla Corte dei conti (senza però meglio precisare quali fossero queste “garanzie”). Queste "garanzie" gli sarebbero arrivate durante una riunione a Napoli il 28 giugno.

Quella riunione, a Napoli, presso la Corte dei conti, c’è stata effettivamente: un’adunanza pubblica. Però, le cose sembrano essere andate un pochino diversamente da come sono state raccontate dal Sindaco.... almeno stando a quanto dichiara il Collegio Regionale di controllo per la Campania.

Non mi va di aggiungere nulla di personale alla vicenda: non comment! Aspetto che il Sindaco convochi il Consiglio comunale ed è lì che ne parleremo. Quel Consiglio comunale lo “deve” convocare: è obbligato a farlo perché, in quanto Presidente del Consiglio comunale, è tenuto a rappresentare al Consiglio comunale la Pronuncia della Corte dei conti, depositata il 12 luglio scorso. Infatti, la pronuncia è indirizzata al “Presidente del Consiglio comunale di Alife” (quindi a tutto il Consiglio comunale), oltre che al Sindaco e al Revisore dei conti.

Non aggiungo commenti personali, ma vi invito a leggere quanto scritto dalla Corte dei conti in quella Pronuncia. Preciso solamente che la Pronuncia è una severa ammonizione al Sindaco e al Revisore dei conti (e, quindi, a tutta l’Amministrazione comunale) in quanto effettuata ai sensi della legge n. 266/2005 la quale stabilisce che “Le sezioni regionali di controllo della Corte dei conti, qualora accertino (…) comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria o il mancato rispetto degli obiettivi posti con il patto, adottano specifica pronuncia e vigilano sull'adozione da parte dell'ente locale delle necessarie misure correttive e sul rispetto dei vincoli e limitazioni posti in caso di mancato rispetto delle regole del patto di stabilità interno”.



Questa è la parte relativa alle comunicazioni del Sindaco alla Corte dei conti:
«Nelle more della convocazione della Sezione per l’odierna adunanza, il neo eletto Sindaco di Alife rendeva noto che il Consiglio comunale era stato convocato, per il giorno 30 giugno 2011, per discutere ed approvare il Rendiconto dell’esercizio 2009 “da allegare al Bilancio di previsione 2011 all’esame del successivo Consiglio comunale”.
Contestualmente, il Sindaco assicurava il suo impegno nel trovare soluzione alle problematiche di carattere organizzativo che avrebbero ostacolato, sin dallo scioglimento del precedente Organo consiliare, l’adozione tempestiva degli atti necessari a garantire la dovuta trasparenza e completezza di informazioni nelle sessioni di Bilancio. Assicurava, altresì, di voler improntare la nuova programmazione su base quinquennale, mantenendo la stretta correlazione tra entrate e uscite attraverso l’aggiornamento delle tariffe, il controllo della spesa e il rinnovo degli affidamenti esterni dei servizi, di cui le numerose proroghe costituivano il sintomo della “estrema precarietà nella gestione di tutte le Aree del comune



Questa è la parte relativa alle comunicazioni del Revisore dei conti:
«In pari data, anche il Revisore dell’Ente faceva pervenire le proprie deduzioni, sottolineando come il ritardo nell’invio dei questionari relativi al Rendiconto 2008 e 2009 fosse “conseguente solo alla paralisi dell’Organo preposto all’esame ed approvazione dei Rendiconti, conditio sine qua non per la predisposizione dei predetti questionari da parte dell’Organo di revisione”, mentre, con riguardo al tardivo invio del questionario sul Bilancio di Previsione 2010, lo stesso fosse dovuto “al completamento di importanti verifiche che hanno determinato un referto per gravi irregolarità (prot. n. 5750 del 21.05.2010), trasmesso anche a questa Sezione Controllo della Corte (raccomandata A/R del 8.06.2010) oltre che alla Sezione Procura (posta certificata del 01.06.2010 – raccomandata A/R del 09.06.2010)”. »

Se avete letto con attenzione, il Revisore ha scaricato la colpa della mancata approvazione dei Rendiconti sugli “Organi preposti”. Sapete chi sono gli Organi preposti? Sono la Giunta e il Consiglio comunale!

La parte relativa alle comunicazioni del Revisore dei conti continua:

Con l’occasione, l’Organo di revisione dell’Ente segnalava, altresì, che:
“L’attività di collaborazione e verifica da parte del Revisore, è da tempo ormai informata alla presenza quasi quotidiana, spesso richiesta dagli uffici e dagli Organi politici (formalmente e informalmente), proprio a seguito delle difficoltà organizzative in cui si è trovato il comune di Alife a causa della controversa gestione dell’ufficio finanziario…
La cattiva prassi di assidua collaborazione del Revisore instauratasi con l’Ente, al punto di sopperire in adempimenti che rientrano nelle competenze del personale Responsabile, a proprio avviso ha evitato l’attualità di una situazione gestionale più compromessa di quanto oggi non appaia. Certamente esistono numerose criticità, tuttavia realisticamente ad oggi esse non giustificano un’ ipotesi di commissariamento e/o dissesto, in quanto l’Ente non presenta particolari squilibri nella tabella dei parametri che definiscono la deficitarietà strutturale”.»


Ecco la pronuncia della Corte dei conti, nella parte indirizzata al Sindaco:
«Ancorché l’Amministrazione comunale abbia asserito che “l’omessa approvazione del rendiconto non ha avuto ripercussioni negative di rilievo sui processi di programmazione e controllo dell’Ente”, si osserva che la mancata approvazione nei termini del Rendiconto degli esercizi 2009 e 2010 pone l’Amministrazione in una posizione di grave deficit informativo (dovuto a carenze di “analisi riferite ad un adeguato arco di tempo”, come richiesto all’art. 162 TUEL) tale da involgere gli stessi profili di legittimità dell’approvando Bilancio di previsione dell’esercizio 2011 per inosservanza dei principi di veridicità ed attendibilità dei dati contenuti nel documento contabile, stante l’impossibilità per l’Organo di revisione dell’Ente e gli Organi tutori di verificarne sia l’esattezza dei presupposti che la congruità delle stime in relazione agli andamenti storici».

Qui la Corte dei conti sembra proprio rispondere alle parole del Sindaco pronunciate in Consiglio comunale:
«In tale quadro di riferimento, la prevista adozione in limine del Rendiconto dell’esercizio 2009 e del Bilancio di previsione dell’esercizio 2011 da parte del Comune di Alife, per quanto possa valere a scongiurare gli effetti previsti dagli artt. 243 e 141 del TUEL, in tema di controlli sugli Enti locali strutturalmente deficitari e di scioglimento degli Organi consiliari per la mancata approvazione nei termini del Rendiconto e del Bilancio di previsione, non potrà consentire, comunque, di eliminare facilmente gli effetti di una prolungata inerzia gestionale, la cui persistenza si riverbera sulla funzionalità di tutti i settori istituzionali dell’Ente e si traduce nella incapacità di rispettare i limiti di spesa previsti dal Patto di stabilità interno (come avvenuto negli anni 2009 e 2010) oltreché nell’impossibilità di sottrarsi al cumulo delle misure sanzionatorie e limitative previste in tali casi dall’ordinamento (sospensione dell’erogazione di rate del contributo ordinario, riduzione dei trasferimenti erariali, divieto di contrarre nuovi mutui, mancato utilizzo dell’avanzo di amministrazione, limiti di impegno per spese correnti, divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo etc.).»

Qui, infine, la Corte dei conti tira le orecchie (finalmente!!!) al Revisore dei conti:
«Né può essere trascurato il rischio implicito nell’intensificarsi della collaborazione tra l’Amministrazione ed il Revisore dei conti, soprattutto ove questa sconfini in una incongrua partecipazione o asseverazione dell’Organo di revisione all’esercizio dei poteri di amministrazione attiva del Comune, giacché i principi di buon andamento escludono qualsiasi forma di cogestione o coamministrazione dell’Organo di controllo interno in scelte gestionali di esclusiva competenza degli Amministratori dell’Ente


Previsioni meteorologiche: tempeste e temporali sul Comune di Alife!
Buona giornata.
Ciao, daniele.

domenica 3 luglio 2011

Chi per mare va, prende questi...granchi!

Einstein sosteneva che la differenza tra genialità e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti. Come fai a non dargli ragione dopo aver letto il blog del Sindaco Peppino Avecone?

Il Sindaco ha pubblicato ieri (2 luglio) un post in cui afferma che il Consigliere di minoranza Daniele Cirioli (cioè il sottoscritto) avrebbe preso un bel “granchio” sulla competenza a deliberare l’aumento dell’addizionale Irpef. Il riferimento è alla nostra (ripeto “nostra”, non “mia”; nostra cioè del Gruppo Insieme per Alife) “questione pregiudiziale” presentata nell’ultimo Consiglio comunale, e finalizzata a non far votare l’aumento dell’addizionale Irpef sulla base del fatto che la fissazione dell’aumento spetta alla Giunta comunale e non al Consiglio comunale.

Ecco quello che ha scritto Avecone sul suo blog:

«Nella discussione in sede di consiglio del 30 giugno scorso tra la maggioranza, che sosteneva che fosse il consiglio l’organo competente deputato alla deliberazione circa le variazioni dell’aliquota della addizionale comunale all’Irpef, tesi supportata anche dal segretario comunale Riccio, ed il capogruppo di minoranza Cirioli, che sosteneva invece che dovesse essere la giunta comunale a dover deliberare su tali variazioni, si riporta la disposizione legislativa, che conferma il consiglio comunale quale organo competente a poter deliberare su tale materia, dando ragione quindi alla maggioranza Avecone».

Premetto che “tutti” possono sbagliare, anche il gruppo di Minoranza Insieme per Alife oppure il Consigliere Daniele Cirioli: tutti hanno “diritto” a sbagliare. Non per questo, però, meritano un accanimento tale e quale a quello inveito dal Sindaco Avecone nei confronti del “solo” Consigliere Cirioli (siamo alla seconda, dopo i “giochini” ….). Francamente, se anche fosse vero ciò che afferma Avecone, non riesco a capire e non posso giustificare, né tollerare tanto accanimento verso di me, verso la mia persona, visto che il Sindaco ha cura di tenere fuori dal confronto (ed è per la seconda volta) gli altri tre Consiglieri del gruppo di minoranza.

Ma se a sbagliare fosse, invece, ancora una volta Peppino Avecone?
Un noto proverbio dice: errare è umano, perseverare è diabolico!!!
A sbagliare – ahimè! – è ancora il Sindaco Avecone, e con lui tutti i consiglieri, consulenti ed esperti. La cosa più assurda – questo è davvero un “perseverare diabolico” – è che riporta una nota ministeriale in cui viene confermata non la sua di tesi, ma la nostra.

Cerco di fare luce. Anche se, francamente, poiché lor Signori non hanno capito la nostra tesi leggendo la dichiarazione scritta e allegata al verbale del Consiglio comunale (quindi l’hanno potuta leggere e rileggere, studiare e meditare), credo che il Sindaco e il suo staff di consiglieri, consulenti ed esperti difficilmente riusciranno a comprendere ciò che ora provo ulteriormente a spiegare.
E poi mi dispiace un pochino fare questo sforzo. Perché, come dice quel proverbio…. oddio, come fa?…ce l’ho sulla punta della lingua…. aiutatemi… si perde acqua e sapone….vabbé! Lasciamo perdere!
Provo comunque a far luce per un altro motivo: affinché siate Voi a farvi un’idea su chi dice le fesserie.

Allora, molto semplicemente la nostra “questione pregiudiziale” diceva questo: non si può votare l’aumento dell’Irpef perché:
a) il Consiglio comunale non ha competenza a “fissare” la misura della maggiorazione Irpef;
b) il Consiglio comunale ha solo competenza a “deliberare” la maggiorazione”, una volta che sia stata fissata dalla Giunta comunale, con propria delibera, e allegata al Bilancio di previsione.

La legge dice (e la nota richiamata da Avecone conferma) che la misura della maggiorazione deve essere stabilita dalla Giunta comunale, non dal Consiglio comunale. Del resto, ciò risulta logico anche dal punto di vista operativo: come fa il Consiglio comunale a stabilire la misura della maggiorazione Irpef se non ha presente tutti i conti del Comune e del Bilancio di previsione 2011 che viene costruito dalla Giunta? Ecco, allora, che è necessaria “prima” la Delibera della Giunta che fissa l’aumento, perché la Giunta (cioè il “governo” di un Paese) ha in mano i conti delle entrate e delle uscite del Comune; poi, solo dopo, occorre la delibera del Consiglio comunale che approva l’aumento come fissato dalla Giunta.
Lo stesso avviene per tutti i “conti” del Comune: chi fa il Bilancio? E chi il Rendiconto? Il Bilancio e il Rendiconto sono redatti dalla Giunta comunale.

Chi approva (ossia “delibera”) il Bilancio? E chi il Rendiconto? Il Bilancio e il Rendiconto sono approvati (cioè “deliberati”) dal Consiglio comunale.

A riprova di quanto ho detto, riporto due stralci della nostra “questione pregiudiziale”:

«(….) E’ appunto su questa operazione di fissazione della misura di un’imposta che viene sollevata la “eccezione di incompetenza assoluta”. Il Tuel, infatti, attribuisce al Consiglio comunale esclusivamente la competenza sulla “istituzione” e sulla “regolamentazione” di sistemi tariffari, ma non anche sulla fissazione delle relative “tariffe” o “misure” di tasse e imposte. Questa operazione, che determina il quantum del prelievo impositivo, è invece di esclusiva competenza della Giunta comunale. (….)».
« (…) Si aggiunge, infine, che le Deliberazioni relative alle variazioni della misura dei tributi sono di competenza dell’organo esecutivo perché rappresentano elementi, basilari e sostanziali, di manovra economica o di bilancio. (…) Al Consiglio comunale, invece, queste Deliberazioni assunte dalla Giunta comunale vanno sottoposte per un’adeguata discussione, almeno in sede di approvazione del Bilancio poiché rappresentano degli Allegati obbligatori (…) ».

Probabilmente, se Peppino Avecone e i suoi consiglieri, consulenti ed esperti non avessero pregiudizi nei miei riguardi, avrebbero potuto capire il tutto leggendo con calma e serenamente la nostra “questione pregiudiziale”. E magari non l’avrebbero nemmeno votata, così evitando gli strascichi che ora sono costretti a subire.





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Se ciò non dovesse bastare, riporto una piccola esperienza della passata amministrazione.
Nel consiglio comunale del 26 novembre 2009 successe la stessa cosa. L’allora Maggioranza portò in Consiglio comunale la “Approvazione del regolamento sulla concessione in uso beni mobili e immobili e attrezzature comunali da parte di privati, associazioni ed Enti”. Quel Regolamento, però, conteneva qualcosa che andava oltre la mera “regolamentazione”: infatti il Capitolo 4 riportava “le modalità di concessioni e” – soprattutto – “le tariffe”: cioè il prezzo che il singolo cittadino, l’associazione o altri avrebbero dovuto poi pagare per utilizzare i beni e le attrezzature del Comune. Anche allora la Minoranza chiese, con una “questione pregiudiziale”, che le tariffe venissero eliminate dal Regolamento, perché di competenza della Giunta. E così avvenne, con lo stralcio di quell’argomento (le tariffe) dalla delibera in votazione. Se la memoria non mi inganna, a firmare quella “questione pregiudiziale” fu tutta la Minoranza (allora di cinque membri). Perciò, caro Peppino, su queste cose puoi farti illuminare anche da Emilio Del Giudice e da Alfonso Santagata che, nella passata amministrazione, la pensavano esattamente come me. Oppure puoi farti aiutare da Angelo Giammatteo che, nella passata amministrazione, la pensava esattamente come me, come Del Giudice e come Santagata, e votò pure lui per rinviare l’argomento.



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Voglio dare un consiglio al Sindaco. Per questo mi perdonerà Enzo, se lo tiro in ballo. Ecco: so che Enzo Martino, mio amico e stimato professionista (è commercialista e revisore contabile), segue da vicino, molto vicino la nuova amministrazione. Suggerisco a Peppino di chiedere consiglio ad Enzo Martino, prima di mettersi a scrivere quelle cose sul suo blog.



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Voglio dare un altro consiglio al Sindaco. Piuttosto che metterti a divagare in futili tentativi di offese e di screditamento delle persone (nel caso specifico: della mia persona), perché non spieghi ai Cittadini il motivo per cui vuoi far pagare agli Alifani i “debiti” delle passate amministrazioni proprio con l’aumento dell’Irpef? Questo lo ha detto il tuo Assessore Giulio Riccio in consiglio comunale, e tu non lo hai negato!



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Voglio dare ancora un altro consiglio al Sindaco. Fai attenzione a come ti esprimi. Se ti esprimessi così all’Università, magari durante un esame di Diritto amministrativo, con le stesse parole utilizzate sul blog, verresti di sicuro bocciato. Affermi, infatti, “si riporta la disposizione legislativa, che conferma il consiglio comunale …” , etc. etc. e invece pubblichi una circolare ministeriale (la nota 938 del 12 marzo 2007). Ecco: fai attenzione perché c’è differenza tra una “norma di legge” e una “disposizione amministrativa”.



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Caro Peppino,
per il futuro fai attenzione a inventarti interventi come questi. Lo so che hai sempre meno tempo, peraltro. Tu stesso lo dicevi, in Consiglio comunale, che spesso rimani anche di notte sul Comune per risolvere i tanti problemi. Del resto anche io mi ritrovo sempre con meno tempo a disposizione. Pensa: stavo in terrazzo a prendere il sole, stamattina, quando è squillato il cellulare e un amico mi ha riferito di quello che avevi scritto sul blog a mio riguardo. Perciò, ti prego: non cimentarti più in avventure del genere. Non farlo per tre motivi, due che ti riguardano e uno a mio favore. Primo per non perdere altro inutile tempo; secondo per evitare di fare altre figuracce come questa e metterti da solo alla gogna. Terzo, infine, per lasciarmi in pace a prendere la tintarella.

Ciao, daniele.

sabato 25 giugno 2011

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

Domenica 15 maggio, la domenica delle votazioni, mentre tornavo a casa da piazza Vessella (ero stato davanti ai seggi elettorali), mi ferma un Signore (che era seduto sul muretto dei giardinetti con una Signora, ch’io ho pensato essere sua moglie) e mi fa: «Cirioli – tendendomi la mano –: comunque vada per lei sarà un successo, perché ha preso quattro voti da una famiglia che nemmeno conosce. Congratulazioni!». Il riferimento, ovvio, era al risultato elettorale che ci sarebbe stato l’indomani e che, come a tutti noto, ha decretato la vittoria di Avecone a Sindaco di Alife con la Lista “Per Alife”.

Quest’episodio (era presente mio cognato) mi è tornato in mente più volte, nei primissimi giorni del dopo elezioni. Giorni di riflessioni. Mi è tornato in mente soprattutto nei momenti di scoramento, quando prepotente mi si presentava il doppio interrogativo: che significa il risultato elettorale e che fare adesso? Già…. che significato attribuire al risultato elettorale e che fare adesso?

Il “galateo” politico (se davvero esiste un galateo in politica) impone una sorta di silenzio, alle opposizioni, durante i primi 100 giorni dall’insediamento. Un periodo di astensione per permettere alla squadra vincente, la
Maggioranza, di organizzarsi al meglio per mettere in atto le nuove linee di programma. Ahimè, questa volta ci siamo visti costretti a disubbidire a questa regola. Ora lo dobbiamo ancora di più, perché il primo Consiglio comunale, fissato a giovedì prossimo 30 giugno, avrà all’ordine del giorno (anche) un tema piuttosto caldo: il Rendiconto 2009. Vi ricordare il Rendiconto 2008…quello delle banane? Beh, stiamo lì!!! Sorridendo mi vien da dire: se il buon giorno si vede dal mattino…. Signori, non uscite senza ombrello!

Torno alla domanda iniziale: che significato attribuire al risultato elettorale e che fare adesso? Sono sincero, come sempre: non riesco a decifrare il risultato elettorale. La sconfitta c’è stata. Eccome, se c’è stata. A conti fatti, 700 e rotte persone hanno preferito la lista di Avecone e non quella di Cirioli: e così, spostando quei voti da una Lista all’altra, si arriva allo scarto di 1.400 e rotti voti che c’è stato tra le due Liste in competizione. Ci ho pensato su più volte: le avessi potute contattare personalmente quelle 700 persone, per cercare di convincerle a votare noi… Poi ho riflettuto su questo: 700 e rotti sono stati anche i voti che, la volta scorsa, hanno preso Vitelli e Di Muccio (anzi, messi insieme, hanno preso di più). Vitelli e Di Muccio, apertamente, hanno appoggiato la Lista di Avecone: li abbiamo visti e notati, infatti, sia nell’avvicinare persone per il voto e sia, durante lo spoglio elettorale, raccogliere i risultati e di quali Consiglieri. La prova del nove di quanto sto dicendo gira su Facebook! Ho riflettuto su questo e mi sono detto: beh, c’era da aspettarselo! Per Vitelli e Di Muccio – che non sono riusciti nemmeno a presentare una Lista (che figuraccia: dopo oltre dieci anni di amministrazione per l’uno e dopo un anno di Sindaco F.F. per l’altra) – poteva essere (ed è stata) la ghiotta occasione per farmela pagare! E questo, allora, sia il mio “grazie”!

A proposito di “grazie”. Stasera c’è la festa della Maggioranza che ha vinto le elezioni, come annuncia il manifesto (appunto) “grazie” affisso per le strade cittadine. Il manifesto spiega, tra l’altro, che la nuova amministrazione e il Sindaco è già al lavoro con lo scopo “di superare sterili polemiche e diatribe”. Mi date una mano, per favore? Mi dite a quali “sterili polemiche e diatribe” si riferiscono?

Torniamo a noi: ho risposto al primo interrogativo (che significato attribuire al risultato elettorale), mi resta da rispondere a secondo: che fare adesso? Qui sono ben più sicuro: lavorare di più! Lavorare di più per convincere (almeno) quei 700 alifani che hanno determinato la vittoria dell’altra Lista!!! Scherzo, ovviamente (non sul lavorare di più!). Adesso bisogna andare avanti. Bisogna andare avanti per il "rispetto dei 1854 voti" che ci hanno dato gli alifani, come uno striscione mi era stato "minacciato" quando ero al massimo dello scoramento. Il nostro impegno (non solo il mio, ma di tutta la squadra di Insieme per Alife: eletti e non eletti) lo abbiamo scritto sui manifesti di ringraziamento: Vi abbiamo detto “grazie” non a disobbligarci, ma promettendo di continuare a portare avanti l’idea di vero rinnovamento della vita culturale, sociale ed economica della nostra Città. Ed è quello che faremo.

In conclusione, questo post che avrei dovuto pubblicare tra qualche mese (dopo i fatidici “100 giorni”) segna la ripresa dell’attività del nostro (e vostro) blog di ViviAlife (il pieno ritmo, comprensibilmente, ci sarà dopo l'estate). Come è evidente, è diventato il blog di “Insieme per Alife”: ancora più forte, più deciso, più a servizio di Alife e degli alifani! Il nostro "Diario di bordo del viaggio quinquennale delle amministrative 2011/2016". Spero di poter continuare ad osservare l’impegno quotidiano del “Good morning, Alife”. Ma, ecco il bello di una squadra affiatata, quando non ci sarà il mio, ci sarà quello di Gianfranco, di Daniela o di Gaetano.

Adesso vi lascio, perché le carte da studiare del prossimo Consiglio comunale sono tantissime.

Auguri a tutti per un futuro migliore, che sia tempo della ricostruzione sociale ed economica della nostra comunità: un tempo di speranza e di risveglio culturale!

Buona domenica.
Ciao, daniele.